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DOCUMENTO DEGLI INTERVENTI DI POLITICA DEL LAVORO 2011 – 2013 - II PARTE: INTERVENTI

Testo approvato dalla Commissione provinciale per l'impiego con deliberazione n 373 del 26 luglio 2011 ed adottatto dalla Giunta provinciale con deliberazione n 1608 del 29/7/2011, con decorrenza immediata dell'efficacia. Successivamente integrato e modificato con deliberazione numero 2957 di data 30 dicembre 2011, deliberazione numero 1217 di data 15 giugno 2012 e deliberazione 2868 del 27 dicembre 2012.

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DOCUMENTO DEGLI INTERVENTI DI POLITICA DEL LAVORO 2011 – 2013

Indice

Disposizioni generali e requisiti di accesso

  1. Definizioni

    Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente Documento si intende per:

    • “lavoratore”: persona occupata che, anche se non dipendente, svolge una attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro;

    • “lavoratore sospeso”: lavoratore subordinato beneficiario di istituti di protezione sociale per sospesi (es. lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni ordinaria, straordinaria, in cassa integrazione in deroga, in contratto di solidarietà o in disoccupazione speciale per sospesi). Sono considerati tali anche i lavoratori per i quali è stata verificata la sussistenza delle condizioni individuate dalla legge ai fini dell’ammissione ai relativi benefici da parte della Commissione Provinciale per l’Impiego (CPI);

    • “disoccupato”: persona che, nell’ambito dell’elenco anagrafico tenuto dai Centri per l’impiego dell’Agenzia del lavoro di Trento, risulta in stato di disoccupazione; la durata della disoccupazione si calcola secondo il metodo commerciale;

    • “inoccupato”: persona rientrante nella categoria generale di disoccupato, ma che non ha precedentemente svolto alcuna attività lavorativa;

    • “disoccupato in mobilità”: persona rientrante nella categoria generale di disoccupato ed iscritta nelle liste di mobilità di cui all’art. 6, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223 o di cui all’art. 4 della legge 19 luglio 1993, n. 236, la persona in mobilità in deroga;

    • “lavoratore extracomunitario”: cittadino non comunitario immigrato, dimorante nel territorio provinciale, che sia in regola con le norme nazionali che disciplinano l’ingresso ed il soggiorno dei cittadini extracomunitari nel territorio dello Stato per motivi compatibili con una prestazione di lavoro di carattere non stagionale;

    • “disabile”: persona con disabilità documentata da certificato dell’autorità medica competente e, ove previsto, iscritta nell’elenco di cui all’articolo 8 delle legge 12 marzo 1999, n.68, tenuto dall’Agenzia del Lavoro di Trento;

    • “svantaggiato”: persona oggetto di processi di esclusione sociale e con ridotta occupabilità, rientrante in una delle seguenti fattispecie:

      • utente dei servizi socio-sanitari, portatore di handicap fisici, psichici o sensoriali ma non rientrante nelle tutele di cui alla legge 12 marzo 1999, n.68;
      • utente del Servizio Alcoologia;
      • utente del ServizioTossicodipendenze;
      • detenuto in regime di cui al titolo VI dell’Ordinamento penitenziario ed ex detenuto.

      Lo stato di difficoltà deve essere certificato dai competenti servizi.

    • “datore di lavoro”: datore di lavoro privato, esclusi i datori di lavoro domestico;

    • “micro, piccola, media o grande impresa”: impresa considerata tale in base alle definizioni formulate dalla normativa europea (Regolamento CE 800/2008). Si ricorda che alla data di adozione del presente Documento, in base alla normativa sopra citata, appartengono alla categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI), le imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro. Nell’ambito delle PMI, la medesima normativa europea definisce piccola impresa, un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di EUR; si definisce microimpresa, un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di EUR;

    • “formazione specifica e formazione generale”: formazione definita tale ai sensi della normativa europea (Regolamento CE 800/2008) dove per “formazione specifica” si intende la formazione che comporti insegnamenti direttamente e prevalentemente applicabili alla posizione, attuale o futura, occupata dal dipendente presso l'impresa beneficiaria e che fornisca qualifiche che non siano trasferibili ad altre imprese o settori di occupazione o lo siano solo limitatamente e per “formazione generale” si intende la formazione che comporti insegnamenti non applicabili esclusivamente o prevalentemente alla posizione, attuale o futura, occupata dal dipendente presso l'impresa beneficiaria, ma che fornisca qualifiche ampiamente trasferibili ad altre imprese o settori di occupazione;

    • “formazione formale”: formazione progettata per competenze ed obiettivi da raggiungere, erogata da tutori, docenti o esperti, s ia in contesto aziendale, sia in strutture formative pubbliche o private, opportunamente documentata e certificata;

    • “formazione non formale”: formazione attuata principalmente in un contesto produttivo sotto la guida di un tutore aziendale, organizzata per obiettivi e tesa all’apprendimento di abilità tecnico-operative certificate;

    • “soggetti accreditati FSE”: soggetti cui sia riconosciuta l’idoneità ad erogare servizi al lavoro ai sensi delle disposizioni di cui alla Sezione III del Decreto del Presidente della Provincia n. 18-125/Leg. di data 9 maggio 2008 e s.m. recante “Disciplina del coordinamento e dell’attuazione degli interventi della Provincia cofinanziati dal Fondo sociale europeo”;

    • “soggetti accreditati”: soggetti cui sia riconosciuta l’idoneità ad erogare i servizi al lavoro ai sensi della normativa provinciale;

    • “regolamento 800 (CE) 2008”: regolamento n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria) (GUUE L 214 del 9.8.2008).

  2. Gestione degli interventi

In considerazione della molteplicità e complessità degli interventi, l’Agenzia del Lavoro adotta le disposizioni necessarie per dare concreta attuazione agli interventi del presente Documento e provvede all’attivazione degli interventi tenendo conto delle risorse umane e finanziarie assegnate, secondo criteri di gradualità specificati nei programmi di gestione annuali, procedendo sia direttamente che avvalendosi di strutture pubbliche o private e realizzando forme di collaborazione con altri Enti.

Per l’anno 2011, secondo quanto definito nel protocollo d’intesa firmato dalla Provincia Autonoma di Trento con le parti sociali l’11/2/2011, gli interventi di politica attiva dovranno essere prioritariamente rivolti ai lavoratori disoccupati o sospesi in esubero, percettori di sostegno al reddito, ferma restando la possibilità per gli altri soggetti non percettori di alcuna forma di sostegno al reddito di essere ammessi ai medesimi interventi su base volontaria.

Per l’anno 2012, secondo quanto definito nel protocollo d’intesa firmato dalla Provincia Autonoma di Trento con le parti sociali il 30/12/2011, gli interventi di politica attiva dovranno essere prioritariamente rivolti ai soggetti particolarmente svantaggiati nel mercato del lavoro, per i quali la crisi economica sta riducendo le possibilità di occupazione: in particolare, i soggetti disoccupati di lunga durata, i giovani, le donne, i disabili ed i soggetti sottoposti a processi di esclusione sociale. Rimane intesa la possibilità per gli altri soggetti di essere ammessi ai medesimi interventi su base volontaria. Non sono considerati prioritari i percorsi di politica attiva rivolti ai lavoratori che comprovino di raggiungere i requisiti pensionistici nel corso o al termine del periodo di godimento dell’indennità di disoccupazione o di mobilità. Al fine di consentire una maggior efficacia degli interventi o di semplificare l’applicazione del Documento, il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia può adottare, nel rispetto del Documento medesimo, disposizioni attuative per fissare, tra l’altro, termini e modalità per la presentazione delle domande di intervento, specificare gli ulteriori criteri di selezione, individuare spese ammissibili e fissare modalità e termini per l’erogazione dei contributi. Il Consiglio può altresì fissare termini entro i quali devono essere realizzati gli interventi ammessi ai benefici del presente Documento. Le disposizioni attuative sono adottate nel rispetto dei limiti previsti nel presente Documento e, in caso di interventi a finanziamento FSE, nel rispetto dei criteri adottati dalla Giunta provinciale ai sensi dell’art. 2, co. 3 del DPP 18-125/2008, recante il Regolamento in attuazione dell’art. 15 della L.P 21/1987.

  1. Requisiti generali di accesso agli interventi

    Fermi restando i diversi ed ulteriori requisiti specifici indicati in ogni intervento del presente Documento, per accedere ai benefici è necessario il possesso dei seguenti requisiti generali.

    Per le persone fisiche:

    domicilio in provincia di Trento; se la persona è extracomunitaria, regolarità rispetto alle norme nazionali che disciplinano l’ingresso ed il soggiorno dei cittadini extracomunitari nel territorio dello Stato per motivi compatibili con una prestazione di lavoro di carattere non stagionale. Ai fini della ammissibilità agli interventi, il possesso dei requisiti soggettivi del destinatario va valutato con riferimento alla situazione dello stesso alla data di presentazione della domanda effettuata dal richiedente l’intervento. I disoccupati che siano incorsi in provvedimento di cancellazione dalle liste di mobilità o di decadenza dallo stato di disoccupazione, non possono accedere ai benefici economici previsti dal presente Documento per 180 giorni dalla data di cancellazione/decadenza. Non possono essere finanziate azioni a favore del datore di lavoro, del coniuge, di parenti ed affini entro il secondo grado del datore di lavoro medesimo o, nel caso di società non cooperativa, del titolare o dei soci della medesima.

    Per i datori di lavoro le imprese, le associazioni e gli enti non territoriali:

    sede legale o unità produttiva nella provincia di Trento, prevedendo che l’intervento sia attuato nella medesima sede ed a favore di lavoratori ivi occupati.

    Termini di presentazione della domanda:

    la domanda deve essere presentata all’Agenzia del Lavoro, prima della attivazione delle iniziative, salvo diversa indicazione prevista per i singoli interventi. Il Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia del Lavoro può, con deliberazione motivata, disporre comunque l’ammissibilità di domande presentate successivamente ai termini previsti. Le domande devono essere formulate in conformità ai modelli predisposti allo scopo dall'Agenzia del lavoro.

    Limiti alla concessione dei contributi ed al finanziamento degli interventi:

    gli interventi previsti nel presente documento sono finanziati nei casi e con le modalità previste per ciascuno e, comunque, nei limiti delle risorse disponibili. Nel caso di interventi a cofinanziamento del FSE è adottata la normativa comunitaria in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006) e sono altresì applicati i criteri adottati dalla Giunta provinciale ai sensi dell’art. 2, co. 3 del DPP 18-125/2008, recante il Regolamento in attuazione dell’art. 15 della L.P 21/1987.

    Sospensione o revoca del beneficio finanziario:

    la perdita dei requisiti soggettivi oppure il mancato rispetto delle condizioni previste per l’ammissione durante il periodo di attuazione degli interventi concessi, determina l’interruzione dell’azione e la revoca dell’eventuale beneficio finanziario; la parziale esecuzione di attività attuate con il contributo dell’Agenzia comporta la proporzionale riduzione del medesimo, fatta salva la facoltà dell’Agenzia del Lavoro di revocare l’intero contributo qualora la parte eseguita risulti non idonea al conseguimento degli obiettivi degli interventi.

  2. Norme transitorie

    Le attività in essere, alla data di entrata in vigore del presente Documento, ai sensi del Documento degli interventi di politica del lavoro 2008/2010, sono portate a compimento secondo quanto ivi previsto. Analogamente, alle domande di intervento presentate prima dell’entrata in vigore del presente Documento, si applicano i criteri precedenti, salvo presentazione di nuova richiesta prima della approvazione formale dell’intervento medesimo, e comunque non oltre 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente Documento.

I) Servizi per l’impiego

1. ORIENTAMENTO PROFESSIONALE

Finalità

Nell’ambito dei servizi per l’impiego, l’orientamento professionale ha lo scopo di sostenere le persone presenti ed attive sul mercato del lavoro. Più in particolare, i servizi d’orientamento al lavoro consistono in una molteplicità di interventi che hanno lo scopo di aiutare i cittadini nei momenti di scelta professionale, di transizione verso il lavoro o fra un lavoro ed un altro e di fornire strumenti utili per consentire di leggere e gestire in modo più appropriato tali momenti.

Contenuti

1.A Accoglienza ed informazione orientativa
1.A.1 Informazione individualizzata ed accoglienza

Il servizio informativo e di accoglienza è erogato presso i Centri per l’impiego dell’Agenzia del Lavoro e presso eventuali strutture accreditate. Gli operatori svolgono attività di informazione nei seguenti ambiti:

  • tipologie degli interventi di politica del lavoro, categorie di lavoratori interessati, servizi forniti ai lavoratori, requisiti e modalità di accesso ai medesimi;
  • percorsi formativi per acquisire, aumentare, adeguare la professionalità alle esigenze del mercato del lavoro: indicazioni su scuole, università, corsi di formazione professionale a vari livelli, borse di studio in Italia ed all’estero;
  • professioni, settori di attività e loro tendenze evolutive nell’immediato futuro, soprattutto in relazione al mercato del lavoro locale;
  • opportunità occupazionali nel settore pubblico e privato, concorsi pubblici banditi in ambito provinciale e nazionale ed inserzioni di lavoro;
  • disciplina del rapporto di lavoro.

Il servizio prevede anche la messa a disposizione di documentazione, come ad esempio strumenti multimediali e materiali diversi riguardanti il lavoro, la ricerca di lavoro, le scelte formative, le professioni, l’orientamento professionale nonché quanto possa essere di ulteriore interesse per l’utente.

