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DISPOSIZIONI ATTUATIVE - INTERVENT0 19

DISPOSIZIONI ATTUATIVE - INTERVENTO 19 - ACCOMPAGNAMENTO ALL'OCCUPABILITA' ATTRAVERSO LAVORI SOCIALMENTE UTILI

approvate con la deliberazione del Consiglio di amministrazione n. 58 del 06/11/2015 e modificate con la deliberazione n. 21 del 04/05/2016

1. Finalità

  1. Le presenti disposizioni regolano l’intervento 19 “Progetti per l’accompagnamento alla occupabilità attraverso lavori socialmente utili”del Documento di Interventi di Politica del Lavoro.
  2. I percorsi lavorativi devono perseguire uno dei seguenti macro obiettivi:
  1. mantenimento delle capacità lavorative: vi rientrano i lavoratori per i quali l’intervento rappresenta un punto di arrivo; la tenuta lavorativa può considerarsi un successo perché per situazione psico-fisica o familiare-sociale non è pensabile un’evoluzione ulteriore rispetto al ruolo ed all’impegno lavorativo;
  2. crescita e formazione delle competenze base in ambito lavorativo: per questi lavoratori l’intervento diventa un ponte per il mercato del lavoro ordinario;
  3. conoscenza e osservazione sul lavoro: per questa categoria di lavoratori sconosciuti o poco conosciuti dal punto di vista lavorativo, l’azione rappresenta un punto di aggancio, per l’avvio di una progettualità lavorativa concreta e spendibile.

2. Condizioni necessarie riferite al progetto

  1. Al fine di garantire che i progetti abbiano per oggetto “servizi di interesse generale” ai sensi della Decisione della Commissione Europea C(2011) 9380 definitivo del 20 dicembre 2011 e s.m. e i, devono sussistere le seguenti imprescindibili condizioni:
  1. l’Ente pubblico che propone l’azione finanziata ed assegna i lavori ai soggetti attuatori, deve formalizzare un incarico che conferisca esclusivamente ai medesimi la piena responsabilità dell’esecuzione del progetto; quest’ultimo deve essere inequivocabilmente individuato “di utilità collettiva” e dare luogo ad un finanziamento a cui si applica la Decisione su richiamata;
  2. il conferimento dell’incarico deve fare riferimento ad un servizio d’interesse economico generale, cioè sostenere e valorizzare l’occupabilità di soggetti svantaggiati, nonché specificare il territorio interessato all’azione;
  3. il conferimento dell’incarico deve far emergere i parametri di calcolo del corrispettivo ed evidenziare che il finanziamento pubblico risulta indispensabile per procedere all’inserimento professionale di soggetti svantaggiati, altrimenti economicamente non vantaggioso. Nei casi in cui non si applichi una procedura di appalto pubblico o confronto concorrenziale, la commessa attribuita alla cooperativa non deve comportare una maggiorazione di compensi eccessiva (circa il 15%) rispetto al valore storico praticato per affidamenti di analoghi servizi, rivalutato in ragione degli adeguamenti contrattuali e dell’indice ISTAT dell’inflazione programmata.
  1. I progetti presentati devono avere quale fine fondamentale l’inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati, quindi una finalità pubblica sostenuta da un servizio di interesse generale. I lavori materiali proposti devono essere funzionali al perseguimento del fine pubblico generale richiamato, supportando nel contempo l’agire del proponente. Mai possono dar luogo a sostituzione di personale dipendente del medesimo proponente. Per quanto riguarda i progetti di “abbellimento urbano e rurale” possono essere proposti lavori attinenti piccole pulizie urbane collegate ad eventi particolari (è esclusa la possibilità di programmare ad esempio la pulizia periodica delle strade urbane); aiuto nell’allestimento e smontaggio di infrastrutture per feste e/o manifestazioni folkloristiche locali; lavori di piccola entità per la sistemazione e manutenzione di malghe e/o baite montane di proprietà dell’Ente; nel periodo invernale, interventi marginali di spalatura e pulizia neve, o sistemazione su percorsi piste da fondo, spargimento sale. Deve trattarsi in ogni caso di attività che non richiedono in alcun modo l’utilizzo di mezzi in movimento.

