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Il contratto di lavoro intermittente o a chiamata

Definizione

E’ un contratto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, con il quale un lavoratore si rende disponibile a rispondere alla “chiamata” del datore di lavoro per lo svolgimento delle prestazioni di lavoro.

Il contratto di lavoro intermittente o a chiamata può essere stipulato in tre ipotesi:

  • per lo svolgimento di attività carattere discontinuo, secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi;
  • per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno, quali i fine settimana, il periodo delle ferie estive o delle festività natalizie e pasquali (secondo la circolare n. 18 del 2012 del Ministero tali periodi devono essere predeterminati dalla contrattazione collettiva);
  • per prestazioni rese da soggetti con più di 55 anni di età (quindi almeno 55 anni, come chiarito dal Ministero nella circolare n. 20 del 2012) e con giovani di età inferiore ai 24 anni (quindi al massimo 23 anni e 364 giorni); in tal caso la prestazione deve essere svolta entro il venticinquesimo anno di età;
  • nelle attività elencate nella tabella approvata con il Regio Decreto n. 2657/1923, richiamato dal decreto ministeriale del 23 ottobre 2004 (custodi, fattorini, uscieri, inservienti, personale di servizio e di cucina in alberghi etc).

NB! Il contratto di lavoro intermittente è ammesso, per ciascun lavoratore, per un periodo complessivamente non superiore alle 400 giornate di effettivo lavoro nell'arco di tre anni solari. In caso di superamento del predetto periodo il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. Tale contingentamento non si applica ai settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo.

Caratteristiche

Sono previste due forme di contratto di lavoro intermittente:

  • con obbligo di risposta alla chiamata: il lavoratore è obbligato a restare disposizione del datore per svolgere la prestazione lavorativa, quando il datore lo richiede. In tal caso è riconosciuta al lavoratore una indennità mensile di disponibilità per i periodi in cui rimane in attesa della chiamata. Durante il periodo in cui resta disponibile, sia in presenza di un obbligo di disponibilità, sia nel caso contrario, non è titolare di alcun diritto riconosciuto ai lavoratori subordinati, non matura quindi alcun trattamento economico o normativo, salvo l’eventuale indennità di disponibilità. In tale periodo inoltre, entrambe le parti possono recedere liberamente dal contratto.
  • senza obbligo di risposta alla chiamata: il lavoratore è libero di rifiutarsi, se richiesto, di prestare la propria attività. In tal caso il lavoratore avrà diritto alla retribuzione corrispondente alle sole ore di lavoro effettivamente prestate.

Il lavoratore intermittente non deve comunque ricevere per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello e a parità di mansioni svolte.

Divieti

Il contratto di lavoro intermittente è vietato:

  • per sostituire lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
  • per svolgere le stesse mansioni di lavoratori che nei sei mesi precedenti siano stati oggetto di licenziamenti collettivi, di sospensione o di riduzione di orario, salva diversa disposizione degli accordi sindacali;
  • per le aziende che non sono in regola con la normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

Obblighi di comunicazione del datore di lavoro

Il datore di lavoro deve effettuare, oltre alla comunicazione obbligatoria pre-assuntiva, una comunicazione amministrativa prima di ogni chiamata del lavoratore. Sono previste modalità di comunicazione telematica. Per maggiorni informazioni clicca qui

Normativa di riferimento

  1. Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, artt. 33-40
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