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L'uva

Il periodo di raccolta va indicativamente dal 20 agosto fino alla fine di ottobre.

Il Trentino è terra del vino per vocazione. La presenza delle viti si concentra in modo quasi prepotente nella zone della Valle dell’Adige e della Vallagarina.

Il momento ottimale per la raccolta è molto variabile e dipende dalla varietà di uva coltivata, dal tipo di vino che si desidera ottenere e naturalmente dalle condizioni climatiche e dall’andamento climatico stagionale. Vengono effettuate analisi quasi giornaliere per determinare la data d’inizio della vendemmia. E’ soprattutto per questo motivo che ai lavoratori che si candidano per la raccolta dell’uva, (è così anche per le altre colture) si richiede immediata disponibilità.

Ogni anno la produzione di vino si aggira attorno alle 100.000 tonnellate con sempre maggior incidenza delle uve bianche rispetto alle rosse. In Trentino la vite per lo più viene allevata col tradizionale sistema a pergola, cioè in modo tale che si formi un sistema di “tetti” leggermente spioventi verso monte e concatenati l’uno all’altro a costituire quello che, senza dubbio, può essere ritenuto l’emblema della viticoltura trentina. Accanto a questo metodo si utilizzano le forme “a spalliera”, dove le piante si ergono lungo un piano verticale: in questo modo il vigneto appare, al contrario del precedente, come una serie di “siepi” parallele a raffigurare i denti di un pettine.

Il momento più delicato durante le operazioni di raccolta dei grappoli è il taglio di questi dalla pianta che deve essere fatto in modo da non danneggiarla e permettere la nascita di nuovi frutti nella stagione successiva. Sia che il trasporto dell’uva si effettui con cassette, cassoni o canestri (ogni azienda ha la sua attrezzatura), i raccoglitori devono fare attenzione che l’uva non venga schiacciata o danneggiata durante il trasporto: i fenomeni di ossidazione e di macerazione che avvengono prima che le uve arrivino in cantina possono determinare una qualità scadente del vino prodotto. Dopo le eventuali analisi di rito le uve, una volta trasportate in cantina si apprestano ad essere pigiate ed il mosto poi viene depositato in serbato di legno (rari) o di cemento o di acciaio per la fermentazione e maturazione e poi imbottigliato in tempi diversi a seconda di ciò che si vuole ottenere e delle esigenze del mercato dai cantinieri che devono aver dimestichezza con pompe elettriche e macchinari automatizzati (con un po’ di pazienza e tanta precisione si può imparare presto ad utilizzarli!).

Per chi volesse candidarsi come operaio di cantina, sappia che tale attività si svolge contestualmente a quella della raccolta dell’uva ed anche in questo caso si richiede immediata disponibilità del lavoratore alla chiamata.

Altre zone vocate alla coltivazione della vite sono la Piana Rotaliana e l’ Alto Garda.

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