Stati Generali del lavoro: 36 esperti a confronto per far crescere il Trentino

L’iniziativa si è aperta oggi. Spinelli: “Scommettiamo sul digitale e guardiamo a giovani e donne”
Trentasei esperti, quattordici dei quali “stabili”, per un percorso di 8 giornate nell’arco di 2 mesi. Sono i numeri degli Stati Generali del lavoro, lanciati oggi ufficialmente dall’assessore provinciale allo sviluppo economico Achille Spinelli – affiancato dal presidente dell’Agenzia del lavoro Riccardo Salomone - nella giornata che precede la Festa del lavoro. Una ricorrenza amara per tante persone che stanno soffrendo le conseguenze della crisi economica legata all’emergenza Covid: categorie che saranno al centro degli Stati Generali. “Vorrei che da questa iniziativa emerga una vision chiara: un territorio che scommette sul digitale ed appare proiettato verso la transizione ecologica e sociale. Un territorio che ancora una volta intende essere un laboratorio per il Paese” sono state le parole dell’esponente della Giunta provinciale, che ha evidenziato come innovazione e digitalizzazione debbano interessare il mondo del lavoro tutto: “Vogliamo che il Trentino sia un territorio smart, con l’obiettivo di aumentare la qualità del lavoro, far crescere le nostre aziende ed anche attrarre nuove aziende. Per questo motivo anche artigiani ed operai devono acquisire nuove competenze, affinché l’intera filiera produttiva diventi 5.0. La Pubblica amministrazione non può peraltro sottrarsi a questa evoluzione”.

Il Trentino cerca dunque di rilanciarsi, dopo i forti cambiamenti legati al Coronavirus anche all’interno dell’economia locale. Secondo l'Ispat il Pil trentino nel 2020 si è contratto del 9,8% sul 2019, riportando il valore ai livelli del 2014, mentre la Camera di commercio segnala che il fatturato delle imprese è calato del 9,3%, pari a circa 3 miliardi di euro. Per resistere alla pandemia, le aziende hanno chiesto più prestiti, tanto che secondo Banca d'Italia a fine 2020 i crediti alle imprese sono aumentati del 6,2%. Anche il lavoro ha risentito della crisi Covid: secondo i dati di Agenzia del Lavoro, nel 2020 si sono persi 3.200 posti di lavoro e gli occupati medi sono così scesi del 13% a quota 237.000. A pagare di più sono stati turismo e pubblici esercizi, mentre tengono industria e costruzioni. Nel 2020 la disoccupazione è così aumentata, anche se di poco, salendo di 3 decimi al 5,3% con i disoccupati a quota 13.000 e la cassa integrazione che ha superato i 16 milioni di ore. Il lavoro più penalizzato è quello precario e meno qualificato, mentre tra i più colpiti ci sono i giovani: 17.400 non lavorano né studiano. In tutto questo, tra incentivi all’economia e strumenti di protezione, il sistema ha di fatto tenuto. E si prepara a cogliere la ripresa in arrivo.

Si tratta di numeri e temi che saranno al centro degli Stati Generali del lavoro, un percorso attraverso il quale si coglierà il pensiero di un folto gruppo di esperti. Quattordici figure di alto profilo, provenienti da tutta Italia, prenderanno parte a tutti gli appuntamenti: gli esperti “stabili” sono Riccardo Salomone (coordinatore, Università di Trento); Mario Calderini (Politecnico di Milano); Franco Fraccaroli (Università di Trento); Barbara Ganz (Il Sole 24 Ore); Valentina Meliciani (Università LUISS Guido Carli Roma); David Natali (Scuola Superiore Sant’Anna Pisa); Cinzia Pellegrino (Consigliere Federmanager); Maria Cristina Rossi (Collegio Carlo Alberto Torino); Stefano Sacchi (Politecnico di Torino); Paolo Traverso (FBK); Agnese Vitali (Università di Trento); Giulio Zanella (Università di Bologna); Paolo Reboani (Ministero del Lavoro); Emmanuele Massagli (Adapt). Dieci sono invece gli “special advisor” provenienti da mondo dell’imprenditoria e della direzione d’azienda, che porteranno nell’ambito degli Stati Generali la propria esperienza Sei componenti provengono dalle organizzazioni sindacali ed altrettanti dal mondo dei datori di lavoro.

“Gli stati generali si focalizzeranno in particolare sulla formazione continua lungo tutto l'arco della vita e sulle politiche attive del lavoro, ma è chiaro che le indicazioni del tavolo influenzeranno anche ciò che chiederemo al mondo della scuola, della formazione professionale e dell'università. Non è comunque più possibile relegare la digitalizzazione ai “nativi digitali”, perché il cambiamento sarebbe troppo lento e non coerente con le economie in evoluzione” sono state le parole dell’assessore Spinelli. “Vanno trovate nuove prassi nel mondo del lavoro, anche in chiave innovativa, con l’obiettivo di individuare nuovi programmi per stimolare il lavoro anche nelle valli – ha aggiunto il titolare della delega al lavoro -. E’ anche importante capire come far crescere le nostre piccole-medio imprese affinché, nel valorizzare il proprio personale, siano proiettate all’innovazione. Dobbiamo fare in modo che nascano nuove forme di lavoro e nuova imprenditorialità, anche innovativa, in cui le donne e i giovani siano protagonisti”.  

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