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Se il curriculum, l'autocandidatura o la telefonata di risposta ad un annuncio sono stati tenuti in considerazione, si sarà invitati a presentarsi personalmente presso l'azienda, o presso la società che segue la selezione del personale, per affrontare la selezione. In questa fase vengono prese in esame le caratteristiche attitudinali e caratteriali del candidato, nonché valutate la preparazione culturale di base e le conoscenze tecniche.

La modalità attraverso la quale si esplica la selezione varia in funzione delle dimensioni dell'azienda e del livello professionale richiesto. Nella maggior parte dei casi avviene attraverso il colloquio individuale.

Il colloquio individuale

Per superare l'ansia del colloquio ed ottimizzare le proprie possibilità di successo, bisogna affrontare la prova con il massimo impegno, definendo le questioni organizzative, raccogliendo informazioni riguardo all'azienda, al tipo di ruolo ricercato, preparandosi mentalmente al dialogo.

Sul piano organizzativo, può essere utile seguire queste brevi indicazioni. Non dimenticare:

  • indirizzo esatto del luogo di incontro e numero telefonico;
  • orario dell'incontro;
  • nome, cognome e qualifica della persona da incontrare;
  • eventuale lettera di conferma del colloquio;
  • documenti (curriculum, diploma, attestati, referenze ecc.);
  • annotazioni sull'azienda;
  • carta e penna;
  • indicazioni dei mezzi pubblici da utilizzare;

e inoltre:

  • fare attenzione agli addetti alla segreteria: in alcuni casi viene richiesto loro un parere sull'atteggiamento dei candidati durante l'attesa;
  • non rilassarsi troppo, non mostrare troppo nervosismo.

È indispensabile inoltre presentarsi ad un colloquio con un'idea precisa dell'azienda, della sua organizzazione e del tipo di prodotto trattato e commercializzato, avere cioè informazioni sull'azienda e sul settore.

Sono anche necessarie informazioni dettagliate sull'effettivo lavoro che viene offerto, quali sono i compiti, le conoscenze e le abilità richieste per svolgerlo. Si possono avere chiarimenti parlando con chi già occupa un impiego simile (testimoni privilegiati) oppure consultando testi specializzati.

Un utile esercizio di preparazione al colloquio individuale è quello di ripassare mentalmente una serie di possibili risposte ad eventuali domande.

Ci sono, infatti, nel corso di un colloquio di lavoro, alcune domande che ricorrono e che sono facilmente prevedibili; vale la pena, allora, preparare con attenzione le risposte da dare. In ogni caso si ricordi che è bene essere pronti a rispondere a qualsiasi domanda. L'indugio e l'esitazione nelle risposte non danno una buona impressione. Di seguito ecco alcuni esempi di possibili domande.

Perché vuole lavorare per questa ditta e fare questo lavoro?

Rispondere:

  • tenendo ben presente il fatto che l'assunzione è un rapporto reciproco, in cui si possono offrire, "vendere", i propri saperi lavorativi dichiarandosi comunque disponibili ad ulteriore formazione;
  • evidenziando la possibilità di valorizzare le proprie capacità e sottolineando come si possa essere la persona giusta per quel posto;
  • dimostrando di essere ben informati sull'attività e sulla ditta.

Cosa faceva esattamente nel suo lavoro precedente?

Rispondere:

  • spiegando brevemente in cosa consisteva il precedente lavoro e preparandosi, se richiesto, ad entrare in maggiori dettagli, inoltre far presente la qualifica e le eventuali mansioni ottenute;
  • assumendo un atteggiamento positivo nei confronti del posto precedente. Se l'esperienza è stata negativa, evitare di usare espressioni quali "è stato noiosissimo", ma provare a spiegare che la situazione non sembrava adatta a realizzare pienamente le proprie capacità;
  • mettendo in evidenza ciò che si è imparato;
  • sottolineando la continuità che esiste tra il precedente posto di lavoro e quello che eventualmente si occuperà.

Perché ha lasciato il suo ultimo posto?

Rispondere:

  • evitando di formulare qualsiasi critica nei confronti del precedente datore di lavoro;
  • sforzandosi di far comprendere con chiarezza che il proprio obiettivo è quello di migliorare la professionalità e la carriera.

