Lavori socialmente utili in provincia di Trento
I lavori socialmente utili
La Provincia Autonoma di Trento ha una pluriennale ed originale esperienza in materia di lavori socialmente utili.
Attualmente esistono delle attività di tale natura promosse sia dall'Agenzia del lavoro che dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale.
Le differenze più marcate fra le impostazioni date dalle due strutture per queste attività sono le seguenti:
- l'Agenzia cofinanzia altri soggetti pubblici perché questi ultimi individuino i vari sotto-obiettivi e attivino gli interventi affidandone l'esecuzione ad imprese esterne;
- il Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale agisce solo con fondi propri ed affida l'esecuzione degli interventi instaurando un rapporto diretto col mondo della cooperazione.
Esistono inoltre attualmente differenze significative in merito sia al livello qualitativo delle opere realizzate o da realizzarsi, sia alle categorie dei soggetti coinvolti. Vediamo di analizzare più in dettaglio i LSU delle due strutture.
INTERVENTI DI ACCOMPAGNAMENTO ALL’OCCUPABILITA’ ATTRAVERSO LAVORI SOCIALMENTE UTILI
19 PROGETTI PER L’ ACCOMPAGNAMENTO ALL’ OCCUPABILITÀ ATTRAVERSO LAVORI SOCIALMENTE UTILI
Finalità
Agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro di persone deboli e favorire quindi il recupero sociale e lavorativo di persone in situazione di svantaggio sociale. Il principio che permea la presente area di interventi è la centralità del lavoro per valorizzare la persona: le attività lavorative svolte rappresentano l’occasione per valorizzare la persona e devono essere quindi, nel limite dello strumento a disposizione, coerenti e compatibili con gli obiettivi che si intendono perseguire. I percorsi lavorativi devono perseguire uno dei seguenti macro obiettivi:
- mantenimento delle capacità lavorative: vi rientrano i lavoratori per i quali l’intervento rappresenta un punto di arrivo; la tenuta lavorativa può considerarsi un successo perché per situazione psico-fisica o familiare-sociale non è pensabile un’evoluzione ulteriore rispetto al ruolo ed all’impegno lavorativo;
- crescita e formazione delle competenze base in ambito lavorativo (pre-requisiti): per questi lavoratori l’intervento diventa un ponte per il mercato del lavoro ordinario. E’ previsto un percorso secondo quanto stabilito dall’intervento 20.1 del presente Documento;
- conoscenza e osservazione sul lavoro: per questa categoria di lavoratori sconosciuti o poco conosciuti dal punto di vista lavorativo, l’azione rappresenta un punto di aggancio, per l’avvio di una progettualità lavorativa concreta e spendibile.
Contenuti
- I progetti
I progetti rientrano in programmi territoriali e sono definiti in relazione alla consistenza di apposite liste di soggetti in condizione di debolezza occupazionale. I progetti devono avere per oggetto “servizi d’interesse generale” ai sensi della Decisione della Commissione Europea del 28 novembre 2005, riguardante l’applicazione dell’art. 86, paragrafo 2, del Trattato CE agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi d’interesse economico generale. Per applicare tali necessarie disposizioni, devono sussistere le seguenti imprescindibili condizioni:
- l’Ente pubblico che propone l’azione finanziata ed assegna i lavori alle cooperative o alle imprese deve formalizzare un incarico che conferisca alle medesime la piena responsabilità dell’esecuzione del progetto; quest’ultimo deve essere inequivocabilmente individuato “di utilità collettiva” e dare luogo ad un finanziamento a cui si applica la Decisione richiamata, articolo 2, paragrafo 1, lettera a);
- il conferimento dell’incarico deve fare riferimento ad un servizio d’interesse economico generale, cioè sostenere e valorizzare l’occupabilità di soggetti svantaggiati, nonché specificare il territorio interessato all’azione;
- il conferimento dell’incarico deve far emergere i parametri di calcolo del corrispettivo ed evidenziare che il finanziamento pubblico risulta indispensabile per l’esecuzione dell’intervento di interesse pubblico. Il corrispettivo riconosciuto dall’Ente pubblico, nell’ambito dei costi di gestione standard definiti da parte delle rappresentanze degli enti pubblici, d’intesa con i soggetti attuatori, può prevedere una compensazione oltre i costi di norma necessari per l’esecuzione dell’incarico fino ad un massimo pari al 15%.
