Appalti e contratti pubblici, una clausola “sociale” per tutelare i diritti dei lavoratori

La Giunta provinciale presenta un disegno di legge
Non la semplice tutela del posto di lavoro, ma anche la conservazione, presso l’impresa che subentra, del trattamento economico già goduto e delle medesime condizioni rispetto all'anzianità e al monte ore. E’ questa, in sintesi, la nuova "clausola sociale” contenuta in un disegno di legge, approvato oggi dalla Giunta provinciale, con il quale si intende modificare l’attuale legge in materia di contratti e appalti pubblici. La proposta nasce dalla considerazione che la normativa in vigore non risulta più sufficiente ad indirizzare la formazione degli atti di gara verso il fine della tutela dei lavoratori addetti ai servizi in appalto in quanto i meccanismi concorrenziali, se lasciati alla sola libera determinazione del mercato, rischiano di comprimere i margini di guadagno e di conseguenza incidere sulle retribuzioni e sulle condizioni di lavoro. Il disegno di legge è stato presentato in mattinata dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti e dall’assessore Achille Spinelli, ai rappresentanti delle associazioni degli imprenditori e nei prossimi giorni sarà illustrato anche alle organizzazioni sindacali, con la possibilità di accogliere proposte emendative che potranno essere inserite nel corso dell'esame in Consiglio provinciale.

“Il mondo degli appalti e dei servizi – ha evidenziato il presidente Maurizio Fugatti nel corso dell’incontro con gli imprenditori – coinvolge migliaia di lavoratori ed il rafforzamento delle loro tutele retributive riveste una significativa importanza anche a livello macroeconomico, oltreché sociale, per il territorio trentino. Siamo disponibili – ha aggiunto – ad investire di più, alzando la base d’asta dei bandi, per puntare ad una maggiore qualità complessiva. Se guardiamo solamente all'economicità non facciamo gli interessi del territorio. Dobbiamo considerare non solo la conservazione del posto di lavoro, ma anche garantire progressione economica e monte ore, evitando che ci siano così degli effetti negativi non solo in termini di perdita del posto di lavoro, ma anche di minore possibilità di spesa da parte dei lavoratori, che poi ricadono comunque sulla collettività, sia in termini di ammortizzatori sociali che la Provincia deve, ovviamente, mettere in campo, sia per la minore ricaduta fiscale. Inoltre, continuità occupazionale e conservazione del trattamento economico costituiscono una base di partenza anche per una positiva prosecuzione delle attività e dei servizi appaltati. Rimane, naturalmente, garantito all'impresa subentrante – ha detto ancora Fugatti – l’esercizio del proprio ruolo datoriale ed imprenditoriale nell'organizzazione dei fattori produttivi per l’adempimento delle proprie obbligazioni contrattuali nei confronti dell’Ente pubblico committente”.

Tre, in concreto, le modifiche introdotte per rafforzare l’esistente normativa:

  1. viene specificato che la clausola sociale non si riferisce unicamente al mantenimento del posto di lavoro ma anche alla conservazione, presso la nuova impresa, del trattamento economico già goduto in forza di una data retribuzione contrattuale e dell'orario di lavoro;
  2. viene fissata la condizione che nei casi di applicazione della predetta clausola la costruzione del capitolato speciale d’appalto (CSA), deve prevedere prestazioni e un importo a base d’asta coerente con la salvaguardia dei livelli occupazionali previsti nel contratto in uscita e delle condizioni economiche godute dal personale impiegato nello stesso, considerandone i costi effettivi;
  3. che il CSA deve contenere obbligatoriamente la clausola sociale di massima tutela nel caso di appalti ad alta intensità di manodopera.

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