1.A.2 Informazione collettiva

Gli interventi di informazione collettiva costituiscono una modalità per raggiungere specifiche fasce di utenza e condurre un’azione di sensibilizzazione e di primo orientamento al lavoro, nonché fornire informazioni sulle opportunità di lavoro, anche in relazione alle attività di politica attiva. A questi fini l’Agenzia del Lavoro utilizza molteplici strumenti quali pubblicazioni periodiche specializzate, guide, trasmissioni radio televisive, stampa locale ed audiovisivi, seminari ed, in accordo con le autorità competenti, interventi nelle scuole, nelle Università e presso Associazioni ed Organizzazioni pubbliche e private.

1.A.3 Sportello virtuale

L’Agenzia del Lavoro realizza e gestisce uno sportello virtuale sia di tipo telematico, anche tramite rete Internet, sia con altre modalità, quali servizi informativi telefonici, posta elettronica, anche certificata, ecc.

1.B Orientamento e consulenza professionale
1.B.1 Colloqui orientativi

Il colloquio orientativo è erogato presso i Centri per l’impiego dell’Agenzia del Lavoro e presso eventuali strutture accreditate ed ha le seguenti finalità principali:

  • far emergere le caratteristiche ed i bisogni del lavoratore sul piano professionale;
  • presentare ed illustrare i servizi pubblici per il lavoro disponibili;
  • consentire una funzione valutativa/diagnostica da parte dell’operatore in rapporto alla possibile attivazione di supporti occupazionali;
  • concordare un percorso di politica attiva, predisponendo eventuali accessi ad ulteriori servizi interni od esterni all’Agenzia;
  • fornire informazioni;
  • dare accesso a servizi preselettivi.
1.B.2 Consulenza di orientamento professionale

La consulenza di orientamento professionale è una attività volta a fornire o rafforzare le capacità dei soggetti di elaborare decisioni, autonome e consapevoli, sul proprio futuro professionale. Essa è realizzata, presso i Centri per l’impiego, da operatori con specifiche competenze e consiste in azioni di sostegno all’analisi delle problematiche lavorative e di supporto informativo, finalizzate alla definizione degli aspetti decisionali e di razionalizzazione della ricerca di lavoro. L’attività è tesa a sviluppare capacità di auto-orientamento, acquisendo un ruolo attivo nella ricerca di una soluzione occupazionale in forma dipendente od autonoma, nell’addestramento a reperire informazioni ed a trattare tali informazioni a diversi livelli di complessità.

I servizi di consulenza orientativa vengono realizzati attraverso le seguenti modalità:

  1. colloquio individuale: è il momento di maggiore individualizzazione del servizio e si rivolge a singole persone al fine di sostenere un processo di autorientamento attraverso le fasi di autovalutazione, raccolta di informazioni e definizione degli obiettivi, per giungere alla predisposizione di un progetto professionale;
  2. colloquio di gruppo: è uno strumento organizzato in diversi moduli, allo scopo di favorire l’apprendimento e l’affinamento delle tecniche di ricerca attiva di lavoro, sostenere il reinserimento lavorativo delle persone in fase di espulsione o licenziate, facilitare la transizione scuola-lavoro dei giovani (specialmente con interventi su gruppi di neo diplomati e neo laureati);
  3. iniziative di orientamento e sostegno consulenziale di gruppo per donne che desiderano inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro, con l’obiettivo di portare le partecipanti alla costruzione di un progetto individuale di inserimento lavorativo; tale percorso può essere sostenuto dagli altri interventi previsti dal presente Documento, dalla partecipazione a corsi professionali già progettati dall’Agenzia o da altre strutture formative, da corsi, da stages e/o tirocini in azienda.
1.B.3 Bilancio di competenze

Il bilancio di competenze è un servizio rivolto prioritariamente a soggetti che hanno maturato una significativa esperienza professionale. Attraverso un percorso composto da più fasi, l’attività di bilancio si conclude con la predisposizione di un profilo, che descrive competenze e risorse della persona, punti di forza e di debolezza del progetto professionale e del portafoglio di competenze, base per il riconoscimento di crediti professionali. Esso si configura come uno strumento finalizzato allo sviluppo professionale, al miglioramento o cambiamento della condizione lavorativa. Il bilancio è formalizzato in un documento che viene consegnato al lavoratore.

1.B.4 Orientamento per percorsi di integrazione lavorativa a favore di persone disabili

L’attività di orientamento a favore di persone disabili o svantaggiate è finalizzata al sostegno individuale nella scelta del percorso formativo e/o lavorativo, per favorire l’accesso al primo lavoro o ad una nuova occupazione successiva ad attività lavorative interrotte. L’attività viene svolta tramite colloqui con l’utente disabile o svantaggiato, attraverso i quali viene ricostruita la storia personale, familiare e formativo/lavorativa aggiornata, si analizzano le problematiche che possono aver influito o che influiscono sulla progettazione dell’inserimento lavorativo e si approfondiscono le strategie adottate nel ricercare il lavoro. L’attività di orientamento trova, quindi, diretto collegamento con la realizzazione di percorsi integrati, anche individualizzati, per la transizione al lavoro. La quantità e la durata dei colloqui è definita in base alle necessità rilevate dall’operatore.

1.B.5 Servizio Eures

L’Agenzia del Lavoro gestisce, in collaborazione con i soggetti competenti, il servizio Eures (European Employment Services), quale punto di riferimento informativo e di orientamento sul mercato del lavoro dell’Unione Europea, con il fine di favorire la mobilità geografica e professionale dei cittadini. In particolare, vengono date informazioni sulle condizioni di vita e di lavoro dei Paesi membri e sulle opportunità occupazionali disponibili. L’Agenzia coordina inoltre le attività di raccordo e collaborazione fra la Provincia Autonoma di Trento e l’Eures TransTirolia.

1.C. Patto di servizio

Al fine di definire e realizzare il progetto personalizzato per l’inserimento al lavoro, l’Agenzia del Lavoro può proporre ai disoccupati ed ai lavoratori sospesi, la stipula di un Patto di servizio. Il Patto di servizio è stipulato presso i Centri per l’impiego, fra la persona in cerca di lavoro e l’Agenzia del Lavoro e prevede il reciproco impegno a realizzare un percorso con l’obiettivo di agevolare l’inserimento o reinserimento al lavoro. Il Patto può essere aggiornato periodicamente. Con la sottoscrizione del Patto di servizio da un lato l’Agenzia del Lavoro si impegna ad attuare tutte le misure ritenute necessarie per agevolare il ritorno al lavoro; dall’altro lato le persone sospese o in cerca di occupazione si impegnano ad accettare tali offerte, a frequentare i servizi proposti ed ad attivarsi secondo quanto previsto nel Patto medesimo. Il Patto di servizio può comprendere i seguenti servizi: iniziative di orientamento professionale, attività di formazione e qualificazione professionale, sostegno all’avvio di nuove attività imprenditoriali ed altre attività previste dal presente Documento degli interventi di politica del lavoro o comunque funzionali agli obiettivi posti.

1.D. Tirocini e tutoraggio
1.D.1 Tirocini formativi e di orientamento per disoccupati, disabili o svantaggiati giovani studenti

L’Agenzia del Lavoro realizza, nel rispetto della normativa in materia, tirocini formativi e di orientamento per disoccupati, disabili iscritti al relativo elenco o svantaggiati, allo scopo di attuare la transizione tra studio e lavoro, di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro e mediante l’inserimento lavorativo. A tale fine possono essere acquisite le disponibilità delle imprese a collaborare per ospitare persone in tirocinio.

L’azione di tutoraggio da parte dell’Agenzia può essere, in tutto od in parte, assegnata a consulenti esterni o soggetti accreditati.

L’Agenzia del Lavoro può erogare ai lavoratori una borsa di tirocinio forfettizzata in € 70,00 settimanali e provvede alla copertura INAIL e R.C.T.

Di norma è esclusa la ripetizione del tirocinio della medesima persona presso lo stesso datore di lavoro, salvo deroghe motivate e autorizzate dall’Agenzia del lavoro.

I tirocini, nei limiti di durata complessiva stabiliti dalla normativa, possono essere:

  1. tirocini a carattere prevalentemente orientativo:

    a1) tirocini della durata massima di 3 mesi per disoccupati che presentino scarsa consapevolezza dei propri obiettivi professionali o scarsa conoscenza diretta di un contesto lavorativo oppure necessitino di una sperimentazione pratica di quanto acquisito a livello teorico;

    a2) tirocini della durata massima di 6 mesi riservati a disoccupati che, sulla base di colloqui di orientamento individuali o di gruppo, dimostrino carenza di risorse personali per affrontare un processo di autovalutazione e per sviluppare capacità di auto-orientamento che consentano di ricercare efficacemente soluzioni occupazionali.

    Per gli svantaggiati o i disabili, la durata massima dei tirocini di cui ai precedenti punti a1) e a2) è, rispettivamente, di 12 e 24 mesi.

  2. tirocini a carattere prevalentemente formativo, finalizzati allo sviluppo di competenze professionali per l’inserimento lavorativo, della durata massima di:

    • 6 mesi per disoccupati;
    • 12 mesi per svantaggiati;
    • 24 mesi per disabili.

    L’Agenzia del Lavoro può finanziare la formazione erogata nell’ambito dei tirocini di cui al punto b), mediante l’erogazione di un contributo al datore di lavoro ospitante per il rimborso del costo del lavoro del docente interno, nella misura minima di 20 ore e massima di 120 ore formative formali. Può altresì procedere alla copertura di eventuali costi di insegnamento extra aziendale nella misura massima del 50% delle ore formative complessive.

    Il contributo è erogato ai sensi del Regolamento (CE) 1998/2006.

  3. tirocini nord-sud per l’integrazione e lo sviluppo di sperimentazioni in materia di tirocini formativi inseriti in processi di mobilità geografica ai sensi dell’art. 9, co. 2 del D.M 142 del 25 marzo 1998, del D.M. 22 gennaio 2001 e del D.M. 18 marzo 2005.

1.D.2 Tutorato personalizzato

Qualora, in fase di colloquio orientativo, emerga la necessità di accompagnare la persona alla transizione verso il lavoro, viene attivata una azione di tutorato personalizzato. Il tutoraggio è rivolto a persone in particolare difficoltà, disoccupate da più di 3 mesi, tra cui anche le persone licenziate per sopravvenuta inidoneità, ma che non rientrano nelle categorie delle persone disabili e svantaggiate, per le quali sono previsti interventi specifici.

L’attività prevede l’accompagnamento all’inserimento o reinserimento lavorativo da parte di una figura di riferimento (tutor), che costituisca l’interfaccia fra la persona ed il suo contesto sociale. Il tutor accompagna la persona mediante colloqui individuali, di norma con cadenza settimanale o mensile, anche durante lo svolgimento di un tirocinio formativo e di orientamento o di un percorso formativo finalizzato alla qualificazione o riqualificazione professionale.

Destinatari

I servizi di orientamento professionale si rivolgono alle persone domiciliate in provincia di Trento con priorità ai disoccupati, disoccupati in mobilità o sospesi, compresi i lavoratori extracomunitari e disabili e ai lavoratori che desiderano migliorare la propria condizione professionale. Alle iniziative possono accedere tutti coloro che sono iscritti o hanno in corso la procedura di trasferimento di iscrizione presso un Centro per l’impiego operante in provincia di Trento.

Modalità di accesso

I servizi di orientamento professionale sono svolti dall’Agenzia del Lavoro tramite i propri Centri per l’impiego presenti sul territorio provinciale.

Le persone interessate accedono ai servizi presentandosi personalmente presso i Centri per l’impiego dell’Agenzia del lavoro. I servizi di cui ai punti 1.A.2 e 1.A.3 e 1.D.1 c) sono accessibili attraverso i canali ivi indicati. I servizi possono essere erogati previo appuntamento.

In considerazione dell’articolazione territoriale dei Centri per l’impiego e delle peculiarità dei diversi mercati locali del lavoro di riferimento, l’erogazione dei servizi può avere carattere modulare e prevedere forme di integrazione organizzativa fra più Centri.

L’Agenzia del Lavoro può realizzare le attività previste nell’ambito di questo intervento direttamente, mediante soggetti privati individuati tramite gara d’appalto o mediante convenzione con strutture pubbliche o private accreditate, ivi comprese strutture operanti nell’ambito del sistema educativo provinciale. Tali convenzioni, stipulate previo espletamento di procedure di confronto tra offerte, disciplinano le modalità di collaborazione con i soggetti affidatari sulla base di standard pre determinati.

Riferimenti normativi

Per i servizi di orientamento professionale: art. 2 Legge Provinciale 19/1983;

per i tirocini formativi e di orientamento: art. 4 bis Legge Provinciale 19/1983

2. INCONTRO DOMANDA-OFFERTA

Finalità

Al fine di ridurre i tempi di inserimento o ricollocazione dei disoccupati e di rendere il mercato del lavoro più fluido e trasparente, l’Agenzia del Lavoro promuove e realizza servizi allo scopo di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.

Contenuti

Il sostegno all’incontro tra domanda ed offerta di lavoro consiste nell’acquisizione e nella conseguente messa a disposizione di informazioni relative alle caratteristiche ed aspirazioni delle persone che cercano occupazione e delle posizioni di lavoro vacanti che i datori di lavoro rendono disponibili. La gestione dei dati è svolta con trattamenti di natura informatica e riguarda, per i lavoratori, informazioni relative al loro curricula e, per le imprese, informazioni generali identificative delle stesse nonché relative alle caratteristiche delle posizioni vacanti. Tali informazioni possono essere archiviate per un loro recupero a fini statistici o di riattivazione del servizio ed utilizzate per la realizzazione della Borsa continua nazionale del lavoro. Il sostegno all’incontro fra domanda ed offerta di lavoro può essere svolto con modalità diverse, per settori specifici o particolari categorie di lavoratori.