3. Descrizione del progetto

  1. I progetti devono contenere una relazione tecnica, relativa agli interventi da realizzare, da allegare alla domanda di progetto, devono riportare una descrizione precisa, chiara, sintetica ed aggiornata dei lavori che si intendono realizzare, con l'indicazione del luogo. Per gli interventi di valorizzazione, riordino, custodia e vigilanza e particolari servizi ausiliari di tipo sociale, è necessaria una relazione dettagliata delle azioni previste.

4. Dichiarazione dei lavoratori

  1. Ad ogni progetto deve essere allegato il modulo per l’individuazione del caposquadra ove presente e i moduli di “proposta occupazione temporanea” dei lavoratori. Ne consegue che gli Enti proponenti devono obbligatoriamente contattare i lavoratori per verificarne l’effettiva disponibilità facendo loro firmare il succitato modulo di offerta di lavoro.
  2. Qualora i lavoratori rifiutino la proposta di un’eventuale occupazione in fase di presentazione del progetto, o l’assunzione vera e propria al momento della partenza dei cantieri, dovranno darne motivazione scritta, mediante la compilazione del modulo di proposta di occupazione temporanea. Il rifiuto dei lavoratori alla proposta di occupazione o le dimissioni dall'impiego sono giustificati ai fini del mantenimento dell'iscrizione nelle liste dell'anno in corso e della possibilità di iscrizione nelle liste dell'anno successivo solo nei seguenti casi: per motivi familiari, per motivi sanitari, per i quali va allegato un certificato medico e per motivi lavorativi. In tutti gli altri casi il lavoratore non avrà la possibilità di iscrizione nelle liste per l'anno successivo.

5. Requisiti e ruolo del caposquadra

  1. Il caposquadra, nominato nel caso di gruppi di lavoro composti da almeno 3,5 opportunità occupazionali in possesso dei requisiti richiesti, deve essere in possesso di esperienza e professionalità utili allo svolgimento del proprio ruolo. Sono ammessi i gruppi di lavoro composti da lavoratori tutti part-time, compreso il caposquadra, purché vi prendano parte almeno quattro persone. Al fine di creare un gruppo stabile di persone con idonea professionalità, tale da assicurare una continuità gestionale, il caposquadra deve essere individuato, di norma tra i non destinatari dell’intervento, dall’Ente titolare del progetto in accordo, ove possibile, con il datore di lavoro affidatario dei progetti.
  2. Il caposquadra può essere individuato anche tra i lavoratori non iscritti nelle liste dei lavoratori, può essere dipendente della Cooperativa affidataria dei lavori od essere anche in mobilità.
  3. Nel caso in cui l’individuazione del caposquadra corrisponda ad una riconferma dello stesso lavoratore occupato precedentemente in tale ruolo, l’Ente titolare del progetto è tenuto a considerare l’esito dell’esperienza trascorsa, così come evidenziato nella “scheda di rilevazione” redatta dal Coordinatore di cantiere della Cooperativa/Azienda affidataria dei lavori.
  4. Il caposquadra individuato ha l’obbligo di frequentare gli appositi corsi organizzati dall’Agenzia del Lavoro con costi a carico dell’Agenzia medesima. La residenzialità è facoltativa. Le giornate sono considerate lavorative, solo nel caso di rapporti di lavoro già in essere.