I progetti devono essere a termine, con durata di norma da un minimo di 4 mesi ad un massimo di 10 mesi e devono indicare i nominativi delle persone componenti le squadre di lavoro.
I progetti devono avere prevalente contenuto di manodopera e riguardare i settori di attività di seguito elencati:
- abbellimento urbano e rurale, ivi compresa l’attività di manutenzione;
- valorizzazione di beni culturali ed artistici anche mediante l’attività di salvaguardia, promozione, allestimento e custodia di mostre relative a prodotti, oggetti ed attrezzature del territorio nonché riordino o recupero e valorizzazione di testi e/o documenti di interesse storico o culturale;
- riordino di archivi e/o recupero di lavori arretrati di tipo tecnico o amministrativo, non rientranti nelle attività di ordinaria amministrazione dell’Ente;
- servizi di custodia e vigilanza finalizzati alla migliore fruibilità degli impianti e attrezzature sportive, di centri sociali, di centri socio-assistenziali educativi e/o culturali gestiti dagli Enti promotori;
- particolari servizi ausiliari di tipo sociale a carattere temporaneo, compatibili con il grado di debolezza o svantaggio del lavoratore o particolari servizi necessari per il recupero del lavoratore (purché non in sostituzione di quanto già attuato sul territorio).
Per i progetti riguardanti i lavori di abbellimento urbano e rurale, ivi compresa l’attività di manutenzione, la squadra di lavoro deve essere composta da almeno due soggetti ed almeno il 50% dei componenti, capo squadra escluso, deve appartenere alle categorie indicate alle lettere c) o d) del paragrafo destinatari, salvo indisponibilità negli elenchi comprensoriali o delle Comunità di Valle, a progetto approvato, di persone “segnalate” o invalide (nel caso di dimissioni o licenziamenti).
- Contratto di lavoro e articolazione dell’orario
I rapporti di lavoro sono a termine e sono disciplinati dall’apposito contratto collettivo provinciale di lavoro. Il normale orario di lavoro va distribuito sull’intera giornata prevedendo non più di cinque ore consecutive al mattino e il rimanente, per completare l’orario di lavoro giornaliero previsto dal contratto collettivo, al pomeriggio con almeno un’ora di interruzione per la pausa del pranzo. Il rapporto di lavoro può essere attivato anche a tempo parziale, di tipo orizzontale (riduzione dell’orario giornaliero per la durata del periodo di lavoro a tempo determinato). Orari di lavoro particolari, modifiche dell’orario di lavoro e composizione di gruppi di lavoratori dettata da particolari condizioni contingenti dovranno essere preventivamente autorizzati dall’Agenzia del Lavoro.
- Contributo per costo del lavoro
I progetti approvati sono sostenuti tramite un contributo economico pari al 70% del solo costo del lavoro, più IVA, prendendo a riferimento il salario definito dall’apposito Contratto Collettivo provinciale di lavoro. Per i lavoratori rientranti nelle 40 ulteriori opportunità occupazionali nei confronti di lavoratori disabili inseriti negli elenchi previsti dalla normativa sugli invalidi, con invalidità di tipo psichico/intellettivo pari o superiore all’80%, l’Agenzia interviene con un contributo pari al 100% del costo lavoro più IVA. Il contributo dell’Agenzia del Lavoro è erogato come segue:
- prima rata, corrispondente al 50% del contributo entro 120 giorni dall’inizio dei lavori;
- seconda rata, corrispondente al saldo fine lavori, dietro presentazione, da parte dei soggetti promotori, di rendicontazione relativa agli oneri per il costo lavoro effettivamente sostenuti.