2.1 Diffusione delle opportunità occupazionali

Presso i Centri per l’impiego e presso eventuali ulteriori strutture, sono messe a disposizione le opportunità occupazionali espresse dai datori di lavoro che operano in ambito provinciale e in comuni confinanti col territorio provinciale. I dati relativi alle domande di lavoro sono inoltre diffusi tramite sistemi di informazione collettiva.

2.2 Preselezione

Il servizio preselettivo consiste nell’incrocio fra le posizioni domandate e le disponibilità offerte e nella conseguente definizione di rose di candidati che corrispondono ai requisiti indicati dal potenziale datore di lavoro. A quest’ultimo vengono inviate le informazioni sulle persone preselezionate allo scopo di consentire di individuare il lavoratore da assumere. Il servizio è erogato presso i Centri per l’impiego e presso eventuali soggetti accreditati. Esso è rivolto alle persone iscritte nell’elenco anagrafico provinciale dei lavoratori, che abbiano attivato e confermino nel tempo l’interesse ad usufruire del servizio. Il servizio è erogato nei confronti di datori di lavoro che intendano effettuare assunzioni con contratto di lavoro. Il servizio preselettivo agisce con priorità nei confronti dei disoccupati, tenendo conto anche del precedente numero di segnalazioni ai potenziali datori di lavoro. Il lavoratore è sospeso d’ufficio dal servizio, in caso di assunzione accertata dal Centro per l’impiego.

2.3 Servizi integrativi alla preselezione

L’Agenzia del Lavoro può realizzare servizi integrativi alla preselezione, finalizzati alla validazione delle competenze professionali dei candidati, per verificarle rispetto alle propensioni occupazionali espresse e per supportare il datore di lavoro potenziale nella fase di selezione. Tali servizi possono essere realizzati anche attraverso il finanziamento di appositi progetti, presentati da Enti bilaterali ed associazioni datoriali a livello provinciale, i quali, a loro volta, si possono avvalere di analoghi organismi presenti sul territorio nazionale.

2.4 Servizio di supporto guidato per i disabili all’incontro fra domanda ed offerta di lavoro

Al fine di agevolare l’inserimento lavorativo degli iscritti all’elenco dei disabili, l’Agenzia del Lavoro attua servizi allo scopo di favorire l’incontro tra la domanda dei datori di lavoro, obbligati e non obbligati all’assunzione di disabili e l’offerta di lavoro dei disabili che non necessitano di ulteriori supporti particolari, tenuto conto delle loro capacità lavorative, abilità ed inclinazioni.

Soggetti richiedenti e destinatari I servizi di incontro domanda offerta si rivolgono alle persone domiciliate in provincia di Trento con priorità ai disoccupati, disoccupati in mobilità o sospesi, compresi i lavoratori extracomunitari e disabili e ai lavoratori che desiderano migliorare la propria condizione professionale. Alle iniziative possono accedere tutti coloro che sono iscritti o hanno in corso la procedura di trasferimento di iscrizione presso un Centro per l’impiego operante in provincia di Trento I servizi si rivolgono altresì ai datori di lavoro operanti in provincia di Trento e, per i punti 2.1 e 2.3 ai soggetti ivi indicati.

Modalità di accesso

Le persone accedono ai servizi di incontro domanda offerta presentandosi personalmente, anche previo appuntamento, presso i Centri per l’impiego dell’Agenzia del Lavoro. I datori di lavoro accedono mediante presentazione od invio di segnalazione di posizioni vacanti. In considerazione dell’articolazione territoriale dei Centri per l’impiego e delle peculiarità dei diversi mercati locali del lavoro di riferimento, l’erogazione dei servizi può assumere carattere modulare e prevedere forme di integrazione organizzativa fra più Centri.

Riferimenti normativi

Decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

II) FORMAZIONE PER DISOCCUPATI, INOCCUPATI, SOSPESI, NONCHÉ PER I LAVORATORI OCCUPATI

DISPOSIZIONI GENERALI PER GLI INTERVENTI FORMATIVI

Soggetti attuatori

L’Agenzia del Lavoro, nel promuovere la propria offerta formativa, intende valorizzare un rapporto sinergico con gli altri operatori del sistema della formazione professionale provinciale, le Istituzioni scolastiche, i Centri di Formazione Professionale, i Centri per l’Educazione degli Adulti, gli Enti che programmano ed attuano azioni con il concorso dei Fondi paritetici interprofessionali, ecc. Per il raggiungimento delle finalità previste, gli interventi formativi sono realizzati anche in collaborazione con Istituti di ricerca, Università, il sistema di formazione pubblico e privato, le aziende o loro consorzi anche di altri paesi europei. L’Agenzia del Lavoro può promuovere sia iniziative a livello comunitario, attingendo anche ai fondi di finanziamento dell’Unione Europea, sia iniziative in collaborazione con altri Organismi regionali, nazionali e sovranazionali (quali ARGEALP, ALPE ADRIA, ecc.)

Le attività formative possono essere affidate in gestione a:

  • soggetti accreditati;
  • soggetti accreditati FSE;
  • organismi gestori appartenenti al sistema di istruzione e formazione provinciali, convenzionati con l’Agenzia del lavoro;
  • soggetti individuati dall’Agenzia del lavoro secondo modalità di affidamento conformi alla normativa nazionale e comunitaria in materia di appalti di servizi.

Destinatari

Sono ammessi alle attività formative ed ai benefici previsti: i disoccupati, i lavoratori occupati, ivi inclusi i lavoratori occupati prevalentemente (almeno per il 60% del tempo lavorativo) in una unità produttiva localizzata in provincia di Trento, anche se domiciliati e/o residenti al di fuori della provincia di Trento.

Gli enti pubblici, le società a totale o prevalente partecipazione pubblica e le loro società controllate, non possono ottenere finanziamenti alla formazione per i propri dipendenti.

I liberi professionisti ed i lavoratori autonomi con partita IVA non sono ammessi alle iniziative formative, se non a quelle di interesse generale (per es. sicurezza del lavoro, impatto ambientale etc.), non finanziabili ai sensi di altre leggi di settore ed in assenza di iniziative formative organizzate da parte degli ordini professionali competenti o delle loro associazioni di categoria.

Indennità di frequenza e quote di partecipazione

I soggetti che, alla data di inizio del corso, sono privi di qualsiasi forma di sostegno al reddito, a fronte della partecipazione a corsi di formazione percepiranno un’indennità di frequenza pari a:

  • € 140 per corsi da 40 ore
  • € 560 per corsi da 160 ore
  • € 1.120 per corsi da 320 ore
  • € 2.240 per corsi da 640 ore

Nel caso di iniziative formative di durata diversa rispetto alla tipologia sopra indicata, l’indennità forfettaria verrà definita dall’Agenzia in misura direttamente proporzionale rispetto agli importi sopra definiti.

L’indennità di frequenza sarà corrisposta solo se il partecipante raggiunge una quota di partecipazione minima del 90 (novanta) per cento delle ore.

Le modalità di liquidazione dell’importo verranno definite dall’Agenzia del lavoro secondo il criterio del pagamento in almeno due tranche per percorsi di durata superiore a 200 ore.

I soggetti che hanno diritto, alla data di inizio del corso, ad interventi di sostegno al reddito di qualsiasi tipologia, ad esclusione del reddito di garanzia e delle indennità di invalidità, non percepiscono l’indennità di frequenza.

L’indennità di frequenza non spetta alle seguenti categorie di persone:

  • lavoratori occupati;
  • corsisti inoccupati;
  • corsisti che non hanno avuto l’ultimo rapporto di lavoro presso un’unità produttiva con sede in provincia di Trento o con sede in province confinanti, a meno che non si tratti di soggetti residenti in provincia di Trento alla data di cessazione del rapporto;
  • partecipanti a corsi di durata inferiore alle 40 ore.

Il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia del Lavoro fissa le eventuali quote di partecipazione alle spese che, per i liberi professionisti, non possono essere inferiori al 50% del costo unitario (corso/allievo).

Di seguito si riporta l’elenco delle azioni a cofinanziamento FSE o europeo e quelle a finanziamento provinciale.

  1. Formazione per disoccupati e lavoratori a rischio di disoccupazione:

    da 3.1 a 3.6 prioritariamente a cofinanziamento FSE o comunque europeo;

    da 3.7 a 3.13 finanziamento provinciale.

  2. Formazione per occupati (dipendenti, lavoratori autonomi, parti sociali):

    da 4.1 a 4.2 prioritariamente a cofinanziamento FSE o comunque europeo;

    da 4.3 a 4.14 finanziamento provinciale.

3. FORMAZIONE PER DISOCCUPATI, INOCCUPATI E LAVORATORI A RISCHIO DI DISOCCUPAZIONE

Finalità

L’Agenzia del Lavoro programma, finanzia e attua iniziative formative per l’acquisizione, l’aggiornamento e la manutenzione delle competenze professionali dei lavoratori ad occupabilità ridotta o in corso di affievolimento, dei lavoratori sospesi ovvero dei disoccupati.

Le finalità degli interventi programmati sono:

  • aumentare l’occupabilità (ovvero l’attitudine ad acquisire e mantenere un’occupazione) delle persone coinvolte;
  • potenziare i processi di accumulazione del capitale umano e migliorarne i profili qualitativi;
  • migliorare le condizioni di coesione sociale dei cittadini nei contesti di partecipazione civile.

La consapevolezza è che, come ribadito nel Programma di Sviluppo Provinciale, “…la crisi porterà ad una maggiore selettività della domanda di lavoro e quindi all’aumento del numero di disoccupati con bassi livelli di qualificazione, vanno quindi reindirizzati e potenziati gli interventi a sostegno di questi lavoratori …”.

Azioni previste

Nell’ambito del presente intervento sono previste le seguenti azioni:

3.1. iniziative di formazione finalizzate alla riqualificazione, aggiornamento e specializzazione di brevissima durata;

3.2. interventi formativi per il potenziamento delle competenze chiave (key competence);

3.3. interventi formativi destinati alla sensibilizzazione, all’informazione e alla formazione di breve durata;

3.4. interventi di riqualificazione delle competenze per disoccupati, disoccupati di lunga durata e disoccupati ultracinquantenni;

3.5. interventi di mobilità transnazionale per lavoratori espulsi;

3.6. altri interventi di formazione a cofinanziamento europeo per disoccupati;

3.7. interventi formativi di inserimento individuale su domanda aziendale;

3.8. interventi formativi collettivi di inserimento su domanda aziendale;

3.9. interventi professionalizzanti su domanda datoriale, organizzati da soggetti formativi accreditati;

3.10. interventi formativi di qualificazione o riqualificazione attuati dall’Agenzia del Lavoro

3.11 interventi formativi per lavoratori a rischio di disoccupazione;

3.12. interventi formativi per lavoratori di settori produttivi connotati da stagionalità;

3.13 interventi formativi di inserimento individuale su domanda aziendale a favore di disabili e svantaggiati.

3.1 Iniziative di formazione finalizzate alla riqualificazione, aggiornamento e specializzazione di brevissima durata

Finalità

Aiutare i destinatari ad apprendere in contesti formali e promuovere lo sviluppo del sapere connesso a dinamiche di apprendimento per tutto l’arco della vita “lifelong learning”.

Obiettivo dei percorsi è quello di garantire che i partecipanti:

  • acquisiscano la consapevolezza che esistono delle opportunità formative importanti, che possono favorire anche il loro personale percorso di vita e di carriera (apprendere è ancora possibile);
  • acquisiscano la consapevolezza che la scarsa conoscenza degli strumenti informatici possa essere colmata e che questo è possibile concretamente ad iniziare da questo intervento;
  • acquisiscano gli strumenti per una comunicazione efficace e per una ricerca attiva del lavoro.

Contenuti

I corsi sono affidati in gestione a soggetti individuati secondo modalità conformi alla normativa nazionale e comunitaria in materia di appalti di servizi (gara d’appalto con procedura aperta).

I contenuti riguardano principalmente le seguenti aree tematiche:

  • elementi di competenze civiche e sociali;
  • introduzione alle tecniche digitali ed al mondo internet;
  • elementi base per una comunicazione efficace;
  • tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • metodi per una ricerca attiva del lavoro.

La durata prevista è fino a 40 ore.

Soggetti richiedenti/attuatori

Soggetti accreditati FSE.

Destinatari

Disoccupati, esclusi gli inoccupati, sospesi. Sono esclusi gli espulsi o sospesi dal settore agricolo.

Modalità di accesso

Accesso diretto ai percorsi formativi presso le sedi del soggetto attuatore.

