Sicor: azienda e sindacati alla ricerca di un’intesa

Incontro stamani a Rovereto promosso dall’assessore allo sviluppo economico e lavoro
Vicenda Sicor: il dialogo fra le parti, i vertici aziendali e le rappresentanze sindacali, rimane aperto grazie alla mediazione dell’assessorato allo sviluppo economico e lavoro della Provincia, che ha fortemente voluto l’incontro di stamani presso la sede di Trentino Sviluppo, alla presenza anche del direttore di Confindustria Trento, nella convinzione che la parte pubblica sia pienamente titolata a giocare un ruolo da protagonista nella vicenda. Nessuna marcia indietro al momento sulle decisioni già prese: da un lato la disdetta da parte della società del contratto integrativo aziendale (sul contratto collettivo nazionale dei Metalmeccanici l'azienda si è detta invece disposta ad un'apertura), dall'altro il mantenimento dello stato di agitazione da parte di Cgil e Cisl, foriero anche di possibili nuovi scioperi. L'orientamento è però quello di rimanere al tavolo e di esplorare tutti i margini di trattativa ancora disponibili, o di individuarne di nuovi. Dal canto suo, ha confermato l’assessore, qualora si arrivi ad un’intesa soddisfacente sia per la società, che opera sui mercati internazionali nel settore degli ascensori e impianti di sollevamento, sia per i 170 lavoratori coinvolti, la Provincia è pronta a fare la sua parte. Il prossimo incontro è stato fissato per il 9 ottobre.

Un risultato comunque positivo, dunque, quello dell’incontro svoltosi stamani per iniziativa della  Provincia, che ha portato le parti a riprendere il confronto,  forte della convinzione che partire come questa abbiamo ripercussioni importanti sul territorio,  e vadano quindi gestite nella maniera più appropriata. La vertenza, era approdata, lo ricordiamo, alla disdetta del contratto integrativo aziendale, da parte dell’azienda, lo scorso 15 luglio. Più recentemente, dopo l’elezione delle nuove Rsu, la Sicor ha inoltre comunicato la disdetta del contratto nazionale dei Metalmeccanici.

L’assessore ha detto di comprendere la frustrazione espressa da ambo le parti: da un lato l’azienda, che teme di non poter a portare avanti il suo disegno strategico, dall’altro i lavoratori, che vedono messi in discussione trattamenti e diritti che consideravano acquisiti.

L’invito è quello di  entrare nel merito del progetto di rilancio della società, superando i tatticismi e puntando ad una crescita  che coinvolga e valorizzi anche i dipendenti. L’auspicio è che in questa fase transitoria, necessariamente difficile, entrambe le parti valutino i margini ulteriori di trattativa, confrontandosi con i dati di realtà: le scelte organizzative aziendali, le condizioni di mercato, gli investimenti tecnologici e quant’altro.

Per i sindacati quello di Sicor sta diventando un caso molto grave, perché si allontana da una tradizione di relazioni sindacali collaborative e costruttive che caratterizza da sempre il Trentino. La volontà espressa dalle rappresentanze sindacali è di sedersi a un tavolo e trovare assieme una soluzione ma senza la spada di Damocle della disdetta del contratto collettivo.

L’azienda dal canto suo ha presentato innanzitutto una serie di dati economici dai quali si evincerebbe una situazione diversa rispetto a quella considerata dal sindacato, pur sottolineando di continuare a credere al potenziale commerciale dello stabilimento roveretano.  La Sicor, dunque, non ha intenzione di chiudere o di trasferirsi altrove, ma ritiene necessario porre mano ad una opportuna ristrutturazione. L’intento comunque non sarebbe unicamente quello di tagliare il costo del lavoro, ma anche di ridisegnare i processi organizzativi. Su questo punto il sindacato ha manifestato la sua disponibilità alla collaborazione, pur confermando lo stato di mobilitazione. La sfida, potrebbe essere ora quella di scrivere, assieme, regole nuove.

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