- Caposquadra e Coordinatore di cantiere
Il caposquadra deve essere in possesso di esperienza e professionalità utili allo svolgimento del proprio ruolo e deve partecipare ai corsi di formazione organizzati allo scopo dall’Agenzia del Lavoro. Al fine di creare un gruppo stabile di persone con idonea professionalità, tale da assicurare una continuità gestionale, il caposquadra deve essere individuato dall’Ente titolare del progetto in accordo, ove possibile, con il datore di lavoro affidatario dei progetti. Il Coordinatore di cantiere viene messo a disposizione dall’affidatario dei lavori e deve possedere specifici titoli di studio o aver acquisito una professionalità idonea derivante da una comprovata esperienza lavorativa in campi coerenti con le attività svolte. Il coordinatore medesimo ha l’obbligo di monitorare costantemente le squadre di lavoro seguendo i singoli lavoratori impiegati, visitando direttamente i cantieri di lavoro, svolgendo la dovuta attività di supporto e coordinamento complessivo sia dal punto di vista tecnico che socio-relazionale. Il Coordinatore di cantiere garantisce tutti gli spazi di verifica utili, allo scopo di fornire gli aiuti necessari al lavoratore, visitando i cantieri di lavoro, intrattenendo i contatti con l’Ente promotore del progetto, con i Servizi socio-sanitari territoriali di riferimento, con la Cooperativa/azienda datore di lavoro e con l’Agenzia del Lavoro.
4.1 Contributo per Caposquadra
Per progetti che coinvolgano gruppi di lavoro composti da almeno 3,5 opportunità occupazionali in possesso dei requisiti richiesti, l’Agenzia del Lavoro sostiene finanziariamente l’impiego di un caposquadra. Tale sostegno prevede la copertura totale del costo lavoro del caposquadra, più IVA, calcolato sulla base della retribuzione prevista dal contratto collettivo provinciale di lavoro applicato per la corrispondente figura professionale. Qualora il caposquadra sia individuato tra i dipendenti delle cooperative con incarichi rientranti nel Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale, il relativo costo lavoro rimane a carico di detto Servizio.
4.2 Contributo per Coordinatore di cantiere
Per il Coordinatore di cantiere, figura prevista per tutti i progetti, l’Agenzia del Lavoro riconosce un finanziamento pari al 13% del contributo concesso.
- Attività di supporto
Allo scopo consolidare l’azione di costruzione di un sistema di relazioni tra i vari interlocutori interessati, l’Agenzia del Lavoro organizza incontri con:
- gli Enti promotori dei progetti, le loro associazioni e le imprese affidatarie dei lavori, per promuovere consapevolezza e condivisione sulle finalità dell’intervento, sulla garanzia dell’autonomia operativa dei progetti nonché sul raccordo operativo sia a livello programmatico che gestionale con i Servizi Socio Sanitari segnalanti;
- le Strutture organizzative dei Servizi Socio Sanitari, per definire protocolli operativi.
Soggetti richiedenti
Comuni, Consorzi tra Comuni, Comprensori, Comunità di Valle e APSP. Ogni anno la Giunta Provinciale, su proposta della Commissione Provinciale per l’Impiego, stabilisce il numero massimo di opportunità occupazionali sostenibili nel corso dell’anno successivo. Sono inoltre messe a disposizione 40 ulteriori opportunità occupazionali nei confronti di lavoratori disabili con invalidità di tipo psichico/intellettivo pari o superiore all’80%. Tali opportunità occupazionali sono ripartite dal Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia del Lavoro tra le diverse aree territoriali, tenuto conto del reale stato di bisogno risultante dalle liste approvate dalle Commissioni locali per l’Impiego. In particolare il Consiglio seguirà due criteri, graduati in ordine di importanza:
- la capacità storica dei territori di proporre progetti di inserimento;
- l’evoluzione delle richieste di intervento, attestate dal numero di iscrizioni alle liste.
Nell’assegnazione delle opportunità occupazionali saranno seguite le seguenti priorità:
- consistenza del numero di iscritti nelle liste in ambito comunale;
- progetti sovracomunali con caposquadra;
- squadre di lavoro con caposquadra;
- presenza di manodopera femminile nelle squadre.
In particolare, per migliorare la qualità degli interventi, verrà data priorità ai progetti “sovra-comunali” per riuscire a comporre gruppi di lavoro più numerosi (che consentono la presenza di un capo-squadra) e meglio equilibrati (possibilità di attingere quindi da liste sovra-comunali). Qualora i lavoratori siano assunti a tempo parziale, essi incidono sul numero delle opportunità occupazionali in proporzione alle ore di lavoro svolte. Nel caso di accertate difficoltà di formazione e di gestione dei gruppi, potrà essere superato il vincolo della residenzialità nel comune del lavoratore.
