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La mela

La mela

Il periodo di raccolta va indicativamente dalla metà di settembre alla fine di ottobre o ai primi di novembre, dipende dall’altitudine.

La mela è, insieme all’uva, il frutto principale coltivato in Trentino.

Il melo, infatti, sebbene sia una pianta diffusa in tutta Italia, resiste molto bene alle basse temperature e predilige ambienti freschi. Le zone del Trentino, rispondendo a queste caratteristiche, consentono una coltivazione ottimale e permettono di ottenere mele fra le più pregiate presenti nei mercati nazionali ed internazionali.

Zona privilegiata per questo tipo di coltura è la Valle di Non, la più ampia valle del Trentino, che alle quote più basse offre lo splendido scenario di prati ricoperti di coltivazioni di mele, un grande giardino dai diversi colori nel periodo primaverile, quando è in pieno svolgimento la fioritura.

Per la raccolta delle mele si rende necessaria la presenza di due figure diverse: il raccoglitore vero e proprio e il cernitore. Alla prima figura è affidato il compito di raccogliere le mele dall’albero. Data l’altezza delle piante, il raccoglitore si avvale dell’aiuto di scale apposite, in legno o alluminio, che vanno appoggiate sui rami delicatamente, in modo da non arrecare danni ai rami stessi, al fusto o ancora ai frutti. E’ opportuno essere dotati di buon equilibrio e non soffrire di vertigini. Alcuni accorgimenti sono necessari anche per la raccolta delle mele dai rami: la mela va presa dal basso, avvolgendola con il palmo della mano, e sollevata finchè il picciolo si stacca dal ramo. E’ importante che il picciolo non venga staccato dalla mela, ne è infatti una parte essenziale, e la sua mancanza potrebbe favorire processi di degenerazione del frutto. Per evitare danni alla pianta occorre inoltre prestare attenzione a non staccare dall’albero il rametto che unisce il frutto alla pianta. Una volta staccata dal ramo, la mela va delicatamente deposta all’interno di apposite ceste di plastica (i “bandini”) che ciascun raccoglitore tiene appese alla scala o ai rami dell’albero. Man mano che le ceste si riempiono di mele appena colte, entra in gioco il ruolo del cernitore. In questa seconda fase occorre selezionare le mele sulla base di due criteri: la grandezza (misurata dal diametro) e la presenza di difetti (malattie, ammaccature etc.). Curata direttamente sui campi, la selezione consente di individuare le mele cosiddette “di prima”, destinate alla vendita sui mercati, da quelle “di seconda”, utilizzate dalle industrie conserviere per la produzione di aceti, succhi di frutta, etc. Ogni mela così selezionata va depositata su grandi casse (i “cassoni”), appoggiandola con la massima attenzione possibile perché l’uso di eccessiva energia potrebbe danneggiare questi frutti così delicati.

Gran parte dei coltivatori di mele sono soci di cooperative agricole, facenti riferimento ai magazzini, ai quali conferiscono i frutti appena colti affinché si attivino per la loro conservazione. E’ lo stesso magazzino che impone ai contadini le date di consegna della frutta, diverse per ogni tipo di mela ed è per questo motivo che la raccolta deve essere fatta nei giorni indicati dallo stesso, in modo da rispettare i tempi di consegna, e ciò indipendentemente dalle condizioni climatiche. Sia i raccoglitori che i cernitori devono prestare particolare attenzione all’abbigliamento, equipaggiandosi contro il freddo delle prime ore della mattina, contro il caldo delle ore pomeridiane o contro la pioggia, frequente nel periodo della raccolta.

Piccola curiosità: si è parlato della mela come di un frutto, in realtà non è un frutto ma un pomo, ossia un falso frutto. Ecco perché le persone della zona usano frequentemente, e non a caso, il termine “pomi”.

La coltivazione della mela è diffusa anche sul resto del territorio provinciale, in particolar modo nella Valle dell’Adige, nella Piana Rotaliana, nella Vallagarina, nell’ Alto Garda, nella Valle dei Mocheni, in Valsugana, nelle Valli Giudicarie.

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