6. Requisiti e ruolo del Coordinatore di cantiere

  1. Il Coordinatore di cantiere viene messo a disposizione dall’affidatario dei lavori e deve possedere specifici titoli di studio o aver acquisito una professionalità idonea derivante da una comprovata esperienza lavorativa in campi coerenti con le attività svolte.
  2. Il coordinatore ha l’obbligo di monitorare costantemente le squadre di lavoro seguendo i singoli lavoratori impiegati, garantisce tutti gli spazi di verifica utili, visitando direttamente i cantieri di lavoro obbligatoriamente almeno due volte la settimana, svolgendo la dovuta attività di supporto e coordinamento complessivo sia dal punto di vista tecnico che socio-relazionale.
  3. Nel corso del progetto il coordinatore intrattiene i contatti e si confronta con l’Ente promotore del progetto, con i Servizi socio-sanitari territoriali di riferimento, con la Cooperativa/azienda datore di lavoro e con l’Agenzia del Lavoro, lasciando traccia del lavoro svolto sui documenti di rilevazione delle presenze dei lavoratori (rapportino presenze settimanali) utilizzato dal datore di lavoro così come su tutta la documentazione relativa alla fornitura di materiali, attrezzature, dispositivi personali di sicurezza, e quant’altro indispensabili ad un corretto ed efficace funzionamento dei gruppi di lavoro da lui seguiti.
  4. Il processo e l’esito di tale osservazione (che prevede una tappa intermedia ed una finale) sono formalizzati dal Coordinatore di cantiere attraverso la “Scheda di Rilevazione” che, a fine progetto, deve essere consegnata, con la dovuta riservatezza, ai referenti sociali del soggetto promotore, agli eventuali Servizi segnalanti, oltreché all’Agenzia del Lavoro. L’obiettivo è quello di garantire una “restituzione finale” di informazioni ad Enti e Servizi segnalanti che consenta agli stessi un’adeguata progettazione futura relativamente ai propri lavoratori segnalati.
  5. E’ prevista, inoltre, la stesura da parte del Coordinatore di cantiere della “relazione tecnica finale” dei lavori svolti, utilizzabile anche come strumento programmatorio per l’anno successivo.
  6. L’idoneità del Coordinatore di cantiere dovrà essere documentata nella “scheda coordinatore” che la Cooperativa/Azienda dovrà compilare ed inviare, il giorno stesso della partenza del cantiere di lavoro, all’Agenzia del Lavoro e all’Ente titolare del progetto, assieme al modulo di inizio cantiere.
  7. Il Coordinatore di cantiere, nello svolgimento del proprio ruolo, viene considerato occupato a tempo pieno quando segue 40-45 unità lavorative, intese come persone fisiche (capo squadra compreso). Quando si realizza questa condizione, il Coordinatore non può svolgere alcuna altra attività lavorativa inconciliabile con l’orario di lavoro. Il numero massimo delle unità lavorative può essere superato solo in caso di assegnazione di ulteriori opportunità lavorative all’Ente titolare del progetto durante lo svolgimento dei lavori. La persona incaricata a coprire questo ruolo non può avere incarichi di alcun genere all’interno dell’Intervento 18.
  8. Possono svolgere l’attività di Coordinatore di cantiere anche liberi professionisti titolari di collaborazione con la Cooperativa /Azienda affidataria dei lavori, purchè abbiano una delega specifica da parte del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa/Azienda a svolgere l’incarico di Coordinatore di cantiere per i progetti.

7. Distribuzione dell’orario di lavoro

  1. I rapporti di lavoro delle persone assunte sono a termine e sono disciplinati dall’apposito contratto collettivo provinciale di lavoro. Il normale orario di lavoro va distribuito sull’intera giornata prevedendo non più di cinque ore consecutive al mattino e il rimanente, per completare l’orario di lavoro giornaliero previsto dal contratto collettivo, al pomeriggio con almeno un’ora di interruzione per la pausa del pranzo. Il rapporto di lavoro può essere attivato anche a tempo parziale, di tipo orizzontale (riduzione dell’orario giornaliero per la durata del periodo di lavoro a tempo determinato) per un minimo di 15 ore.
  2. Orari di lavoro particolari, modifiche dell’orario di lavoro e composizione di gruppi di lavoratori dettata da particolari condizioni contingenti dovranno essere preventivamente autorizzati dall’Agenzia del Lavoro.