Riferimenti normativi

Le azioni formative sono realizzate prevalentemente mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie del Fondo sociale europeo ai sensi della vigente normativa di settore:

Regolamento 1083 (CE) 2006

Regolamento 1080 (CE) 2006

Regolamento 1828 (CE) 2006

Programma Operativo provinciale obiettivo 2 – FSE – 2007 – 2013 adottato con Decisione della Commissione Europea n. 5770 di data 21 novembre 2007

Decreto del Presidente della Provincia n. 18-125/Leg. / 2008

3.2 Interventi formativi per il potenziamento delle competenze chiave (key competence)

Finalità

Il processo continuo di internazionalizzazione, la rapidità dei cambiamenti e il costante sviluppo di nuove tecnologie richiedono ai lavoratori di disporre di competenze generali e trasversali che consentono l’adattamento alle nuove situazioni. Le competenze generali e trasversali contribuiscono inoltre alla motivazione e alla soddisfazione sul lavoro e hanno quindi anche un effetto sulla qualità del lavoro. Sono necessarie nuove competenze per poter far fronte anche ad un nuovo mondo digitale; tutti devono quindi poter acquisire nuove capacità tecniche e soprattutto comprendere a fondo le opportunità, le sfide e le questioni etiche connesse alle nuove tecnologie.

È in questo contesto che già alla fine del 2006, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno adottato un quadro europeo relativo alle competenze chiave per l’apprendimento permanente.

Contenuti

I corsi sono affidati in gestione a soggetti accreditati FSE, sulla base di cataloghi di ampia offerta formativa predefiniti dall’Agenzia del Lavoro. L’inclusione delle singole proposte formative in tali cataloghi sarà disposta attraverso l’attivazione delle procedure di cui all’articolo 11 del Regolamento provinciale Fse (buoni formativi).

Le otto competenze che l’Europa, nel proprio Quadro di riferimento, definisce “chiave” per l’apprendimento permanente sono le seguenti:

  • comunicazione nella madrelingua;
  • comunicazione nelle lingue straniere;
  • competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;
  • competenza digitale;
  • imparare a imparare;
  • competenze sociali e civiche;
  • spirito di iniziativa e imprenditorialità;
  • consapevolezza ed espressione culturale.

Tali competenze sono rese acquisibili mediante interventi che affiancano alla formazione d’aula tradizionale anche tecniche di supporto di gruppo ed individualizzato (coaching).

I percorsi possono essere strutturati per ambiti ed approcci metodologici diversificati. Sono privilegiate le strutturazioni modulari e gli apprendimenti anche individualizzati.

La durata prevista è variabile dalle 40 alle 100 ore.

Soggetti richiedenti/attuatori

Soggetti accreditati FSE

Destinatari

Disoccupati, esclusi gli inoccupati, sospesi. Sono esclusi gli espulsi o sospesi dal settore agricolo.

Modalità di accesso

Rilascio di voucher formativo da parte dei Centri per l’impiego, previa richiesta del destinatario.

Riferimenti normativi

Le azioni formative sono realizzate prevalentemente mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie del Fondo sociale europeo ai sensi della vigente normativa di settore:

Regolamento 1083 (CE) 2006

Regolamento 1080 (CE) 2006

Regolamento 1828 (CE) 2006

Programma Operativo provinciale obiettivo 2 – FSE – 2007 – 2013 adottato con Decisione della Commissione Europea n. 5770 di data 21 novembre 2007

Decreto del Presidente della Provincia n. 18-125/Leg. / 2008

Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio europeo, del 18 dicembre 2006

3.3 Interventi formativi destinati alla sensibilizzazione, all’informazione e alla formazione di breve durata

Finalità

Rafforzare le competenze tecnico professionali specialistiche o generali richieste dall’evoluzione del mondo delle professioni (nuove figure professionali ovvero modificazione dei contenuti di professionalità di figure preesistenti, così come individuate dalle indagini periodiche Excelsior). Garantire la conservazione o l’implementazione dei profili di occupabilità delle persone espulse o a rischio di espulsione dalle imprese per obsolescenza delle competenze oppure per contrazione degli organici determinata da ristrutturazione o riconversione o crisi generale o di settore. Contestualmente, l’obiettivo è quello di migliorare anche la dotazione di capitale umano del sistema trentino per far fronte alle sfide dell’innovazione e della competitività.

Contenuti

I corsi sono affidati in gestione a soggetti accreditati FSE, sulla base di creazione di cataloghi di offerta formativa predefiniti dall’Agenzia. L’inclusione delle singole proposte formative in tali cataloghi sarà disposta attraverso l’attivazione delle procedure di cui all’articolo 6 del Regolamento provinciale Fse (avvisi pubblici). Il contenuto formativo dei percorsi è definito sulla base dell’analisi dei fabbisogni di professionalità richiesti da una moderna società della conoscenza. Oltre ai contenuti funzionali all’acquisizione di competenze specifiche oggetto di intervento, sono previsti contenuti obbligatori, pur con intensità dei percorsi pertinenti variabile a seconda delle caratteristiche dei gruppi in formazione, quali ad esempio:

  • tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • metodologie e tecniche per una efficace ricerca attiva del lavoro;
  • diritto del lavoro e della previdenza sociale.

Una particolare attenzione è dedicata a sviluppare metodologie, tecniche e sensibilità idonee a favorire processi di apprendimento permanente (imparare ad imparare).

A periodi di formazione in aula e laboratorio potranno essere affiancate fasi di esercitazione, anche in contesto produttivo.

Le durate dei percorsi sono variabili in ragione degli obiettivi formativi adottati (durata variabile dalle 100 alle 200 ore).

Soggetti richiedenti/attuatori

Soggetti accreditati FSE

Destinatari

Disoccupati, esclusi gli inoccupati, sospesi. Sono esclusi i disoccupati o sospesi provenienti dal settore agricolo.

Modalità di accesso

I destinatari effettuano richiesta di adesione tramite il Centro per l’impiego.

Riferimenti normativi

Le azioni formative sono realizzate prevalentemente mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie del Fondo sociale europeo ai sensi della vigente normativa di settore:

Regolamento 1083 (CE) 2006

Regolamento 1080 (CE) 2006

Regolamento 1828 (CE) 2006

Programma Operativo provinciale obiettivo 2 – FSE – 2007 – 2013 adottato con Decisione della Commissione Europea n. 5770 di data 21 novembre 2007

Decreto del Presidente della Provincia n. 18-125/Leg. / 2008

3.4 Interventi di riqualificazione delle competenze per disoccupati

Finalità

Sostenere la ricerca attiva di un nuovo impiego quando gli ordinari strumenti di facilitazione dell’incontro domanda-offerta e di orientamento professionale non bastano. Fornire le competenze e le abilità tecnico-professionali richieste dal mercato del lavoro e delle professioni, al fine di riqualificarsi. La riqualificazione concorre ad un virtuoso processo di accumulazione e di miglioramento del capitale umano di cui il sistema trentino può disporre.

Contenuti

I corsi sono affidati in gestione a soggetti accreditati FSE, sulla base di cataloghi di ampia offerta formativa predefiniti dall’Agenzia. L’inclusione delle singole proposte formative in tali cataloghi sarà disposta attraverso l’attivazione delle procedure di cui all’articolo 6 del Regolamento provinciale Fse (avvisi pubblici).

Si privilegiano percorsi personalizzabili in ragione delle attitudini e delle aspirazioni espresse dai singoli.

I gruppi di competenze e le professionalità fornite sono definite periodicamente, in ragione delle richieste verificate emergenti dal sistema delle imprese, a seguito di attente analisi della domanda di lavoro e di professionalità (es. attraverso esiti indagini Excelsior).

Una particolare attenzione è dedicata allo sviluppo di metodologie, tecniche e sensibilità idonee a favorire processi di apprendimento permanente (imparare ad imparare).

A periodi di formazione in aula e laboratorio sono affiancate fasi di esercitazione anche in contesto produttivo, stage e risocializzazione professionale. Le durate dei percorsi sono variabili in ragione degli obiettivi formativi adottati (durata variabile dalle 200 alle 600 ore).

Soggetti richiedenti/attuatori

Soggetti accreditati FSE.

Destinatari

Disoccupati in mobilità, disoccupati da più di sei mesi e disoccupati ultracinquantenni. Sono esclusi gli inoccupati; sono esclusi altresì i disoccupati provenienti dal settore agricolo.

Modalità di accesso

I destinatari effettuano richiesta di adesione tramite il Centro per l’impiego.

Riferimenti normativi

Le azioni formative sono realizzate prevalentemente mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie del Fondo sociale europeo ai sensi della vigente normativa di settore:

Regolamento 1083 (CE) 2006

Regolamento 1080 (CE) 2006

Regolamento 1828 (CE) 2006

Regolamento 800 (CE) 2008

Programma Operativo provinciale obiettivo 2 – FSE – 2007 – 2013 adottato con Decisione della Commissione Europea n. 5770 di data 21 novembre 2007

Decreto del Presidente della Provincia n. 18-125/Leg. /2008

3.5 Interventi di mobilità transnazionale per disoccupati in mobilità

Finalità

L’intervento viene definito con l’acronimo “MoMo” – Mobilità per disoccupati in Mobilità. La finalità è quella di ridare ai disoccupati in mobilità consapevolezza e forza di attivarsi in termini positivi e propositivi per la riappropriazione di un proprio ruolo professionale e sociale.

Si tratta di lavoratori perlopiù appartenenti alle fasce centrali di età, che hanno già maturato una apprezzabile esperienza in ambito professionale, mediamente scolarizzate, con buoni profili esperienziali ma che non hanno alcuna concreta possibilità di essere riassorbiti dall’impresa dalla quale sono stati espulsi.

Il percorso è finalizzato ad implementare le abilità, le capacità e le dimensioni cognitive acquisibili mediante percorsi di mobilità transnazionale.

Gli obiettivi di tali percorsi sono i seguenti:

  • rafforzare il curricolo dei partecipanti in termini di conoscenza di una lingua straniera applicabile in contesti lavorativi aperti all’internazionalizzazione;
  • rafforzare le competenze tecnico professionali, grazie alle opportunità di apprendimento in un tirocinio in azienda estera;
  • potenziare le capacità comunicative, relazionali e sociali;
  • implementare le capacità di affrontare situazioni e contesti culturali e sociali diversi;
  • accrescere l’autostima;
  • sviluppare l’adattabilità, la creatività, le abilità di innovazione, nonché la motivazione;
  • stimolare a proseguire nei processi di apprendimento;
  • fornire una certificazione ed un portfolio di competenze di valenza europea.

Contenuti

I corsi sono gestiti direttamente dell’Agenzia del Lavoro, anche avvalendosi di supporti qualificati individuati mediante l’esperimento di confronto concorrenziale ai sensi della L.P. 23/1990.

Percorso basato sul “modello dell’alternanza” tra momenti formativi d’aula e momenti di tirocinio o di stage on the job in contesti produttivo-organizzativi specifici e pertinenti. Il percorso, che prevede di adottare strumenti di tutoraggio e di mentoring a distanza (con modalità in video-conferenza su piattaforme dedicate), si concentrerà in particolare su:

  • competenze linguistiche;
  • strumenti di comparazione e di proiezione del proprio vissuto professionale in contesti più ampi e di carattere internazionale;
  • uso delle nuove tecnologie della società della conoscenza e dell’informazione;
  • competenze tecnico-professionali e trasversali (es diagnostiche, relazionali, di comunicazione, di azione in gruppo, di fronteggiamento, di pianificazione, di problem solving e problem setting, di auto-orientamento);
  • metacompetenze (di consapevolezza, di autovalutazione, affettive e motivazionali);
  • competenze connesse all’utilizzo di strumenti hardware e software necessari per l’automazione dei processi produttivi e gestionali.

Soggetti richiedenti/attuatori

La scelta dei partner ospitanti all’estero avviene tenendo conto:

  • dei paesi europei con i quali tradizionalmente maggiori sono gli scambi ed i rapporti economici da parte del tessuto produttivo provinciale: tra questi troviamo presenti ormai da diversi anni l’area tedesca e l’area anglofona;
  • dei prerequisiti di competenze linguistiche in possesso del destinatari;
  • del grado di affidabilità nel saper “accogliere” ed “accompagnare” un gruppo di beneficiari con esigenze, specificità e peculiarità ben precise.

Destinatari

Disoccupati in mobilità.

Riferimenti normativi

Programma d’Azione Comunitario “Lifelong Learning” – Leonardo da Vinci Mobility

Decisione n. 1720/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006

3.6 Altri Interventi di formazione a cofinanziamento europeo per disoccupati

Finalità

L’Unione Europea, anche in vista del perseguimento dei propri obiettivi definiti nella strategia EUROPA 2020, promuove e finanzia programmi di intervento destinati, fra l’altro, anche ad un intervento esemplare in ambito formativo. Le finalità specifiche di ciascun programma sono definite di volta in volta dalle Istituzioni europee.

Contenuti

I corsi sono gestiti direttamente dall’Agenzia del Lavoro, anche avvalendosi di supporti qualificati individuati mediante l’esperimento di confronto concorrenziale ai sensi della L.P. 23/1990.

I contenuti risultano variabili in ragione delle finalità delle progettazioni promosse.

Soggetti richiedenti/attuatori

L’Agenzia del Lavoro partecipa alla “chiamata a progettazione” qualora le risorse finanziarie e progettuali attivabili concorrano alle proprie finalità istituzionali.

Destinatari

Disoccupati.

Riferimenti normativi

Disposizioni normative che regolano, nei diversi possibili contesti di riferimento, l’attivazione di azioni quali quelle a cui gli interventi in esame si riferiscono.

3.7 Interventi formativi individuali di inserimento su domanda aziendale

Finalità

Preparazione professionale per l’inserimento occupazionale di nuovi dipendenti o dei dipendenti neo assunti.

Contenuti

Finanziamento di progetti formativi individualizzati realizzati direttamente dai datori di lavoro. Sono finanziati i costi della sola docenza interna ed esterna, fino ad un massimo di € 3.000 per ciascun lavoratore. Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono definite nei limiti imposti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006). Non è finanziabile il costo del lavoro dei destinatari.

