Domani in Consiglio provinciale l’esame della normativa che introduce negli appalti pubblici la clausola “sociale”

Il presidente Fugatti: “Il lavoro al centro”
Tutela del lavoratore e libertà di organizzazione dell’impresa, due interessi in gioco da mettere in equilibrio. E’ l’obiettivo del disegno di legge in materia di appalti e contratti pubblici presentato dalla Giunta e approdato in Consiglio provinciale.
“Il testo, da domani all'esame dell’aula – spiega il presidente della Provincia Maurizio Fugatti – con alcuni emendamenti scaturiti anche dal confronto con le parti sindacali e datoriali, interviene sui comportamenti delle imprese, ma anche su quelli delle pubbliche amministrazioni, sia nella definizione delle basi d’appalto sia nell’identificazione delle prestazioni richieste. Fra i fattori determinanti per tutelare i lavoratori, vi è senza dubbio la definizione dei capitolati speciali e, conseguentemente, delle basi d’appalto da parte delle amministrazioni: stanziamenti al ribasso significano in primo luogo, oltre che minor qualità delle prestazioni, meno risorse a disposizione delle imprese per lo svolgimento del servizio e, di conseguenza, minore occupazione".

"E’ importante – spiega il presidente – che nell'identificazione delle prestazioni richieste venga considerata con la dovuta attenzione la quantità di lavoro umano minimo necessario per svolgere la prestazione messa a gara. La riassunzione dei lavoratori è obbligatoria e le eccezioni – aggiunge il presidente – non possono essere legate alla volontà dell’impresa di ottimizzare l’utilizzo di manodopera, ma solo in caso siano stati offerti miglioramenti tecnologici o che vi siano degli esuberi nell’organizzazione dell’impresa vincitrice. Per corrispondere alle predette condizioni di appalto, saranno quindi obbligatoriamente assunti i lavoratori dell’appalto appena concluso a meno che l’impresa non evidenzi esuberi nell’ambito della propria organizzazione che altrimenti dovrebbero essere licenziati. In tale ultimo caso, l’evidenza di esuberi che comporti una diminuzione nelle assunzioni dei lavoratori del precedente appalto o una diminuzione delle ore da essi lavorate, dovrà emergere ed essere valutata in modo specifico dall’amministrazione in sede di verifica dell’anomalia dell’offerta sulla base di quanto indicato dall'offerente stesso in gara.

Dopo la stipulazione del contratto, in caso l’offerta comporti una riduzione del personale nel limite delle eccezioni sopra indicate, si attiva, obbligatoriamente, - conclude Fugatti - un processo di confronto con le organizzazioni sindacali che potrà anche portare ad accordi diversi con l’azienda rispetto ai trattamenti economici del personale o al monte ore lavorativo".

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