8. Criteri e priorità nell’assegnazione delle opportunità occupazionali

  1. Nell’assegnazione delle opportunità occupazionali saranno seguiti, in ordine, i seguenti criteri:
  1. opportunità assegnate nell'anno precedente;
  2. progetti sovracomunali che consentano di comporre gruppi di lavoro più numerosi e meglio equilibrati;
  3. consistenza del numero di iscritti nelle liste in ambito comunale;
  4. progetti sovra comunali con caposquadra;
  5. squadre di lavoro con caposquadra;
  6. presenza di manodopera femminile nelle squadre;
  7. situazioni straordinarie presentate e valutate da Agenzia del Lavoro in considerazione di situazioni occupazionali di zona di carattere eccezionale ovvero connesse all'attuazione di progetti di rilievo strategico per la Provincia.
  1. Nell’assegnazione delle 10 opportunità occupazionali per progetti pluriennali si tiene conto delle azioni proposte che meglio corrispondano alle finalità perseguite e che garantiscano una migliore possibilità di successo occupazionale.
  2. Qualora i lavoratori siano assunti a tempo parziale, essi incidono sul numero delle opportunità occupazionali in proporzione alle ore di lavoro svolte.
  3. Eventuali rinunce da parte dell’Ente ad opportunità occupazionali vanno comunicate tempestivamente all’Agenzia del Lavoro.
  4. L’Ente può attivare progetti aggiuntivi e/o assumere lavoratori in più rispetto a quelli concessi accollandosene interamente i costi, nel rispetto delle condizioni previste nell’ambito dell’Intervento 19 del vigente Documento degli Interventi di Politica del Lavoro. Tali progetti e/o assunzioni vanno richieste ed autorizzate preventivamente dall’Agenzia del Lavoro.

9. Termini di presentazione delle domande da parte dei beneficiari del finanziamento

  1. Le domande presentate da parte degli Enti Pubblici (Comuni, Consorzi tra Comuni, Comunità di Valle, APSP) per l’attivazione dei progetti di intervento, vanno redatte su apposito modulo e presentate all’Agenzia del Lavoro nel periodo dal 01 febbraio all’11 marzo di ogni anno.

10. Requisiti del soggetto attuatore

  1. I Soggetti attuatori devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
  1. sede amministrativa autonoma che assicuri adeguata accessibilità da parte dei destinatari;
  2. dotazione di macchinari ed attrezzature adeguati per la gestione delle attività oggetto dell’assegnazione dell’incarico di gestione;
  3. possesso di una struttura tecnico/organizzativa adeguata allo svolgimento dei lavori da eseguire e consona alle necessità di supporto nei confronti dei soggetti inseriti nel progetto.

11. Individuazione del soggetto attuatore (Cooperativa/azienda)

  1. L’individuazione della Cooperativa/azienda esecutrice dei lavori deve avvenire nel rispetto della normativa in materia di appalti della pubblica amministrazione, compreso quanto disposto dall’art. 5 della Legge 381/91. I rapporti fra Ente pubblico e Cooperativa/azienda devono essere regolati da convenzione. La Convenzione, con la quale l’Ente affida i lavori alla cooperativa/azienda che avrà l’incarico di assumere i lavoratori assegnati, deve evidenziare quanto riportato dall'art. 2 delle presenti disposizioni. Nella convenzione dovranno essere specificati, fra l’altro, i seguenti elementi: i lavori affidati, che dovranno essere esclusivamente quelli approvati dall'Agenzia del Lavoro, la durata, che deve corrispondere a quella dichiarata nel progetto approvato dall’Agenzia del Lavoro; la tempistica di pagamento, la distinzione tra il costo manodopera rispetto agli altri costi (distinguendo fra costo manodopera operaia e costo capisquadra). Dovrà altresì essere specificato che la Cooperativa/azienda scelta è dotata di un’adeguata attrezzatura ed è sufficientemente strutturata, a livello organizzativo, sia per lo svolgimento dei lavori assegnati, sia per il sostegno ai soggetti deboli o svantaggiati impiegati nel progetto, fornendo loro inoltre abbigliamento adeguato in relazione alla tipologia del progetto e alla sua collocazione geografica. Per quanto riguarda i progetti di “particolari servizi ausiliari di tipo sociale” posti in essere all’interno delle RSA, in osservanza al dettato della delibera della Giunta Provinciale n. 617 dd. 23.03.2007, nella medesima Convenzione dovrà essere esplicitata la clausola secondo la quale il personale impiegato in progetti di utilità collettiva non svolgerà funzioni già assegnate al personale delle RSA (ad esclusione dei compiti di custodia ed animazione) e prescritto che sia stata preliminarmente verificata l’assenza di sovrapposizioni tra le attività progettate e quelle eventualmente già avviate presso gli Enti titolari in attuazione della legge provinciale 27 novembre 1990, n.32 e successive modificazioni, nonché accertata la sussistenza di elementi distintivi tra le une e le altre attività.