I progetti formativi devono essere realizzati in un tempo massimo di 3 mesi e prevedere una formazione formale di almeno 80 ore.

Il finanziamento è erogato dopo l’assunzione del destinatario con rapporto di lavoro a tempo indeterminato oppure a tempo determinato per almeno 8 mesi se a tempo pieno e per almeno 12 mesi se part-time (minimo 20 ore settimanali); nel caso di progetti formativi pre assunzione l’assunzione deve avvenire entro 30 giorni dalla conclusione del percorso.

Qualora il percorso formativo si interrompa prima della sua naturale scadenza per comportamento o fatto ascrivibile al lavoratore, ovvero per cause non riconducibili a volontà del datore di lavoro relativamente al percorso stesso e di origine e natura esterna all'impresa, sono rimborsati al datore di lavoro - salva l'effettuazione comunque di almeno un terzo delle ore stabilite - i costi per docenza, maturati sino alla data di interruzione.

Non sono finanziabili:

  • i percorsi per lavoratori inquadrati o da inquadrare in profili professionali di bassa qualificazione, intendendosi per tali i profili per i quali non è ammessa l’assunzione come apprendista;
  • i percorsi precedenti le assunzioni con contratto di apprendistato, in riferimento ai quali è previsto specifico intervento formativo;
  • i percorsi precedenti le assunzioni con contratto di inserimento lavorativo per persone di età compresa tra 16 e 49 anni compiuti.

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro, anche tramite associazioni di categoria, enti bilaterali, soggetti accreditati.

Destinatari

Disoccupati e lavoratori assunti da non oltre 6 mesi. I destinatari sono individuati dal richiedente.

Modalità di accesso

Presentazione di un progetto formativo, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative.

L’avvio del percorso formativo può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Riferimenti normativi

Decreto Ministeriale 25 marzo 1998, n. 142

L.P. 16 giugno 1983, n° 19

3.8 Interventi formativi collettivi di inserimento su domanda aziendale

Finalità

Preparazione professionale per l’inserimento occupazionale di nuovi dipendenti o dei dipendenti neo assunti.

Contenuti

Finanziamento di progetti formativi collettivi realizzati dai datori di lavoro, anche tramite enti bilaterali, associazioni di categoria, soggetti formativi accreditati.

Sono finanziati i costi della sola docenza interna ed esterna, fino ad un massimo di € 3.000 per ciascun lavoratore.

Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono definite nei limiti imposti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006). Non è finanziabile il costo del lavoro dei destinatari.

Il progetto formativo deve riguardare almeno 3 partecipanti e durare da un minimo di 80 ore di formazione formale ad un massimo di 480 ore complessive tra formazione formale e non formale. Il percorso formativo deve essere realizzato in un tempo massimo di 6 mesi.

Il finanziamento è erogato dopo l’assunzione del destinatario con rapporto di lavoro a tempo indeterminato oppure a tempo determinato per almeno 8 mesi se a tempo pieno e per almeno 12 mesi se part-time (minimo 20 ore settimanali); nel caso di progetti formativi pre assunzione l’assunzione deve avvenire entro 30 giorni dalla conclusione del percorso.

Qualora il percorso formativo si interrompa prima della sua naturale scadenza per comportamento o fatto ascrivibile al lavoratore, ovvero per cause non riconducibili a volontà del datore di lavoro relativamente al percorso stesso e di origine e natura esterna dell'impresa, sono rimborsati al datore di lavoro - salva l'effettuazione comunque di almeno un terzo delle ore stabilite - i costi per docenza, maturati sino alla data di interruzione.

Non sono finanziabili:

  • i percorsi per lavoratori inquadrati o da inquadrare in profili professionali di bassa qualificazione, intendendosi per tali i profili per i quali non è ammessa l’assunzione come apprendista;
  • i percorsi precedenti alle assunzioni con contratto di apprendistato, in riferimento ai quali è previsto specifico intervento formativo;
  • i percorsi precedenti alle assunzioni con contratto di inserimento lavorativo per persone di età compresa tra 16 e 49 anni compiuti.

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro, anche tramite associazioni di categoria, enti bilaterali, soggetti accreditati specificatamente delegati.

Destinatari

Disoccupati e lavoratori assunti da non oltre 6 mesi. I destinatari sono individuati dal richiedente.

Modalità di accesso

Presentazione di un progetto formativo, preventivamente inviato a fini informativi alle Organizzazioni sindacali provinciali maggiormente rappresentative, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative. L’avvio del percorso formativo può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Riferimenti normativi

Decreto Ministeriale 25 marzo 1998, n. 142

L.P. 16 giugno 1983, n. 19

3.9 Interventi professionalizzanti su richiesta datoriale, organizzati da soggetti formativi accreditati

Finalità

Attivazione di percorsi formativi per l’apprendimento di competenze specialistiche, al fine di soddisfare una richiesta specifica da parte dei datori di lavoro.

Contenuti

Finanziamento di progetti formativi finalizzati all’apprendimento di competenze specialistiche necessarie per procedere all’assunzione di dipendenti.

Il progetto formativo deve coinvolgere almeno 8 persone, durare da un minimo di 2 ad unmassimo di 6 mesi, con almeno 160 ore di formazione formale.

Possono essere previsti momenti di completamento della formazione anche presso il datore di lavoro richiedente.

Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono definite nei limiti imposti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006). Non è finanziabile il costo del lavoro dei destinatari.

Nell’ambito della normativa europea sono ammessi: i costi relativi a docenza, codocenza, tutoraggio, materiali didattici, eventuale affitto aule e/o laboratori, analisi dei bisogni/progettazione formativa/ elaborazione materiali didattici, gestione del corso, dotazione individuale per la sicurezza e, per trasferte fuori provincia, spese di viaggio, vitto e alloggio dei corsisti.

I datori di lavoro devono procedere all’assunzione di almeno i due terzi dei destinatari che hanno terminato il percorso con esito positivo entro 60 giorni dalla conclusione dello stesso; in caso contrario, il finanziamento viene proporzionalmente ridotto. Salva espressa deroga da parte dell’Agenzia del Lavoro, l’assunzione deve essere a tempo indeterminato oppure a tempo determinato per almeno 8 mesi in caso di tempo pieno e per almeno 12 mesi in caso di tempo parziale (per almeno 20 ore settimanali).

Non sono finanziabili:

  • i percorsi per lavoratori inquadrati o da inquadrare in profili professionali di bassa qualificazione, intendendosi per tali i profili per i quali non è ammessa l’assunzione come apprendista;
  • i percorsi precedenti alle assunzioni con contratto di apprendistato, in riferimento ai quali è previsto specifico intervento formativo;
  • i percorsi precedenti alle assunzioni con contratto di inserimento lavorativo per persone di età compresa tra 16 e 49 anni compiuti;
  • i percorsi formativi di contenuto e struttura analoga a quelli attuati dall’Agenzia del Lavoro.

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro, anche tramite, soggetti formativi accreditati.

Destinatari

Disoccupati o disoccupati in mobilità in possesso di un titolo di studio (almeno qualifica professionale), identificati dai datori di lavoro.

Modalità di accesso

Presentazione di un progetto formativo, preventivamente inviato a fini informativi alle Organizzazioni sindacali provinciali maggiormente rappresentative, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative. L’avvio del percorso formativo può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Riferimenti normativi

Decreto Ministeriale 25 marzo 1998, n. 142

L.P. 16 giugno 1983, n. 19

3.10 Interventi formativi collettivi di qualificazione o riqualificazione attuati dall’Agenzia del Lavoro

Finalità

Migliorare le opportunità occupazionali delle persone disoccupate mediante l’attivazione di percorsi formativi a carattere prevalentemente professionalizzante, anche su segnalazione delle parti sociali o degli enti bilaterali.

Contenuti

I corsi, attuati direttamente dall’Agenzia del Lavoro, sono a contenuto prevalentemente professionalizzante, cioè volti a formare specifiche figure professionali ricercate dal mercato del lavoro. I corsi si compongono solitamente di una parte d’aula/laboratorio e di un tirocinio in aziende private. I servizi formativi possono essere integrati da misure di sostegno alla collocabilità, anche in fase successiva, per coloro che permangono in situazione di difficoltà occupazionale.

Le persone alla ricerca di lavoro che necessitano di una integrazione parziale delle proprie competenze professionali possono essere ammesse ai moduli offerti per l’apprendistato professionalizzante.

L’Agenzia del Lavoro può organizzare e finanziare, in via sperimentale, anche attività di recupero culturale e professionale correlate all’acquisizione di eventuali titoli di studio in raccordo con il Dipartimento competente in materia di istruzione.

Soggetti richiedenti/attuatori

Richiedenti: disoccupati.

Attuatori: i corsi sono attuati direttamente dall’Agenzia del Lavoro.

Destinatari

Disoccupati o disoccupati in mobilità.

Modalità di accesso.

I destinatari effettuano richiesta di adesione tramite il Centro per l’impiego.

Riferimenti normativi

Decreto Ministeriale 25 marzo 1998, n. 142, L.P. n. 5/2006

L.P. 16 giugno 1983, n. 19

3.11 Interventi formativi per lavoratori a rischio di disoccupazione

Finalità

Specializzazione o riqualificazione professionale dei lavoratori a rischio di disoccupazione, anche a seguito di piani di riorganizzazione e rilancio dell’attività produttiva o di preparazione all’out-placement esterno.

Contenuti

Finanziamento di progetti formativi per gruppi di almeno 3 lavoratori, a seguito dell’analisi:

  • dei bisogni di professionalità del mercato del lavoro locale per le attività di out-placement, anche a seguito di accordi di pre-mobilità;
  • dei nuovi contenuti di riqualificazione professionale richiesti dalla riorganizzazione aziendale per modifiche di processo o di prodotto.

La durata non può essere inferiore alle 6 settimane, con almeno 120 ore di formazione formale, e non può essere superiore ai 6 mesi complessivi.

Possono essere previsti momenti formativi anche extraziendali in collaborazione sia con gli enti bilaterali, sia con il sistema formativo pubblico e privato, sia con altri datori di lavoro interessati al completamento degli apprendimenti professionali; qualora i progetti formativi includano attività produttiva all’interno dell’impresa di appartenenza, l’inserimento del lavoratore nelle attività del progetto può avvenire sulla base di uno specifico accordo, stipulato in sede di Ministero del lavoro e della politiche sociali, dalle medesime parti sociali che sottoscrivono l’accordo relativo agli ammortizzatori.

Considerata la necessità di riqualificazione sottesa all’intervento, non sono finanziabili percorsi per profili professionali di bassa qualificazione

Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono definite nei limiti imposti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006).

Nell’ambito della normativa europea sono ammessi:i costi relativi alla docenza, codocenza, tutoraggio, materiali didattici, eventuale affitto aule e/o laboratori, analisi dei bisogni/progettazione formativa/ elaborazione materiali didattici, gestione del corso e, per trasferte fuori provincia, spese di viaggio, vitto e alloggio dei corsisti

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro aventi lavoratori in CIGS o in CIG in deroga o coinvolti in contratti di solidarietà o in accordi di pre-mobilità.

Destinatari

Lavoratori sospesi o coinvolti in accordi di pre-mobilità.

Modalità di accesso

Presentazione di un progetto formativo, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative.

L’avvio del percorso formativo può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Nel caso di datori di lavoro con lavoratori in CIGS o che abbiano stipulato accordi di solidarietà o di pre-mobilità, la domanda può essere presentata solo previo accordo con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Nel caso di datori di lavoro con lavoratori in CIG in deroga, la domanda può essere presentata solo previa comunicazione alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Riferimenti normativi

L.P. 16 giugno 1983, n.19

3.12 Interventi formativi per lavoratori di settori produttivi connotati da stagionalità

Finalità

Incrementare le competenze professionali dei lavoratori stagionali e sviluppare politiche di stabilizzazione della forza lavoro del settore.

Contenuti

Attivazione di iniziative formative di qualificazione e riqualificazione, anche in accordo con gli enti bilaterali. Sono ricercate intese con gli enti bilaterali del settore interessato per sostenere la programmazione ed i contenuti dell’offerta formativa, la partecipazione ai costi formativi e alle eventuali misure di sostegno ai percorsi formativi.

In tale ambito possono essere sviluppate attività sperimentali in raccordo con il Dipartimento competente in materia di istruzione:

  • di riconoscimento di crediti formativi anche al fine di poter procedere, per sommatoria di competenze acquisite sul lavoro e la frequenza dei moduli, all’eventuale riconoscimento di titoli di studio professionali dopo aver acquisito anche le relative competenze culturali;
  • di offerte formative in preparazione al lavoro stagionale.

I progetti formativi possono comprendere eventuali iniziative di integrazione delle competenze culturali al fine di acquisire il relativo titolo professionale.

Soggetti richiedenti/attuatori

Richiedenti: enti bilaterali; lavoratori stagionali disoccupati precedentemente occupati nel settore; disoccupati provenienti da altri settori segnalati dai Centri per l’impiego.

Attuatori: i corsi sono attuati direttamente dall’Agenzia del Lavoro.

Destinatari

Lavoratori stagionali disoccupati, precedentemente occupati nel settore; disoccupati provenienti da altri settori segnalati dai Centri per l’impiego.

Modalità di accesso

Su domanda dei destinatari all’ente bilaterale di riferimento o su segnalazione dei Centri per l’impiego.