Ed ancora:

  • Qual è la sua formazione scolastica?
  • Quanto desidererebbe guadagnare? Quanto guadagnava nel suo precedente impiego?
  • E' disponibile a viaggiare? Accetterebbe di spostarsi frequentemente?
  • Quali sono le sue attività extra professionali (hobby, sport, letture, ecc.)?
  • Come si giudica? Quali sono le sue migliori qualità e i suoi più grandi difetti?
  • Qual è il suo progetto di carriera? Quali sono gli obiettivi a breve, medio e lungo termine? Quale carriera vorrebbe intraprendere nella nostra società?
  • Cosa sa di noi? Della nostra società? Dei nostri prodotti? Del nostro mercato? Dei nostri clienti? Dei nostri concorrenti?
  • Perché ha scelto questo campo di attività in particolare?
  • Fra le sue attitudini ed esperienze, quali le fanno pensare che riuscirebbe in questa posizione?
  • Cosa le interessa di meno nella funzione che le stiamo proponendo?
  • Gli altri come la descrivono?
  • Ama le responsabilità? Qual è stata la più grande responsabilità che ha affrontato?
  • Qual è il suo stile di lavoro?

Verso la fine del colloquio è prassi chiedere al candidato se ha domande da fare. Ecco un'altra occasione per far notare come ci si pone seriamente nei confronti del lavoro. Non dimenticate che potrebbero essere proprio le domande a farci emergere dal resto dei candidati. Consigliamo di affrontare i seguenti argomenti:

  • chiedere maggiori informazioni sul lavoro da ricoprire;
  • domandare maggiori chiarimenti sulla ditta;
  • verificare se sono previsti corsi di perfezionamento e quali;
  • chiedere quali sono le prospettive di avanzamento e di carriera.

In sintesi, alcuni consigli utili per affrontare il colloquio:

  • ascoltare con attenzione le domande senza interrompere e rispondere con precisione e sintesi;
  • elencare le proprie conoscenze culturali e/o professionali attinenti l'attività dell'azienda;
  • mostrarsi interessati al tipo di lavoro proposto;
  • dichiararsi disponibili a nuova formazione;
  • arrivare puntuali;
  • non dimenticare il nome del proprio interlocutore;
  • cercare di non monopolizzare la conversazione;
  • porre delle domande riguardanti l'attività principale dell'azienda.

Quando la selezione riguarda aziende di medie/grandi dimensioni e/o figure professionali particolari il colloquio individuale può essere preceduto da altre due fasi: la somministrazione di test e il colloquio di gruppo.

I test

Si possono individuare i seguenti tipi di test:

test di sviluppo intellettuale generale
sono adottati per valutare lo sviluppo intellettuale generale e sono usati sia a livello individuale che collettivo;
test di abilità specifiche o attitudinali
sono basati sull'individuazione, classificazione, definizione delle diverse capacità (es.: verbale, numerica, spaziale, di memoria, di velocità percettiva, di ragionamento);
test di personalità
indagano sugli aspetti motivazionali, affettivi, comportamentali, che portano a reagire all'ambiente in modo personale e prevedibilmente costante; test di acquisizione - misurano il grado di conoscenza di un argomento da parte del soggetto.

In commercio si possono reperire numerosi testi che trattano le tipologie di test ai quali abbiamo accennato, con relativi esercizi e risultati.

Il colloquio di gruppo

Di norma al colloquio di gruppo si arriva se si sono superati i test. Ci si trova abitualmente in un gruppo composto da 5 a 10 persone (che generalmente non si conoscono fra loro) e si devono affrontare alcune prove.

Lo scopo di questa tecnica è di valutare le dinamiche che si instaurano nel gruppo. Emergono, infatti, i ruoli diversi che vanno via via ricoprendo i vari membri.

Ci sono diversi modi per far scattare il gioco delle dinamiche: ad esempio il gruppo viene invitato a discutere un argomento alla presenza di due o più osservatori (selezionatori).

La discussione fra i componenti del gruppo richiede la capacità di essere "assertivo", cioè di affermare e difendere i propri punti di vista in situazioni autogestite, mantenendo comunque una relazione positiva. Tutto ciò è possibile se la persona ha comunicativa e questo fattore è, tra gli altri, quello che i selezionatori cercano di individuare nelle dinamiche dei colloqui di gruppo, sollecitando i partecipanti ad affrontare situazioni che evocano la realtà del vissuto aziendale. Per uscirne vincenti è importante non recitare un copione, non fingere, non comportarsi come si crede che l'azienda si aspetti da noi; è fondamentale essere se stessi, rimanendo calmi e misurati.

Nelle discussioni di gruppo si valutano le capacità di relazione, la leadership (chi potenzialmente ha le caratteristiche del capo carismatico o del trascinatore), le modalità di approccio collettivo. Tutte le prove tendono a verificare il comportamento degli individui in una situazione di rapporto con gli altri.

L'obiettivo delle prove di gruppo è quello di stabilire la cosiddetta "intelligenza sociale", la capacità di interagire e socializzare, la capacità di mediazione e di conflitto, la capacità di produrre dei risultati all'interno di un gruppo.

Superato il colloquio di gruppo si arriva al colloquio individuale.

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