12. Specifiche alle categorie dei destinatari

  1. In considerazione del fatto che i destinatari dell'Intervento 19 sono persone in stato di svantaggio sociale e in difficoltà di inserimento lavorativo, si ritiene che le persone iscritte in lista di mobilità non rientrino in queste categorie in quanto destinatarie di altri specifici interventi finalizzati all'occupazione e pertanto non possono iscriversi nelle liste.
  2. L’Agenzia del Lavoro, in particolare l’Ufficio inserimento lavorativo soggetti svantaggiati, può segnalare i casi riferibili alla categoria “b”.
  3. Eventuali deroghe al requisito anagrafico della residenza, in relazione alla gravità dello svantaggio, saranno valutate dall’Agenzia del Lavoro su proposta motivata dei Servizi segnalanti.
  4. Non sono ammessi destinatari che abbiano maturato i requisiti minimi per fruire della pensione di anzianità o di vecchiaia.
  5. Non sono ammessi destinatari che svolgano attività lavorativa autonoma, anche se eventualmente compatibile con lo stato di disoccupazione. Per attività autonoma si intende: imprenditore iscritto alla CCIAA, titolare di partita Iva aperta, agricoltore di 1° classe e agricoltore di 2° classe iscritto alla gestione separata INPS.
  6. I servizi sociali e sanitari titolati a segnalare tramite apposita certificazione i lavoratori destinatari dell’Intervento in quanto appartenenti alla categoria “c” sono:
  • il Servizio Socio-assistenziale;
  • il Servizio di Salute Mentale (U.O. Psichiatria/U.O. Psicologia);
  • il Ser.D (Servizio per le dipendenze);
  • il Servizio di Alcologia;
  • l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE) del Ministero di Grazia e Giustizia;
  • altri Servizi titolati alla segnalazione individuati a norma di legge.
  1. Il cambio di categoria, per i lavoratori rientranti nella tipologia “c”, è possibile solo se certificato dal Servizio sociale o sanitario competente per territorio.
  2. Il Servizio segnalante dichiara altresì la disponibilità ad operare come referente sia nei confronti degli Enti (promotori dei progetti) che delle Cooperative (datori di lavoro), al fine di assicurare il perseguimento delle finalità dell’Intervento, in particolare per garantire una positiva progettazione, gestione e valutazione dei percorsi lavorativi, anche al fine di delineare, ove possibile, alternative occupazionali.
  3. Il lavoratore che non possiede i requisiti per essere iscritto nelle liste non può in alcun modo essere impiegato in questa azione nemmeno se l’Ente proponente decide di accollarsi l’intero costo del lavoro. (Il tipo di contratto di lavoro applicato vale unicamente per i lavoratori rientranti nelle tipologie previste dal Documento di Criteri per gli Interventi di Politica del Lavoro). Non rientrano tra i destinatari dell’intervento 19, le persone per le quali la Commissione Sanitaria Integrata (L.P. n. 3 art 26 del 20.03.00) ha prescritto un percorso “formativo propedeutico al collocamento mirato”.