Riferimenti normativi

L.P. 16 giugno 1983, n. 19

3.13 Interventi formativi di inserimento individuale su domanda aziendale a favore di disabili e svantaggiati

Finalità

Preparazione professionale per facilitare e migliorare l’ inserimento occupazionale nonché per prevenire un eventuale ritorno in stato di disoccupazione di persone disabili o svantaggiate.

Contenuti

Finanziamento di progetti formativi individualizzati realizzati direttamente dai datori di lavoro, in pre rapporto di lavoro o in costanza di rapporto di lavoro. Sono finanziati i costi della sola docenza interna ed esterna, fino ad un massimo di € 5.000 per ciascun lavoratore.

Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono definite nei limiti imposti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006).

Non è finanziabile il costo del lavoro dei destinatari.

I progetti formativi devono essere realizzati in un tempo massimo di 6 mesi e prevedere una formazione formale di almeno 80 ore.

Qualora il percorso formativo si interrompa prima della sua naturale scadenza per comportamento o fatto ascrivibile al lavoratore, ovvero per cause non riconducibili a volontà del datore di lavoro relativamente al percorso stesso e di origine e natura esterna all'impresa, sono rimborsati al datore di lavoro - salva l'effettuazione comunque di almeno un terzo delle ore stabilite - i costi per docenza, maturati sino alla data di interruzione.

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro, soggetti e non soggetti agli obblighi della legge 68/99.

Destinatari

Disabili iscritti al relativo elenco oppure obbligatoriamente assunti secondo le norme che disciplinano il collocamento mirato e soggetti svantaggiati in stato di disoccupazione.

Modalità di accesso

Presentazione di un progetto formativo, condiviso con l’operatore di riferimento per il collocamento mirato, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative. L’avvio del percorso formativo può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Riferimenti normativi

L.P. 16 giugno 1983, n° 19

  1. 12 marzo 1999, n. 68

Regolamento 1998 (CE) 2006

Regolamento 800 (CE) 2008

4. FORMAZIONE PER LAVORATORI OCCUPATI

Premessa

Le risorse umane e la loro qualità in termini di competenze, conoscenze ed abilità (il capitale umano di cui sono portatrici) costituiscono il più importante fattore produttivo del sistema delle imprese trentine. Per migliorare le performance di tale sistema in termini di produttività, qualità di prodotto e di processo e, quindi, in termini competitivi, risulta indispensabile che il valore di tali risorse sia continuamente incrementato mediante specifici investimenti. In tal senso, gli obiettivi europei, nazionali e provinciali sono già da lungo tempo pienamente convergenti. Anche in provincia di Trento è ormai consolidato sia un “terziario della formazione continua” sia l’attitudine delle imprese più dimensionate e degli Enti/Consorzi espressione delle Associazioni di categoria a rendersi interlocutori affidabili dell’Agenzia del Lavoro per realizzare programmi di aggiornamento/riqualificazione dei lavoratori a fronte di una dimensione di sviluppo dei processi di innovazione dalla spiccata dinamica evolutiva. I processi di accumulazione del capitale umano risultano poi particolarmente utili in fasi di recessione economica, consentendo di sostituire fasi di sospensione/espulsione con fasi di formazione, da realizzare soprattutto in chiave di anticipazione di quelli che saranno i bisogni dei contesti produttivi una volta che il ciclo dovesse invertire, come si auspica, il proprio segno. Le operazioni di formazione continua possono poi essere programmate ed attuate valorizzando una stretta e sinergica interazione con gli investimenti resi possibili dai fondi paritetici interprofessionali.

Interventi previsti

Nell’ambito della presente area sono previste le seguenti azioni:

4.1. interventi di formazione continua promossi dalle imprese o da consorzi di imprese, loro associazioni o enti bilaterali;

4.2. interventi di formazione continua a fronte di fabbisogni generali di settore o di comparto economico;

4.3. interventi formativi individuali extra aziendali di aggiornamento;

4.4. premi di specializzazione ed aggiornamento;

4.5. interventi formativi collettivi di aggiornamento per dipendenti, artigiani e piccoli imprenditori;

4.6. interventi formativi per il miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori sul lavoro;

4.7. interventi formativi per l’apprendistato in diritto-dovere;

4.8. interventi formativi per l’apprendistato professionalizzante (per apprendisti assunti prima del 25 aprile 2012);

4.8 bis Interventi formativi per l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (per apprendisti assunti dal 25 aprile 2012)

4.9. interventi formativi per l’ apprendistato di cui alla Legge 196/97;

4.10. Azioni formative in apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione;;

4.11. interventi formativi personalizzati in apprendistato;

4.12. interventi formativi per tutori aziendali dell’apprendista;

4.13. interventi formativi per maestri artigiani;

4.14. interventi formativi per contratto d’inserimento.

Priorità di accesso agli interventi di formazione continua aziendale

Le domande di formazione continua aziendale devono essere indirizzate prioritariamente a valere sugli interventi sostenuti dai finanziamenti del FSE.

Le domande di formazione continua aziendale possono essere presentate a valere sugli interventi ad esclusivo finanziamento provinciale qualora motivatamente non accedano ai finanziamenti dei fondi medesimi e sussistano una o più delle condizioni sottoelencate.

La sussistenza della/e condizione/i deve essere motivata:

  • vi sia la necessità di un sostegno all’analisi dei bisogni, alla predisposizione del progetto ed alla sua organizzazione;
  • la particolare natura delle regole del FSE non consenta il finanziamento di bisogni formativi aziendali o di un gruppo di aziende o di un territorio.
4.1 Interventi di formazione continua promossi dalle imprese o da consorzi di imprese, loro associazioni o enti bilaterali

Finalità

Introdurre nelle imprese innovazioni di processo e di prodotto, essenziali per mantenere profili di adeguata competitività. Migliorare la produttività dei fattori, in primo piano, del lavoro.

Investire sul fattore lavoro per produrre valore aggiunto anche a livello di comunicazione, consapevolezza ed esercizio della cittadinanza.

Contenuti

Gli interventi di formazione continua possono riguardare una pluralità e generalità di contenuti, purché si dimostrino necessari per accompagnare i processi di sviluppo dei contesti produttivi e gestionali. Viene data priorità ai percorsi destinati a fornire competenze generali (ovvero potenzialmente spendibili in una pluralità di contesti produttivi anche di imprese diverse) in luogo di competenze specifiche (ovvero spendibili solo con riferimento all’impresa di attuale occupazione).

I bisogni si qualificano comunque come tipici dell’impresa o dei gruppi di imprese richiedenti, con riferimento a processi di riorganizzazione/riconversione ovvero riqualificazione idonei a caratterizzare il percorso formativo come peculiare rispetto alla realtà interessata. Oltre ai contenuti espressamente richiesti dai bisogni d’impresa o di settore o dal mondo del lavoro in generale, i percorsi devono obbligatoriamente prevedere la trattazione dei seguenti temi, pur con intensità variabile a seconda delle caratteristiche dei gruppi in formazione:

  • diritto del lavoro, previdenza sociale e sicurezza sul lavoro;
  • competenze digitali generali ed applicate.

Una particolare attenzione è dedicata all’appropriazione, da parte dei partecipanti, di metodologie, tecniche e sensibilità idonee a favorire i processi di apprendimento permanente (imparare ad imparare). A periodi di formazione in aula e laboratorio possono essere affiancate fasi di esercitazione anche in contesto produttivo. Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono quelle stabilite dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006). Il costo del lavoro dei dipendenti in formazione non è finanziabile, ad esclusione dei progetti presentati da imprese che hanno definito con le rappresentanze sindacali aziendali o con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello territoriale, un piano di risanamento, di ristrutturazione, di riorganizzazione o di riconversione, nell’ambito del quale risulti essenziale il ruolo dell’intervento formativo proposto e limitatamente ai lavoratori non beneficiari di sostegni al reddito.

Soggetti richiedenti/attuatori

Imprese, associazioni o consorzi di imprese, con riferimento alle necessità di intervento proprie o a favore delle singole imprese. Enti bilaterali o associazioni di categoria, con riferimento alle necessità di formazione dei lavoratori, titolari, soci o collaboratori delle imprese operanti nel settore. E’ attribuita priorità al finanziamento di progettazioni presentate da imprese che hanno presentato un piano risanamento, di ristrutturazione, di riorganizzazione o di riconversione di cui al precedente punto “contenuti”.

Destinatari

Lavoratori dipendenti, titolari, soci o collaboratori (anche a progetto), delle imprese richiedenti o delle imprese associate, purché i destinatari prestino la loro opera all’interno dell’impresa o delle imprese associate richiedenti; lavoratori dipendenti, titolari, soci o collaboratori delle imprese operanti nel settore dell’ente bilaterale richiedente o dell’associazione. I destinatari vengono individuati direttamente dal soggetto richiedente.

Modalità di accesso

Le proposte progettuali presentate all’Agenzia del Lavoro devono essere precedute da accordo sindacale. Esse sono formulate dai soggetti richiedenti sulla base di appositi inviti a presentare mediante procedure di bando aperto. In sede di valutazione preliminare al finanziamento, la rilevanza dei contenuti formativi proposti rispetto alle necessità del soggetto richiedente, è valutata in maniera comparata dal nucleo di valutazione tecnico FSE.

Riferimenti normativi

Le azioni formative saranno realizzate prevalentemente mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie del Fondo sociale europeo ai sensi della vigente normativa di settore:

Regolamento 1083 (CE) 2006

Regolamento 1080 (CE) 2006

Regolamento 1828 (CE) 2006

Programma Operativo provinciale obiettivo 2 – FSE – 2007 – 2013 (adottato con Decisione della Commissione Europea n. 5770 di data 21 novembre 2007 Asse 1 – Adattabilità, Obiettivo Specifico A: Sviluppare sistemi di formazione continua e sostenere l’adattabilità dei lavoratori

Regolamento 800 (CE) del 2008

Regolamento 1998 (CE) del 2006, sugli aiuti di importanza minore (de minimis)

Decreto del Presidente della Provincia n. 18-125/Leg. /2008

4.2 Interventi di formazione continua aziendale a fronte di fabbisogni generali di settore o di comparto economico

Finalità

Sostenere percorsi formativi per i lavoratori di piccole, piccolissime o micro imprese che non possono essere considerate anche quali agenzie formative per i loro dipendenti. Non dispongono infatti delle competenze gestionali, didattiche e di coordinamento necessarie ed il dotarsi di queste risulterebbe assolutamente antieconomico. Inoltre non hanno nemmeno un numero di dipendenti che giustifichi un’azione formativa ad hoc che risulti economicamente sostenibile. In quest’ottica si possono individuare, per diverse imprese, fabbisogni formativi analoghi, ove non del tutto equivalenti, sia di natura trasversale che di natura tecnico professionale. Il presente intervento è riconducibile agli interventi di formazione continua aziendale in quanto destinato alla formazione volta a soddisfare bisogni di impresa e di cui risultano beneficiari, in ultima istanza, le singole imprese.

Contenuti

Affidamento in gestione a soggetti accreditati FSE di azioni di formazione continua volte a fornire competenze riferite a fabbisogni condivisi da più imprese. I percorsi devono obbligatoriamente prevedere, oltre ai contenuti espressamente richiesti dai bisogni d’impresa o di settore, la trattazione dei seguenti temi, pur con intensità dei percorsi pertinenti variabile a seconda delle caratteristiche dei gruppi in formazione:

  • diritto del lavoro, previdenza sociale e sicurezza sul lavoro;
  • competenze digitali generali ed applicate.

Una particolare attenzione è dedicata all’appropriazione, da parte dei partecipanti, di metodologie, tecniche e sensibilità idonee a favorire processi di apprendimento permanente (imparare ad imparare) nonché di autoimprenditorialità.

A periodi di formazione in aula e laboratorio possono essere affiancate fasi di esercitazione, anche in contesto produttivo.

Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono quelle stabilite dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006.

Il costo del lavoro dei dipendenti in formazione non è finanziabile.

Soggetti richiedenti/attuatori

Soggetti accreditati FSE, su delega delle imprese interessate.

Destinatari

Lavoratori, titolari, soci e collaboratori, anche a progetto, delle imprese richiedenti l’intervento purché prestino la loro opera all’interno dell’impresa medesima. I lavoratori destinatari vengono individuati direttamente dalle imprese che hanno aderito agli interventi.

Modalità di accesso

Presentazione di un progetto formativo, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative. L’avvio del percorso formativo può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Riferimenti normativi

Le azioni formative saranno realizzate prevalentemente mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie del Fondo sociale europeo ai sensi della vigente normativa di settore:

Regolamento 1083 (CE) 2006

Regolamento 1080 (CE) 2006

Regolamento 1828 (CE) 2006

Programma Operativo provinciale obiettivo 2 – FSE – 2007 – 2013 adottato con Decisione della Commissione Europea n. 5770 di data 21 novembre 2007

Decreto del Presidente della Provincia n. 18-125/Leg. / 2008

Regolamento 800 (CE) del 2008

Regolamento 1998 (CE) del 2006

4.3 Interventi formativi individuali extra aziendali di aggiornamento

Finalità

Sostenere percorsi formativi extra aziendali per lo sviluppo e la diffusione di competenze professionali legate all’introduzione di nuove tecnologie, di nuovi metodi produttivi, gestionali e manageriali.

Contenuti

Finanziamento a datori di lavoro che attuano percorsi formativi extra aziendali, anche fuori provincia, ivi compresi i master di specializzazione, purché non prevedano il rilascio di titoli universitari.

