Scuola, nessun errore di programmazione sul fabbisogno dei docenti

L’amministrazione scolastica trentina non ha fatto errori di programmazione riguardo agli organici del personale docente, come detto in una nota inviata alla stampa in queste ore da un’associazione di categoria. Come infatti ha spiegato l’assessore all’istruzione della Provincia autonoma di Trento, la programmazione dei fabbisogni del personale docente per la Scuola trentina viene elaborata tenendo conto sia dei pensionamenti su un arco temporale triennale – in questo caso gli anni 2020/2023 - sia delle graduatorie concorsuali o per titoli, vigenti al momento della programmazione.
Se è pur vero che dei 566 posti destinati alle immissioni in ruolo per quest’anno scolastico, non sono stati nominati circa 280 docenti in ruolo, che peraltro saranno coperti con incarichi di supplenza, è altrettanto vero che appare semplicistico e parziale attribuire questa situazione a presunti errori di programmazione da parte dell'Amministrazione. È noto infatti, e lo è ancor più per il concorso ordinario del personale docente, che l'impossibilità di fare fronte alla totale copertura dei fabbisogni è imputabile a fattori indipendenti dall'azione dell'Amministrazione.

Per contribuire a fare chiarezza della situazione complessiva è opportuno fornire alcuni dati. 

Al concorso ordinario (indetto nell'anno 2020 e svoltosi nel corso dell'anno 2022 a causa del fermo dovuto alla pandemia) erano stati ammessi 1.715 candidati distribuiti su 41 classi di concorso, per un fabbisogno iniziale di 185 posti; si sono presentati alle prove scritte 1.325 candidati e non ne sono stati ammessi alle fasi successive 826, con un tasso del 62% di bocciati, distribuiti in modo eterogeneo tra le diverse discipline. In alcuni casi si è registrato l’80% ed in altri il 100% delle bocciature. 

Pur potendo anche se solo in parte, difettare la stima dei fabbisogni è altrettanto vero però che l’assenza importante di candidati idonei che si è registrata in questo concorso ha certamente costituito un fattore di condizionamento importante: il concorso ordinario avrebbe permesso in linea teorica di utilizzare le graduatorie degli idonei per supplire eventuali ulteriori necessità, oltre i fabbisogni concorsuali, cosa che non si è potuta realizzare.

Altrettanto importante e condizionante è stata anche la tempistica di svolgimento stabilita dal Ministero per il concorso, che ha imposto un fermo al momento dell’avvio degli esami di Stato: va infatti considerato che presidenti e commissari sono coinvolti anche nelle commissioni d’esame e questo ha significato, per esempio, che per ben 12 classi di concorso le operazioni si sono dovute bloccare per riprendere in autunno. Tra queste, alcuni classi registrano un’importante numeri di posti vacanti su cui le immissioni in ruolo si svolgeranno il prossimo anno ( A028 - matematica e scienze – con 49 posti vacanti; A048 scienze motorie e sportive, con 13 posti vacanti; A050 scienze naturali e biologiche, con 17 posti vacanti). 

Sulla scuola secondaria di I e II grado la vera sfida e l’impegno dell’Amministrazione è quello di accelerare la sottoscrizione dell'intesa con il Ministero per indire il concorso abilitante "trentino", così da poter avviare con una programmazione di breve e medio periodo, i concorsi necessari a coprire i posti e le scoperture lasciate dalle stesse graduatorie appena approvate, di fatto già esaurite. Il bando, indetto sulla base della norma approvata con legge di stabilità nell’anno 2021, è già stato vagliato dagli uffici ministeriali che hanno richiesto alcune modifiche e dai quali si è in attesa dell'ultima approvazione per poter avviare, già nell'autunno, i concorsi che dovrebbero consentire la copertura delle attuali disponibilità.

L’assessore ha poi ribadito che a fronte di una situazione di scoperture di organico che peraltro si confida, con l’anno prossimo, già di vedere se non completamente, almeno in buona parte ridotte, è necessario sottolineare che non solo tutte le operazioni di assunzione sono state concluse prima dell'avvio dell'anno scolastico, ma è stato raggiunto un risultato molto positivo per la scuola primaria, nella quale sono rimasti vacanti solo 5 posti sul sostegno ed 1 posto solo di lingua straniera (tedesco), grazie alla misura di legge approvata e ulteriormente modificata quest'anno. Si tratta di una risposta soddisfacente, perché per la prima volta quest’anno anche l’organico di lingua straniera si è potuto consolidare.

Ora spetta alla chiamata unica delle scuole terminare le coperture dell'organico funzionale: anche quest’anno la Giunta provinciale ha agevolato il più possibile i docenti nella scelta delle sedi, riducendo le sanzioni per i rinunciatari. Ad oggi, infatti, risultano già assegnati 400 posti tramite la riconferma dei supplenti in servizio l’anno scolastico precedente, così da salvaguardare la continuità didattica. Una scelta dovuta all’applicazione di una norma approvata lo scorso giugno dal Consiglio provinciale .

La sede del Dipartimento istruzione e cultura della Provincia autonoma di Trento in via Gilli a Trento
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