13. Specifiche alla categoria dei lavoratori con disabilità psichico/intellettiva ed

invalidità superiore all’80%

  1. I lavoratori rientranti nelle ulteriori 40 opportunità occupazionali riservate a soggetti, con disabilità di tipo psichico/intellettivo ed una percentuale di invalidità pari o superiore all’80% sono inseriti nelle liste su segnalazione diretta da parte dell’Ufficio inserimento lavorativo soggetti svantaggiati dell'Agenzia, in coerenza con le linee progettuali di inserimento lavorativo definite in relazione al sistema del collocamento mirato e tenendo conto dell’anzianità di iscrizione del lavoratore agli elenchi di cui alla legge 68/99.

14. Esclusività dell’attività lavorativa

  1. I lavoratori coinvolti, ad eccezione dei capisquadra, devono svolgere solamente tale attività (fatte salve le attività compatibili in quanto residuali, conciliabili con l’orario di lavoro e regolate con contratto di lavoro intermittente a tempo determinato o a chiamata, senza indennità di chiamata o con voucher o tirocini). In caso contrario i lavoratori devono scegliere una delle due attività, pena l'interruzione del rapporto di lavoro dell'Intervento 19 e l'esclusione degli stessi dalle liste per l’anno successivo; in caso di svolgimento di attività non compatibile, non sarà penalizzato finanziariamente l’Ente titolare del progetto.

15. Termini e modalità di iscrizione alle liste dei lavoratori

  1. I requisiti soggettivi richiesti al lavoratore devono essere posseduti dallo stesso all’atto della presentazione della domanda e all’atto dell’assunzione.
  2. I lavoratori che sono in possesso dei requisiti soggettivi richiesti e che intendono occuparsi in lavori di utilità collettiva devono presentare domanda, corredata dalla relativa documentazione, presso i Centri per l’Impiego dal 15 novembre al 31 dicembre di ogni anno. Entro il 25 gennaio le liste, suddivise per Centro per l'Impiego, sono approvate dall’Agenzia del Lavoro ed inviate ai Comuni, alle Comunità di Valle, ai Servizi Sociali e Sanitari ed alle APSP, per la stesura dei progetti.
  3. L’aggiornamento delle liste da parte dell’Agenzia del Lavoro, dà la possibilità ai lavoratori che si iscrivono dopo il termine del 31/12 di poter essere inseriti per un’eventuale assunzione in sostituzione di lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro, ferma restando la priorità di assunzione per i lavoratori iscritti nella prima lista approvata a gennaio. I lavoratori possono iscriversi entro il mese di marzo e tale lista verrà approvata entro il mese successivo. In casi di urgenza per la copertura di posti resisi vacanti a seguito di dimissioni, licenziamento, od altro, e a fronte del completo esaurimento (per avvenuta assunzione o rifiuto) delle liste approvate, l’Agenzia del Lavoro può ratificare l’inserimento di nuovi lavoratori in qualsiasi momento dell’anno.

16. Svolgimento dell’attività lavorativa

  1. L’inizio lavori deve avvenire successivamente alla data di approvazione degli stessi da parte dell’Agenzia del Lavoro.
  2. Eventuali proroghe della durata dei lavori dovranno essere richieste con congruo anticipo (almeno 15 giorni prima) in quanto devono essere autorizzate con determinazione della Dirigente Generale. Deve essere specificato se la richiesta riguarda il completamento dei lavori già autorizzati o l’esecuzione di lavori nuovi, che vanno elencati, e se la proroga comporta una variazione del contributo finanziario concesso.
  3. L’attrezzatura ed i macchinari necessari per l’esecuzione dei lavori devono essere di proprietà della Cooperativa/Azienda affidataria dei lavori, la quale deve provvedere nel modo più opportuno al trasporto degli attrezzi, dei macchinari e dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi. Nel caso in cui non sussista tale condizione è obbligatoria la stipula di un contratto in comodato tra l’Ente titolare del progetto e la Cooperativa/Azienda affidataria dei lavori. Nel caso in cui il lavoratore non sia nelle condizioni di raggiungere autonomamente il luogo di lavoro, la Cooperativa/Azienda affidataria dovrà provvedere ad organizzare il trasporto del medesimo.
  4. Nuovi interventi e varianti, rispetto al progetto approvato, devono essere sempre richiesti preventivamente con un certo anticipo ed attuati solo dopo l’avvenuta autorizzazione da parte dell’Agenzia del Lavoro pena il mancato pagamento del contributo.