Il progetto formativo deve indicare contenuti, tempi, modalità di esecuzione, soggetto formativo attuatore e deve prevedere una formazione formale di durata minima di 24 ore.

Il percorso formativo deve svolgersi nell’arco temporale massimo di 12 mesi.

Il progetto può essere compilato con la collaborazione degli Enti bilaterali, organismi per l’innovazione e lo sviluppo tecnico, associazioni dei datori di lavoro.

Sono finanziabili anche percorsi di apprendimento delle lingue straniere di livello buono (almeno b2 del curriculum vitae Europass) purché la conoscenza della lingua sia strettamente congruente con il ruolo e le mansioni del dipendente beneficiario.

I finanziamenti annui vengono concessi entro i seguenti limiti massimi:

  • € 7.000 per datori di lavoro con meno di 11 dipendenti;
  • € 11.000 per datori di lavoro con dipendenti da 11 a 49;
  • € 15.000 per datori di lavoro con almeno 50 dipendenti.

L’importo massimo finanziabile per ciascuna persona in formazione è di € 2.500.

Nei limiti di cui sopra, l’importo massimo finanziabile è pari al 50% delle spese sostenute dal datore di lavoro per la propria formazione, del proprio coniuge o dei parenti entro il II grado che operano come dipendenti o collaboratori familiari; è pari all’80% per la formazione dei lavoratori.

Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono quelle stabilite dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006). Non è finanziabile il costo del lavoro dei destinatari.

Nell’ambito della normativa europea sono ammessi: i costi relativi a quota di iscrizione e, per trasferte fuori provincia, spese di viaggio, vitto e alloggio dei corsisti

Sono esclusi dal finanziamento i percorsi sostenuti ai sensi della Legge Provinciale 7 agosto 2006, n. 5 (Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino) al termine dei quali sia previsto il rilascio di titoli (quali ad es. patentini, ecc.).

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro che non abbiano chiesto finanziamenti per il medesimo destinatario a valere sull’intervento 4.4 “Premi di specializzazione ed aggiornamento” nello stesso anno.

Destinatari

Lavoratori dipendenti che rivestono il ruolo di tecnico, quadro o responsabile di reparto o di unità produttiva. Datori di lavoro, artigiani e piccoli imprenditori del settore manifatturiero con massimo 15 dipendenti, coniuge o parenti entro il II grado dei medesimi che operano come dipendenti o collaboratori familiari.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di domanda e progetto formativo, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative. L’avvio del percorso formativo può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Riferimenti normativi

L.P. 16 giugno 1983, n° 19

4.4 Premi di specializzazione e di aggiornamento

Finalità

Sostenere, ai sensi dell’art. 20 della Legge provinciale 6/1999, i datori di lavoro che intendono attivare progetti di innovazione o di internazionalizzazione volti a facilitare, migliorare ed elevare il livello di professionalità dei dipendenti e del management aziendale.

Contenuti

Finanziamento di progetti di innovazione o di internazionalizzazione da attuarsi mediante periodi di formazione e di distacco dal lavoro ordinario allo scopo di facilitare, migliorare ed elevare il livello di professionalità dei dipendenti e del management aziendale.

Il progetto formativo deve indicare le competenze da acquisire per migliorare la qualità dei servizi o del management aziendale, i tempi e le modalità di esecuzione, in particolare relativamente alla suddivisione tra attività formativa formale ed attività formativa in contesto produttivo o non formale, eventuali collaborazioni esterne di partnership con Università o strutture pubbliche e private, compresi gli istituti di ricerca.

Sono ammessi, in riferimento a richieste di formazione per l’apprendimento delle lingue straniere, esclusivamente i percorsi di apprendimento delle lingue straniere di livello buono (almeno b2 del curriculum vitae Europass), purché la conoscenza della lingua sia strettamente congruente con il ruolo e le mansioni del dipendente beneficiario

Il percorso deve svolgersi nell’arco temporale massimo di 12 mesi e prevedere una durata minima di 120 ore di formazione formale.

Il contributo concesso per ciascun lavoratore può variare da un minimo di € 5.000, ad un massimo di € 25.000, omnicomprensivi e può coprire anche il costo del lavoro e l’eventuale borsa di studio per persone in pre-rapporto di lavoro. La borsa di studio è finanziabile fino all’importo di € 800 mensili, se all’estero, e di € 600 mensili se in Italia.

Il numero massimo di premi concedibili per dimensione aziendale e per anno solare è il seguente:

    1. 1 premio per datori di lavoro con meno di 11 dipendenti;
    1. 2 premi per datori di lavoro con dipendenti da 11 a 49;
    1. 3 premi per datori di lavoro con almeno 50 dipendenti

Il finanziamento è erogato dopo l’assunzione del destinatario con rapporto di lavoro a tempo indeterminato oppure a tempo determinato per almeno 24 mesi se a tempo pieno, e per almeno 36 mesi se part-time (minimo 20 ore settimanali); nel caso di progetti formativi pre assunzione l’assunzione deve avvenire entro 30 giorni dalla conclusione del percorso.

Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono definite nei limiti imposti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006).

Nell’ambito della normativa europea sono ammessi i costi relativi a quota di iscrizione, docenza, tutoraggio, materiale didattico, analisi dei bisogni/progettazione formativa, gestione del corso, costo orario del lavoratore in formazione e, per trasferte fuori provincia, spese di viaggio, vitto e alloggio dei corsisti

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro che non abbiano chiesto finanziamenti per il medesimo destinatario a valere sull’intervento 4.3. “Interventi formativi individuali extra aziendali di aggiornamento”.

I datori di lavoro possono delegare gli enti bilaterali, le associazioni di categoria o gli organismi di sviluppo tecnico ed innovativo alla predisposizione dei progetti di specializzazione e di aggiornamento.

Destinatari

Diplomati, laureati o laureandi, dottori di ricerca o dottorandi, anche in fase di inserimento lavorativo o di sviluppo di carriera.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di domanda e progetto formativo, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative. L’avvio del percorso formativo può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Il finanziamento riferito a lavoratori da assumere viene erogato solo dopo l’assunzione della persona coinvolta. Qualora il percorso formativo si interrompa prima della sua naturale scadenza per comportamento o fatto ascrivibile al lavoratore, ovvero per cause non riconducibili a volontà del datore di lavoro relativamente al percorso stesso e di origine e natura esterna all'impresa, sono rimborsati al datore di lavoro - salva l'effettuazione comunque di almeno un terzo delle ore stabilite - i costi per docenza, maturati sino alla data di interruzione.

Riferimenti normativi

L.P. 13 dicembre 1999, n. 6

L.P. 16 giugno 1983, n. 19

4.5 Interventi formativi collettivi di aggiornamento

Finalità

Sostenere la diffusione delle attività di formazione professionale continua, dell’arricchimento professionale dei lavoratori, della competitività delle aziende e della stabilizzazione dell’occupazione.

Agevolare il passaggio generazionale e sviluppare orientamenti innovativi nella conduzione delle piccole aziende locali.

Sostenere esperienze di inserimento lavorativo e di apprendimento di know-how in altri paesi europei.

Contenuti

Finanziamento di attività di formazione professionale continua volte alle finalità sopra indicate.

Il numero minimo di partecipanti (intendendo per tali tutte le tipologie identificate nei destinatari), anche nel caso in cui la formazione sia realizzata da più datori di lavoro, da società collegate o appartenenti al medesimo gruppo, non può essere inferiore a 3 per le piccole e medie imprese, a 6 per le grandi imprese ed a 8 per corsi multiaziendali.

Nel progetto formativo devono essere indicati gli obiettivi, i tempi e le modalità di esecuzione.

Sono ammessi, in riferimento a richieste di formazione per l’apprendimento delle lingue straniere, esclusivamente i percorsi di apprendimento delle lingue straniere di livello buono (almeno b2 del curriculum vitae Europass), purché la conoscenza della lingua sia strettamente congruente con il ruolo e le mansioni del dipendente beneficiario.

La durata minima del percorso non può essere inferiore a 24 ore.

I percorsi formativi realizzati in azienda di durata non superiore a n. 100 ore devono svolgersi in un arco temporale massimo di 6 mesi. I percorsi di durata superiore devono svolgersi nell’arco di 12 mesi.

Per i dipendenti stranieri possono essere previsti ed attuati moduli integrativi, anche extraorario di lavoro, per la conoscenza della lingua italiana e della realtà economico e sociale trentina.

E’ data priorità alle iniziative derivanti da accordi di collaborazione tra organismi nazionali rappresentativi delle parti sociali o dei sistemi formativi, o degli istituti di ricerca o mediante la partecipazione a programmi comunitari o sovranazionali di sostegno allo sviluppo delle competenze tecnico-professionali o manageriali.

Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono quelle stabilite dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006). Non è finanziabile il costo del lavoro dei destinatari.

Nell’ambito della normativa europea sono ammessi i costi relativi a docenza, codocenza, tutoraggio, materiale didattico, affitto aule e/o laboratori, analisi dei bisogni/progettazione formativa, elaborazione materiali didattici, gestione del corso e, per trasferte fuori provincia, spese di viaggio, vitto e alloggio dei corsisti.

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro anche tramite le associazioni di categoria, enti bilaterali, consorzi.

Destinatari

Dipendenti di piccole, medie e grandi imprese; datori di lavoro artigiani e piccoli imprenditori del settore manifatturiero con massimo 15 dipendenti, coniuge o parenti entro il II grado dei medesimi che operano come dipendenti o collaboratori familiari.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di domanda e progetto formativo, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative. L’avvio del percorso formativo può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Riferimenti normativi

L.P. 16 giugno 1983, n. 19

4.6 Interventi formativi per il miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori sul lavoro

Finalità

Migliorare la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Sostenere la ricerca, lo studio e la partecipazione ad attività finalizzate alla definizione di prassi, modelli formativi, attività di sostegno riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.

Contenuti

L'Agenzia del Lavoro può organizzare o finanziare iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione, anche di breve durata ed a carattere modulare, per il miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro, secondo quanto previsto dalle direttive comunitarie, dalla normativa nazionale e provinciale in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riguardo ai settori produttivi che presentano livelli di rischio medio-alti. A tal fine sono sostenute collaborazioni con l’INAIL, Azienda provinciale per i servizi sanitari, con altri Servizi provinciali, con altri enti o istituzioni aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con gli istituiti di istruzione e le Università, con gli Enti Bilaterali e gli Organismi Paritetici contrattuali e con le Associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori e con i Fondi Interprofessionali.

Gli interventi potranno riguardare:

  • organizzazione di corsi a catalogo;
  • finanziamento di attività formative aziendali o interaziendali in materia di salute e sicurezza;
  • finanziamento di attività di analisi dei bisogni, progettazione, monitoraggio e valutazione degli interventi formativi, correlati con l'organizzazione del lavoro e l'organizzazione della sicurezza;
  • organizzazione di seminari su tematiche di rilievo per la diffusione della cultura della sicurezza e della prevenzione;
  • finanziamento di attività informative.

Viene data priorità alle iniziative cofinanziate da Organismi o Enti Bilaterali.

Per la partecipazione ai corsi a catalogo sono previste quote di iscrizione a carico dei partecipanti, esclusi i disoccupati, definite dal Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia del lavoro, in misura percentuale al costo della docenza.

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro pubblici o privati, lavoratori autonomi, liberi professionisti, disoccupati.

Destinatari

Lavoratori subordinati, Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza – RLS (art. 47 - 50 del D.lgs. 81/08 e ss.mm.); addetti e Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione - ASPP e RSPP (art. 32 del D.lgs. 81/08 e ss.mm.); datori di lavoro che intendono ricoprire direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione - DL_RSPP (art. 34 del D.lgs. 81/08 e ss.mm.); dirigenti in relazione a compiti prevenzionistici - dirigenti (art. 2, comma 1, lettera d del D.lgs. 81/08 e ss.mm.); coordinatori della Sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione dell’opera – CSP/CSP (art. 98 del D.lgs. 81/08 e ss.mm.); componenti dell’impresa familiare di cui all’art. 230-bis del codice civile e lavoratori autonomi (art. 21 del D.lgs. 81/08); altri ruoli o figure professionali a cui siano attribuiti compiti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro.

Modalità di accesso

Su domanda all’Agenzia del Lavoro.

Riferimenti normativi

Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008

L.P. 16 giugno 1983, n. 19

4.7 Interventi formativi per l’apprendistato in diritto-dovere

Finalità

Garantire l’integrazione tra le politiche educative di contenimento della dispersione scolastica e le politiche attive per il lavoro, in favore di giovani.

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro organizza e finanzia percorsi formativi per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione in collaborazione con le altre istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione locale, i datori di lavoro interessati e gli enti bilaterali. I corsi o i percorsi individuali per i giovani apprendisti o per i minori che hanno abbandonato anzitempo la scuola o la formazione professionale senza conseguire almeno una qualifica professionale sono organizzati:

  1. nel caso dell’apprendistato in diritto-dovere, con una durata minima di 420 ore annue di formazione formale per 3 anni, di cui indicativamente (a seconda degli eventuali crediti culturali e professionali maturati):
    • 160 ore a carattere culturale per il recupero delle competenze dell’obbligo di istruzione e di cittadinanza attiva;
    • 260 ore professionalizzanti per l’apprendimento degli standard professionali previsti per quel ruolo lavorativo, suddivisi orientativamente in:
      • 160 ore presso un centro di formazione professionale;
      • 100 ore presso il datore di lavoro.

