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Il collocamento mirato

Nella legge 68/99 all'art. 2 il "collocamento mirato" viene definito come l'insieme di strumenti tecnici e di supporto che permettono la valutazione del disabile nella sua capacità lavorativa e il suo inserimento più idoneo

Il collocamento mirato

Nella legge 68/99 all'art. 2 il "collocamento mirato" viene definito come l'insieme di strumenti tecnici e di supporto che permettono la valutazione del disabile nella sua capacità lavorativa e il suo inserimento più idoneo attraverso:

  • l'analisi dei posti di lavoro
  • forme di sostegno
  • azioni positive
  • soluzione dei problemi connessi con gli ambienti, agli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione.

I principi a cui si ispira la nuova legge recepiscono sia le sperimentazioni condotte in Italia in questi anni sia quanto elaborato da alcune realtà provinciali e regionali, tra cui l'Agenzia del Lavoro di Trento, in merito ai modelli di inserimento lavorativo dei disabili che, in seguito, sono stati ricondotti nella riforma.

Inoltre, la necessità di raggiungere questo obiettivo è stata sottolineata anche a livello europeo (Consiglio del Lussemburgo del 1997 e Consiglio di Vienna del 1998) che, nell'ambito delle pari opportunità, ha invitato gli stati membri a realizzare una politica del lavoro che tenga conto anche delle problematiche dell'inserimento lavorativo dei disabili. Infatti, secondo il consiglio i disabili sono gli ultimi a trovare un posto di lavoro e i primi a perderlo in caso di riduzione di personale.

Gli orientamenti europei si articolano su quattro direttrici:

  1. migliorare l'occupabilità
  2. sviluppare l'imprenditorialità
  3. incoraggiare l'adattabilità delle imprese e dei loro lavoratori
  4. rafforzare le politiche in tema di pari opportunità.

La legge, quindi, da pieno riconoscimento alla metodologia che viene definita "inserimento individualizzato o mirato" inteso come tutti quei supporti che consentono una integrazione reale del disabile nel mondo del lavoro. All'interno di questo quadro di riferimento all'Ente Pubblico compete l'organizzazione di un programma complesso sia sul fronte della domanda che su quello dell'offerta finalizzato all'inserimento mirato dei disabili.

In specifico per "collocamento mirato" si intende una forma di inserimento nel mondo del lavoro tramite interventi e azioni volti a realizzare dei percorsi formativi e occupazionali studiati per la singola persona in relazione ad una singola azienda. Vengono quindi valutate le caratteristiche concrete e le potenzialità dei soggetti coinvolti nel sistema del collocamento obbligatorio per consentire il più proficuo inserimento del disabile e la migliore soddisfazione delle esigenze produttive.

Gli strumenti per il collocamento mirato

Numerose disposizioni della nuova legge dimostrano l'attenzione che il legislatore ha prestato all'inserimento mirato. Innanzitutto per quanto riguarda gli accertamenti sanitari l'atto di indirizzo e coordinamento del PCM del 13.01.2000 ha ribadito la necessità di verificare le condizioni di disabilità del soggetto non solo con riferimento alla diagnosi funzionale, ma anche riguardo alla residua capacità lavorativa, globale e potenziale.

L'aspetto innovativo, rispetto alla precedente normativa (L.482/68) è che non vengono valutate le compromissioni, le incapacità della persona che limitavano l'inserimento lavorativo ma, invece, vengono evidenziate le capacità e le potenzialità che consentono al disabile di essere produttivo in un conteso lavorativo.

Pertanto, risulta indispensabile valutare al meglio le capacità della persona. A questo scopo le visite sono svolte dalle Commissioni Sanitarie di cui all'art.4 della legge 104/92 (composte da un medico specialista in medicina legale - presidente - un esperto della patologia e un assistente sociale) in Trentino integrate da un esperto del settore dell'inserimento lavorativo (art. 26 comma 7 della L.P. 20.03.2000, n.3 misure collegate con la manovra di finanza pubblica per l'anno 2000).

Il compito della commissione è quello di formulare una diagnosi funzionale del disabile per individuare la concreta capacità globale, attuale e potenziale della persona. Per individuare la capacità globale è necessario raccogliere informazioni anche sulla situazione sociale, familiare, scolare e lavorativa del disabile. Per questo scopo sono stati coinvolti nella raccolta delle informazioni i servizi sociali, scolastici e formativi.

Oltre alla natura e al grado della minorazione verranno raccolte anche informazioni relativamente alle competenze, alle abilità e alle inclinazioni della persona.

Sul fronte della domanda la legge prevede l'analisi dei posti di lavoro per poter procedere poi al matching, cioè all'abbinamento tra le capacità possediate dalla persona e i requisiti richiesti dall'azienda.

Per raggiungere l'obiettivo del più efficace collocamento rispettando anche le caratteristiche della realtà produttiva obbligata all'assunzione, la legge 68/99, agli artt.11 e 12, prevede la possibilità di stipulare delle convenzioni ( di programma e/o individuali) tra gli uffici competenti e i datori di lavoro. Per mezzo delle convenzioni i soggetti obbligati possono adempiere alle assunzioni in modo flessibile anche attraverso l'effettuazione del patto di prova prevedendo tempi e modalità diversificati con possibilità di far svolgere tirocini pre-lavorativi nonché assunzioni con contratto a termine a tempo determinato con possibilità di distacco temporaneo dei lavoratori presso le cooperative sociali.

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