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Il protocollo d'intesa sugli apprendistati

Una disciplina dell’apprendistato articolata e flessibile, con regole uguali per tutti i settori produttivi e condivise da tutte le parti sociali, che valorizza compiutamente il ruolo formativo dell’intero sistema locale delle imprese, semplificando le procedure e rilanciando lo stesso ruolo della concertazione.

IL PROTOCOLLO D’INTESA SUGLI APPRENDISTATI IMPRESE PROTAGONISTE NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE (di Corrado Zanetti Ufficio Stampa P.A.T.)

Una disciplina dell’apprendistato articolata e flessibile, con regole uguali per tutti i settori produttivi e condivise da tutte le parti sociali, che valorizza compiutamente il ruolo formativo dell’intero sistema locale delle imprese, semplificando le procedure e rilanciando lo stesso ruolo della concertazione. Sono questi gli aspetti qualificanti del Protocollo d’intesa per gli apprendistati in provincia di Trento sottoscritto stamane, con la firma dell’assessore alle politiche sociali Marta Dalmaso, dalla Provincia autonoma di Trento e da Associazione industriali, Associazione artigiani, Unione commercio e turismo, Associazione albergatori, Federazione trentina delle cooperative, Confesercenti e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Il protocollo, che adempie la nuova disciplina statale degli apprendistati, anticipa, relativamente ai percorsi di formazione in azienda, la più generale riforma delle politiche provinciali del lavoro al quale sta lavorando la giunta provinciale, e apre nuove prospettive alla formazione professionale trentina, favorendo l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. “Con la firma dell’accordo, arrivata al termine di un lungo e impegnativo percorso d’elaborazione al Tavolo per il Lavoro – ha affermato l’assessore Dalmaso - il Trentino si conferma, grazie a consolidate esperienze anticipatrici a livello nazionale, come laboratorio per la sperimentazione di più avanzate politiche del lavoro”. Fino a ieri c’era una sola forma contrattuale d’apprendistato, disciplinata da una vecchia legge di cinquant’anni fa, poi modificata in alcune parti dal Pacchetto Treu del 1997, che prevedeva sì una componente formativa all’interno dei contratti di lavoro ma senza valorizzarla e senza percorsi certificabili. Con il protocollo sottoscritto oggi –come ha spiegato Pier Antonio Varesi, presidente dell’Agenzia del Lavoro - vengono in sostanza create tre figure d’apprendistato:

  • l’apprendistato per il diritto-dovere d’istruzione e formazione, destinato ai giovani dai 15 ai 18 anni che non hanno conseguito una qualifica professionale e che è svolto all’interno di un percorso misto lavoro-formazione;
  • l’apprendistato professionalizzante, un percorso formativo fatto dentro un’azienda; qui il protocollo rafforza la componente formativa, precisata in un numero di ore minimo (120), prevedendo l’impegno a costruire piani formativi individuali con una validazione fatta in sede amministrativa e la presenza di tutor aziendali che saranno preparati attraverso appositi percorsi formativi offerti da Agenzia del Lavoro;
  • l’apprendistato per l’acquisizione di un diploma, di una laurea o per percorsi di alta formazione, la cui funzione è di consentire a soggetti già dipendenti di proseguire nel lavoro e nel frattempo di studiare per acquisire appunto un titolo di studio superiore. Il percorso formativo è guidato dall’impresa. Tale forma di apprendistato è una traduzione legislativa “inventata” dalla Provincia autonoma di Trento alla quale faranno riferimento le altre regioni italiane.

Tra gli effetti immediatamente producibili dell’accordo vanno evidenziati l’uniformità delle procedure per l’assunzione degli apprendisti e la presenza di un’offerta formativa generalizzata e omogenea per tutti i settori produttivi, ciò che in altre realtà regionali, dove coesistono tanti sistemi diversi governati dalla contrattazione collettiva, non avviene. Unica a livello nazionale è poi la possibilità che il Trentino offre ai propri lavoratori di poter raggiungere la laurea. Tutti i rappresentanti delle parti sociali intervenuti alla firma hanno espresso commenti molto positivi per il raggiungimento dell’accordo. Per il segretario della Cgil trentina Ruggero Purin, “l’apprendistato diventa lo strumento più importante per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro”, mentre il segretario della Cisl Nicola Ferrante rileva “l’allineamento del Trentino agli standard europei in materia di apprendistato”. “Un documento moderno che pone il Trentino ad un gradino superiore” è quanto ha detto Natale Rigotti per l’Associazione Albergatori, “un impegno delle istituzioni e delle parti sociali a guardare avanti e ad investire sulla risorsa umana più importante, i giovani” è invece il commento di Fabio Ramus, dell’Associazione Industriali, condiviso dal neo presidente dell’Associazione Artigiani De Nicolò che ha parlato di “esperimento positivo che aiuterà i giovani ad entrare nel mondo del lavoro”.

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