Soggetti attuatori
Sono soggetti attuatori le cooperative sociali di tipo b) o di produzione lavoro; l’ Azienda Speciale Consorziale di Trento – Sopramonte; la Magnifica Comunità di Fiemme. I Soggetti attuatori devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
- sede amministrativa autonoma che assicuri adeguata accessibilità da parte dei destinatari;
- dotazione di macchinari ed attrezzature adeguati per la gestione delle attività oggetto dell’assegnazione dell’incarico di gestione;
- possesso di una struttura tecnico/organizzativa adeguata allo svolgimento dei lavori da eseguire e consona alle necessità di supporto nei confronti dei soggetti inseriti nel progetto.
La cooperativa deve comunicare all’Agenzia del Lavoro i criteri adottati per la scelta dei componenti la squadra. Tali criteri devono essere oggettivi e determinati in via preventiva alla loro applicazione. La valutazione della squadra e dei singoli lavoratori è di competenza della cooperativa affidataria tramite la figura del Coordinatore di cantiere, il quale, nel corso del progetto, potrà confrontarsi anche con altri soggetti interni o esterni alla cooperativa (principalmente capi-squadra, servizi sociali e sanitari, referenti del soggetto promotore). Il processo e l’esito di tale valutazione (che prevede una tappa intermedia ed una finale) sono formalizzati dal Coordinatore di cantiere attraverso la “Scheda di Rilevazione” che, a fine progetto, deve essere consegnata, con la dovuta riservatezza, ai referenti sociali del soggetto promotore, agli eventuali Servizi segnalanti, oltrechè all’Agenzia del Lavoro. L’obiettivo è quello di garantire una “restituzione finale” di informazioni ad Enti e Servizi segnalanti che consenta agli stessi un’adeguata progettazione futura relativamente ai propri lavoratori segnalati. E’ prevista, inoltre, la stesura da parte del Coordinatore di cantiere della “relazione tecnica finale” dei lavori svolti. Possono essere realizzati interventi formativi a sostegno dell’inserimento lavorativo delle persone coinvolte. Per i capisquadra sono previste attività formative specifiche, da attuarsi preferibilmente prima dell’avvio dei cantieri. Per gli altri lavoratori, oltre a quanto obbligatoriamente previsto in ambito di sicurezza sul lavoro possono essere realizzate, anche su iniziativa del datore di lavoro, una o più giornate di informazione in merito alle finalità dell’iniziativa, alle modalità di attuazione, agli aspetti contrattuali, alla sicurezza sul lavoro nonché l’attività di formazione che si rende opportuna in merito alla tipologia di intervento prevista ed alle categorie specifiche dei lavoratori coinvolti. Le giornate di formazione/informazione vengono considerate lavorative a tutti gli effetti. Al fine di mantenere monitorati i lavoratori coinvolti anche nel periodo di non attivazione dei progetti, l’Agenzia del Lavoro può organizzare, con la collaborazione degli Enti affidatari, corsi informativi/formativi anche in materie specifiche inerenti le attività oggetto dei lavori con il preciso scopo di fornire conoscenze utili a migliorare la prestazione lavorativa ed al mantenimento/miglioramento delle modalità lavorative. L’Agenzia del Lavoro sollecita e promuove con i soggetti promotori e attuatori di progetti anche in collaborazione con i Servizi Socio-sanitari, attività di monitoraggio e sostegno invernale (per esempio tramite incontri o visite in cooperativa, percorsi formativi o di socializzazione, esperienze di tirocinio in laboratori gestiti da organizzazioni di terzo settore, ecc.).