17. Modalità di erogazione del contributo

  1. Il contributo dell’Agenzia del Lavoro verrà erogato come segue: la prima rata entro 60 giorni dall’inizio dei lavori, la seconda a saldo all’inizio dell’esercizio successivo, dietro presentazione, da parte dei beneficiari del finanziamento di rendicontazione che dovrà pervenire entro 4 mesi dalla fine dei lavori, pena la revoca della quota del contributo non ancora erogata.
  2. Il contributo per i progetti pluriennali per i servizi domiciliari per persone anziane verrà erogato in tre rate come segue: la prima rata entro 60 giorni dall’inizio dei lavori e quindi ricadrà nel primo esercizio finanziario, la seconda entro il mese di febbraio dell’esercizio finanziario successivo a quello di inizio e la terza a saldo nel terzo esercizio finanziario e alle condizioni indicate al comma 1.

18. Formazione

  1. Possono essere realizzati interventi formativi a sostegno dell’inserimento lavorativo delle persone coinvolte. Per i capisquadra sono previste attività formative specifiche, da attuarsi preferibilmente prima dell’avvio dei cantieri. Per gli altri lavoratori, oltre a quanto obbligatoriamente previsto in ambito di sicurezza sul lavoro possono essere realizzate anche, su iniziativa del datore di lavoro, una o più giornate di informazione in merito alle finalità dell’iniziativa, alle modalità di attuazione, agli aspetti contrattuali, alla sicurezza sul lavoro nonché l’attività di formazione che si rende opportuna in merito alla tipologia di intervento prevista ed alle categorie specifiche dei lavoratori coinvolti.
  2. Le giornate di formazione/informazione vengono considerate lavorative a tutti gli effetti.
  3. L’Agenzia del Lavoro sollecita e promuove con i soggetti promotori e attuatori di progetti anche in collaborazione con i Servizi Sociali o sanitari, attività di monitoraggio e sostegno invernale (per esempio tramite incontri o visite in cooperativa, percorsi formativi o di socializzazione, esperienze di tirocinio in laboratori gestiti da organizzazioni di terzo settore, ecc.). In particolare, l’Agenzia del Lavoro può organizzare, con la collaborazione dei soggetti attuatori, corsi informativi/formativi anche in materie specifiche inerenti le attività oggetto dei lavori con il preciso scopo di fornire conoscenze utili a migliorare la prestazione lavorativa ed al mantenimento/miglioramento delle modalità lavorative.

19. Attività di supporto

  1. Allo scopo consolidare l’azione di costruzione di un sistema di relazioni tra i vari interlocutori interessati, l’Agenzia del Lavoro organizza incontri con:
  • gli Enti promotori dei progetti, le loro associazioni e le imprese affidatarie dei lavori, per promuovere consapevolezza e condivisione sulle finalità dell’intervento, sulla garanzia dell’autonomia operativa dei progetti nonché sul raccordo operativo sia a livello programmatico che gestionale con i Servizi Sociali o Sanitari segnalanti;
  • le Strutture organizzative dei Servizi Sociali o Sanitari, per definire protocolli operativi.

20. Tavolo permanente

  1. E’ istituito presso l’Agenzia del Lavoro un tavolo permanente con finalità informative e consultive, composto da rappresentanti degli Enti titolari dei progetti e/o loro consorzi e degli enti attuatori, dai Servizi Sociali territoriali, dal Movimento Cooperativo e dall’Agenzia del Lavoro. Il tavolo si riunisce periodicamente per monitorare l’andamento complessivo delle operazioni, per analizzare e proporre eventuali soluzioni alle problematiche operative che si presentano di volta in volta.

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