Destinatari
Disoccupati residenti da almeno tre anni in provincia di Trento alla data della domanda. Disabili con invalidità di tipo psichico/intellettivo pari o superiore all’80%, individuati dagli operatori di riferimento della Legge 68/99 dell’Agenzia del Lavoro. I soggetti, iscritti alle liste di cui al presente intervento approvate dalle competenti Commissioni per l’impiego, devono appartenere alle seguenti categorie:
- disoccupati da più di 12 mesi, con più di 35 anni;
- disoccupati da più di tre mesi, con più di 50 anni;
- disoccupati invalidi ai sensi della legge n. 68/99;
- disoccupati in difficoltà occupazionale in quanto soggetti a processi di emarginazione sociale o portatori di handicap fisici, psichici o sensoriali segnalati dai servizi sociali e/o sanitari attraverso apposita certificazione; disoccupati appartenenti ad un nucleo familiare che percepisce il reddito di garanzia, segnalati dai servizi sociali e/o sanitari attraverso apposita certificazione.
Non sono ammessi disoccupati iscritti in lista di mobilità o beneficiari della relativa indennità, né destinatari che abbiano maturato i requisiti minimi per fruire della pensione di anzianità o di vecchiaia. Possono essere comunque ammessi i lavoratori destinatari appartenenti alle categorie di cui sopra beneficiari del reddito di garanzia o appartenenti ad un nucleo familiare che lo percepisce. Ferma restando l’applicazione della normativa in materia di decadenza dallo stato di disoccupazione e di perdita degli ammortizzatori sociali, il rifiuto da parte del lavoratore all’impiego nell’ambito della presente operazione, nonché la mancata partecipazione ai corsi di formazione, in assenza di giustificato motivo comportano la cancellazione del lavoratore dalle liste e l’esclusione dalla possibilità di iscrizione alle stesse per l’anno successivo.
Si precisa che i servizi socio-sanitari titolati a segnalare tramite apposita certificazione i lavoratori appartenenti alla categoria di cui alla lettera d) sono:
- il Servizio Socio-assistenziale;
- il Servizio di Salute Mentale (U.O. Psichiatria/U.O. Psicologia);
- il Ser.T (Servizio per le tossicodipendenze);
- il Servizio di Alcologia;
- l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE) del Ministero di Grazia e Giustizia;
- altri Servizi titolati alla segnalazione individuati a norma di legge.
L’Agenzia del Lavoro, in particolare l’Ufficio inserimento lavorativo soggetti svantaggiati, segnala i casi riferibili alla fattispecie “c”. Il Servizio segnalante dichiara altresì la disponibilità ad operare come referente sia nei confronti degli Enti (promotori dei progetti) che delle Cooperative (datori di lavoro), al fine di assicurare il perseguimento delle finalità indicate nel presente Documento, in particolare per garantire una positiva progettazione, gestione e valutazione dei percorsi lavorativi, anche al fine di delineare, ove possibile, alternative occupazionali.
Tavolo permanente
E’ istituito presso l’Agenzia del Lavoro un tavolo permanente con finalità informative e consultive, composto da rappresentanti degli Enti titolari dei progetti e/o loro consorzi e degli enti attuatori, dai Servizi Sociali territoriali, dal Movimento Cooperativo e dall’Agenzia del Lavoro. Il tavolo si riunisce periodicamente per monitorare l’andamento complessivo delle operazioni, per analizzare e proporre eventuali soluzioni alle problematiche operative che si presentano di volta in volta.
Sostegno alla transizione
L’Agenzia del Lavoro, in coerenza con le finalità di recupero sociale e lavorativo, attua interventi volti a favorire e sostenere l’inserimento o il rientro nel normale mercato del lavoro dei lavoratori coinvolti. A tale proposito l’Agenzia del Lavoro:
- attua azioni di monitoraggio presso le imprese del Trentino, mirate alla ricerca di possibili sbocchi occupazionali;
- organizza corsi di formazione, all’interno o fuori dall’orario di lavoro compatibilmente con le disposizioni del contratto di categoria, mirati all’acquisizione di competenze lavorative coerenti con le figure professionali effettivamente richieste sul mercato del lavoro;
- programma specifici corsi di formazione per i lavoratori interessati che prevedano anche stages aziendali, volti all’inserimento lavorativo, presso le imprese che si dichiarano disponibili e sostiene l’inserimento attraverso le incentivazioni previste dall’intervento n. 5 (incentivi all’assunzione di lavoratori ed alla diffusione del tempo parziale per motivi di cura) del presente Documento;
- sostiene ed accompagna la ricerca di idonei sbocchi occupazionali per i lavoratori ed i disoccupati che abbiano acquisito potenzialità e capacità spendibili.
Modalità di finanziamento
L’intervento è finanziato prevalentemente con risorse FSE.
Modalità di accesso
I destinatari interessati devono presentare domanda presso i Centri per l’Impiego, secondo modelli predisposti allo scopo dall'Agenzia del lavoro. I requisiti soggettivi richiesti devono essere posseduti dal lavoratore all’atto della presentazione della domanda e all’atto dell’assunzione.
Riferimenti normativi
Decisione della Commissione Europea del 28 novembre 2005 riguardante l’applicazione dell’art. 86, paragrafo 2, del Trattato CE agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi d’interesse economico generale.
Modulistica relativa ai lavori socialmente utili per i lavoratori
- Lavori socialmente utili disciplinati dalla Legge 196/97 e dal D.lgs 468/97
- Il secondo intervento previsto dagli interventi di politica del lavoro provinciali in materia di LSU riguarda, più semplicemente, un supporto tecnico per la predisposizione di progetti da parte di soggetti intenzionati ad attivarsi in base alle norme previste a livello nazionale precedentemente illustrate. Gli enti interessati all'attivazione di Lavori socialmente utili in base a quanto previsto dalla normativa nazionale, devono presentare i progetti alla Commissione Provinciale per l'Impiego e ai Centri per l'impiego dell'Agenzia del lavoro.
Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale
Il Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale gestisce una serie di interventi affidandone l'esecuzione a cooperative di lavoro. Tali soggetti procedono quindi all'assunzione del personale necessario all'effettuazione delle opere o dei servizi secondo il seguente indirizzo.
Il Servizio si occupa dell’assunzione a tempo indeterminato delle persone segnalate dal Servizio Lavoro, presso le cooperative di lavoro affidatarie delle attività.
La collocazione avviene previa conoscenza dei lavoratori/ici segnalati mediante l’effettuazione di colloqui di gruppo e, se necessario, anche singolarmente. La destinazione dei lavoratori e delle lavoratrici avviene tenendo conto delle esperienze lavorative precedenti, delle attitudini e delle predisposizioni manifestate e della residenza.
Queste informazioni vengono incrociate con le richieste che provengono dagli enti e delle attività che il Servizio ha in programma al fine di trovare per ognuno la collocazione più utile.
Nel tempo sono comunque possibili aggiustamenti e rettifiche al fine di soddisfare esigenze lavorative od opportunità che possono sopravvenire dopo l’assunzione e la prima destinazione.
Requisiti:
I lavoratori da assumere vengono segnalati dal Servizio Lavoro, Commissione provinciale per l’impiego e devono possedere questi requisiti:
- età: 50 anni per gli uomini (U50), 45 anni per le donne (U45)
- residenza in provincia di Trento da almeno cinque anni
- iscrizione in lista di mobilità
- possesso di anzianità contributiva, utile alla maturazione dei requisiti pensionistici, pari ad almeno dieci anni.
Possono essere inseriti in lista di mobilità, ai sensi della legge 236/93, i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da imprese che occupano anche meno di 15 dipendenti. Per effetto della L.R. 19/1993 gli stessi percepiscono un’indennità per 12 mesi.
Sono inoltre iscritti in lista di mobilità, ai sensi della legge 223/91, i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da imprese che occupano più di 15 dipendenti e rientranti nel campo di applicazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria. Essi percepiscono un’indennità di mobilità, erogata dall’Inps, per una durata correlata all’anzianità anagrafica del lavoratore.
I lavoratori iscritti nella lista di mobilità in base alla legge 236/93 possono presentare domanda di accesso alle attività del Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale, inoltrando un apposito modulo (modello B) alla Commissione provinciale per l’impiego istituita presso il Servizio Lavoro della P.A.T. La presentazione della domanda può avvenire decorsi almeno dieci mesi dalla data di iscrizione nella lista di mobilità. I moduli per inoltrare le domande di adesione alla Commissione provinciale per l'impiego sono reperibili presso i Centri per l'impiego della provincia di Trento.
I lavoratori iscritti in lista di mobilità in base alla legge 223/91 non devono presentare alcuna richiesta; la segnalazione per l’occupazione nelle attività del Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale è effettuata in modo automatico dal Servizio Lavoro, al termine del godimento dell’indennità di mobilità.
Il Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale provvede all’occupazione a tempo indeterminato dei lavoratori segnalati dal Servizio Lavoro.
Le assunzioni vengono effettuate presso cooperative di lavoro o consorzi di cooperative a cui il Servizio affida la realizzazione di opere e servizi per mezzo di apposite convenzioni.
Le assegnazioni del personale avvengono in relazione alle richieste inoltrate dagli enti eventi titolo ed alle necessità occupazionali derivanti dalla realizzazione delle attività programmate.
Fermo restando che l’accesso alle attività del Servizio è riservato a coloro che sono iscritti nelle liste di mobilità ed in possesso degli altri requisiti sopra indicati, per effetto di un provvedimento della Giunta provinciale è altresì previsto l’accesso di un massimo di 20 lavoratori ex emigrati di origine trentina rientrati definitivamente dall’estero, segnalati dal Servizio Emigrazione e Solidarietà Internazionale di questa Amministrazione. La loro collocazione lavorativa avviene a tempo determinato o indeterminato in ragione dell’età anagrafica dei singoli lavoratori.
TIPOLOGIA DELLE ATTIVITÀ DEL SERVIZIO
Rif. art. 2 legge provinciale n° 32/1990 e s.m.
- Attività di cantiere: realizzazione e manutenzione parchi, aree di sosta, sentieri, piste ciclabili; sfalcio erba, potature ecc.; bonifica e risanamento di aree dissestate, cave dismesse e discariche abbandonate, ripristino di aree pertinenti a fiumi, torrenti e laghi; arredo a verde di scarpate, svincoli stradali, aree di raccolta di rifiuti solidi urbani e depuratori; cura del verde delle isole ecologiche; piste ciclabili di interesse provinciali; aree circostanti ai centri abitati al fine di prevenire eventi calamitosi; aree interessate a provvedimenti di esecuzione forzosa previsti dalla legislazione provinciale; indagini, studi e ricerche nel campo ecologico-ambientale, anche con riguardo al risparmio energetico ed alle reti idriche.
- Attività di supporto alla custodia e/o guardiania in strutture museali, piccola manutenzione e pulizie; collaborazione e supporto alla gestione delle biblioteche e delle iniziative culturali ad esse riferite con riordino e pulizie accessorie.
- Attività di collaborazione alla gestione dei centri zonali di raccolta differenziata dei materiali fornendo indicazioni agli utenti sulla collocazione diversificata dei prodotti conferiti. Attività didattica ad essi riferita.
- Attività di indagine per la rilevazione delle reti fognarie e idriche (controllo condutture e tombini, controllo regolarità scarichi civili e produttivi) a sostegno del lavoro svolto da tecnici specializzati.
- Attività di indagine, ricerca, rilevazione e controllo degli impianti termici.
- Servizi ausiliari alla persona, intrattenimento, animazione ed accompagnamento presso le IPAB e in centri sociali, educativi e/o culturali gestiti dalla Provincia e da Enti locali.
- Servizi ausiliari e di supporto alle amministrazioni provinciali, ovvero agli Enti o Associazioni ad esse collegati, che svolgono attività di gestione o di erogazione di servizi nei Centri di stoccaggio materiali e mezzi.
- Servizi di supporto ai centri visitatori degli enti parco e/o di poli di attrazione naturalistica e/o faunistica gestiti direttamente dalla Provincia o da enti funzionali della stessa o da soggetti da essi autorizzati con finalità didattiche, divulgative e di studio
Chi può richiedere o proporre un intervento di valorizzazione ambientale?
Possono proporre interventi da inserire nella programmazione del Servizio le amministrazioni comunali o gli enti equiparati.
Altri soggetti possono inoltrare proposte attraverso le amministrazioni comunali.
Sono ammesse unicamente richieste relative a proprietà pubblica o aree dove sia garantita la fruizione pubblica tramite convenzioni o atti di comodato.