Le restanti ore di formazione non formale sono strutturate per obiettivi ed attività operative che devono essere apprese ed esercitate dall’apprendista per il pieno possesso delle competenze professionali.

Al fine di rendere sostenibili i costi gravanti sui datori di lavoro che aderiscono alla presente modalità formativa, l’Agenzia del Lavoro può concedere un contributo annuo fino ad € 2.800, per apprendista e per la durata del contratto di apprendistato, a fronte dei servizi formativi erogati sopra descritti.

Nell’eventualità che le istituzioni scolastiche e formative di riferimento per il territorio non siano in grado di offrire una formazione professionale per quella tipologia di lavoro o sussistano motivati impedimenti allo spostamento dell’apprendista, il datore di lavoro può procedere con un percorso formativo che sommi la parte interna (di 100 ore annue) e tutta o parte della formazione esterna (160 ore annue), eventualmente integrata o ridotta nel suo monte ore in funzione dei debiti o crediti personali del giovane apprendista. In tal caso il contributo annuo al datore di lavoro può essere innalzato fino ad un massimo di € 3.800.

All’apprendista in diritto-dovere, che abbia concluso positivamente il percorso formativo, con il conseguimento della qualifica professionale come titolo di studio, è erogato un contributo di € 800.

Al datore di lavoro, che al termine del contratto di apprendistato in diritto-dovere mantenga in forza il giovane, è concesso un contributo biennale dell’entità riportata nella tabella I “Incentivi alle assunzioni di deboli, svantaggiati e disabili”, intervento 5, tipologia “e2” (€ 2.000 alla trasformazione del rapporto di lavoro + € 4.000 al secondo anno). I contributi sono erogati ai sensi del Regolamento (CE) 1998/2006 (de minimis).

  1. nel caso dei giovani minori, che abbiano compiuto il 16° anno di età e si siano iscritti ai Centri per l’Impiego, dopo aver partecipato ad azioni di contenimento della dispersione scolastica, il Dipartimento competente in materia di istruzione, in collaborazione con l’Agenzia del lavoro, organizza servizi di orientamento professionale, bilancio di competenze e percorsi formativi, in alternanza, di transizione al lavoro (anche con misure di tutoraggio individualizzato) per la durata del loro periodo di inattività, al fine di sviluppare le competenze di cittadinanza attiva e predisporre un progetto professionale di inserimento al lavoro.

Soggetti richiedenti/attuatori

Richiedenti: datori di lavoro.

Attuatori: i corsi sono attuati direttamente dall’Agenzia del Lavoro.

Destinatari

Apprendisti, dai 16 ai 29 anni compiuti che non hanno conseguito alcun titolo di studio; minori disoccupati in obbligo di istruzione.

I minori disoccupati in obbligo di istruzione sono identificati e coinvolti direttamente dall’Agenzia del Lavoro e dal Dipartimento competente in materia di istruzione, anche su segnalazione delle scuole.

Riferimenti normativi

Legge 28 marzo 2003, n. 53

D.L. 10 settembre 2003, n. 276

L.P. n. 5/2006

L.P. 10 ottobre 2006, n. 6

D.P.P. 1 settembre 2008, n. 37 – 144/Leg.

Accordo per la regolamentazione dell’apprendistato in diritto dovere per la provincia di Trento del 9 luglio 2010

4.8 Interventi formativi per l’apprendistato professionalizzante (per apprendisti assunti prima del 25 aprile 2012)

Finalità

Attuare offerte formative a sostegno degli obblighi formativi dei datori di lavoro nei confronti dei lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante. Sostenere il ruolo formativo datoriale e procedere alla semplificazione delle procedure di accesso.

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro organizza e finanzia percorsi formativi per l’espletamento dell’apprendistato professionalizzante.

I corsi sostengono gli obblighi formativi aziendali in merito alla formazione formale, per i vari settori produttivi e per le figure professionali comuni alle varie attività lavorative nonché per lo sviluppo delle competenze trasversali degli apprendisti.

Qualora il profilo formativo professionale di riferimento non sia disponibile all’interno del catalogo provinciale, i datori di lavoro possono chiedere un eventuale contributo a copertura dei costi effettivamente sostenuti per consentire all’apprendista di partecipare ad offerte formative esterne all’azienda, anche extraprovinciali. L’importo dell’eventuale contributo non può essere superiore ad € 1.500.

Il datore di lavoro che assuma apprendisti che hanno subito, senza responsabilità propria, l'interruzione di un precedente rapporto di apprendistato, può chiedere un contributo biennale dell’entità riportata nella tabella I “Incentivi alle assunzioni di deboli, svantaggiati e disabili”, intervento 5, tipologia “e3” (€ 1.000 all’anno per massimo due anni).

Il datore di lavoro che assuma un apprendista aggiuntivo in costanza dei rapporti di lavoro in essere degli altri apprendisti, può chiedere un contributo biennale dell’entità riportata nella tabella I “Incentivi alle assunzioni di deboli, svantaggiati e disabili”, intervento 5, tipologia “e4” (€ 1.000 all’anno per massimo due anni).

Il contributo è erogato ai sensi del Regolamento (CE) 1998/2006 (de minimis).

Soggetti richiedenti/attuatori

Richiedenti: datori di lavoro. che applicano i CCNL che hanno recepito la disciplina dell’apprendistato professionalizzante ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs 276/2003

Attuatori: i corsi sono attuati direttamente dall’Agenzia del Lavoro.

Destinatari

Apprendisti dai 18 ai 29 anni compiuti, o di età inferiore, solo se già in possesso di una qualifica professionale.

Modalità di accesso

I datori di lavoro chiedono l’accesso ai corsi, tramite la compilazione del Piano formativo individuale che devono inviare all’Agenzia del Lavoro, per una verifica di conformità.

L’Agenzia del lavoro, tramite gli enti formativi di riferimento, convoca i singoli apprendisti ai moduli prescelti.

L’Agenzia del Lavoro sostiene il ruolo formativo datoriale e persegue la semplificazione delle procedure mediante:

  • costituzione di un gruppo di lavoro con le parti sociali per l’individuazione delle linee di semplificazione delle procedure e delle comunicazioni e approfondimento delle implicazioni relative alla proposta di decreto legislativo di modifica della disciplina sull’apprendistato;
  • coinvolgimento degli enti bilaterali per la soluzione di casi problematici e la ricerca di semplificazioni nelle procedure anche attraverso l’individuazione di un eventuale facilitatore;
  • predisposizione di percorsi e Piani Formativi standard per i vari profili professionali;
  • compilazione gratuita e personalizzata dei Piani Formativi Individuali presso gli enti formativi convenzionati;
  • compilazione on-line dei Piani Formativi Individuali e di tutte le comunicazioni sugli esiti della formazione aziendale;
  • servizi gratuiti di supporto alla gestione della formazione aziendale e della formazione in alternanza.

Riferimenti normativi

Legge 80/2005

Decreto Legislativo 276/03

Legge provinciale 6/2006 e relativo regolamento

Art. 7, c. 6, Decreto Legislativo 167/2011

4.8 bis Interventi formativi per l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (per apprendisti assunti dal 25 aprile 2012)

Finalità

Attuare offerte formative a sostegno degli obblighi formativi dei datori di lavoro nei confronti dei lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, secondo quanto previsto dal Testo Unico in materia di apprendistato (D. Lgs. n. 167/2011)

Contenuti

Ai sensi dell’art. 4 del Decreto Legislativo n. 167/2011, l’Agenzia del Lavoro organizza e finanzia percorsi formativi finalizzati all’acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a 120 ore per la durata del triennio. Il datore di lavoro che assuma apprendisti che hanno subito, senza responsabilità propria, l'interruzione di un precedente rapporto di apprendistato, può chiedere un contributo biennale dell’entità riportata nella tabella I “Incentivi alle assunzioni di deboli, svantaggiati e disabili”, intervento 5, tipologia “e3” (€ 1.000 all’anno per massimo due anni). Il datore di lavoro che assuma un apprendista aggiuntivo in costanza dei rapporti di lavoro in essere degli altri apprendisti, può chiedere un contributo biennale dell’entità riportata nella tabella I “Incentivi alle assunzioni di deboli, svantaggiati e disabili”, intervento 5, tipologia “e4” (€ 1.000 all’anno per massimo due anni).

Il contributo è erogato ai sensi del Regolamento (CE) 1998/2006 (de minimis).

Soggetti richiedenti/attuatori

Richiedenti: datori di lavoro. Attuatori: i corsi sono attuati direttamente dall’Agenzia del Lavoro.

Destinatari

Apprendisti dai 18 ai 29 anni compiuti, o di età inferiore, solo se già in possesso di una qualifica professionale.

Modalità di accesso

I datori di lavoro chiedono l’accesso ai corsi secondo le modalità definite dall’Agenzia del lavoro.

Riferimenti normativi

Legge 80/2005 Decreto Legislativo 167/2011 Legge provinciale 19/83

4.9 Interventi formativi per l’ apprendistato di cui alla Legge 196/97

Finalità

In attesa del recepimento nei contratti collettivi, ai sensi dell’art. 49, comma 5, lett. B) D. Lgs 276/2003, della disciplina dell’apprendistato professionalizzante, l’Agenzia del Lavoro attua offerte formative a favore di apprendisti di età compresa tra i 16 ed i 24 anni compiuti.

Contenuti

I datori di lavoro possono, nel caso di apprendista con titolo di studio coerente con le mansioni affidate, scegliere parte del percorso formativo professionalizzante, di cui al precedente intervento 4.8, optando per alcuni moduli identificati e comunicati all’ente formativo di riferimento.

Soggetti richiedenti/attuatori

Richiedenti: datori di lavoro con lavoratori assunti con contratto di apprendistato di cui alla Legge 196/97. Attuatori: i corsi sono attuati direttamente dall’Agenzia del Lavoro.

Destinatari

Apprendisti dai 16 ai 24 anni compiuti, assunti da datori di lavoro che applicano contratti collettivi che non hanno recepito la disciplina dell’apprendistato professionalizzante.

Modalità di accesso

Gli Enti formativi convenzionati con l’Agenzia del lavoro contattano i datori di lavoro ed attivano il percorso formativo. I datori di lavoro aderiscono ai moduli formativi a catalogo, senza la presentazione del piano formativo individuale.

Riferimenti normativi

Legge 196/97 Legge provinciale 6/ 2006 e relativo Regolamento D.P.P. n° 37-144/2008

4.10 Azioni formative in apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione

Finalità

Attuare in via sperimentale, in collaborazione con il sistema delle imprese e con le scuole del sistema educativo di istruzione e formazione locale, con le Università e le istituzioni abilitate a rilasciare titoli per l’alta formazione specialistica, percorsi formativi che consentano l’accesso ai vari livelli dei titoli di studio e delle specializzazioni professionali (ad es.: diploma di scuola media superiore, titoli universitari, specializzazione tecnica superiore).

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro organizza e finanzia percorsi formativi in apprendistato che consentano di conseguire livelli progressivi e crescenti di alta formazione specialistica e titoli di studio, al fine di incrementare la qualità e la professionalità del capitale umano nel sistema produttivo locale, valorizzando le forme di integrazione tra il mercato del lavoro e il sistema educativo e formativo.

A tal fine, l’Agenzia del lavoro identifica figure professionali con elevate competenze di difficile reperimento per il mercato del lavoro e può attivare percorsi biennali/triennali mediante la realizzazione di master ad hoc in collaborazione con l’ Università, enti di ricerca ed istituti di formazione specialistica.

I contenuti formativi sono delineati dagli istituti scolastici o universitari, coinvolti secondo un modello di alternanza e definendo, d’intesa con l’Agenzia del Lavoro e i datori di lavoro interessati, le forme di collaborazione reciproca e la parte degli apprendimenti in contesto lavorativo che saranno acquisiti e riconosciuti.

Il percorso formativo esterno all’azienda non può superare le 800 ore annue e almeno un terzo degli apprendimenti professionali certificabili come crediti deve essere attuato in azienda, con l’affidamento di idonee mansioni.

L’Agenzia del Lavoro può prevedere misure di sostegno alla riuscita della formazione in alternanza, predisponendo sia attività di facilitazione degli apprendimenti, sia attività di recupero delle competenze standard. A tale scopo, l’Agenzia del Lavoro può finanziare i datori di lavoro e l’Università per attivare misure integrative di sostegno agli apprendisti.

I datori di lavoro interessati ad investire sulla crescita professionale e culturale dei propri apprendisti, possono beneficiare di un contributo commisurato ai maggiori oneri derivanti dalla partecipazione alla presente modalità formativa, nella misura massima di € 4.000 il primo anno e di € 6.000 il secondo anno, rapportati alla durata della formazione e al genere dell’apprendista nei limiti della durata del percorso formativo.

Il contributo è erogato ai sensi del Regolamento (CE) 1998/2006 (de minimis). L’Agenzia del Lavoro ricerca altresì modalità di collaborazione e di integrazione con le attività finanziate attraverso i Fondi Interprofessionali.

Soggetto richiedente

Datori di lavoro.

Destinatari

Apprendisti dai 18 ai 29 anni compiuti, o di età inferiore, solo se già in possesso di una qualifica professionale.

Modalità di accesso

Su domanda datoriale, previa definizione con le parti sociali di durata, salari e modalità operative.

Riferimenti normativi

Decreto legislativo 276/2003

L.P. 6/2006 e relativo Regolamento D.P.P. n° 37-144/2008

4.11 Interventi formativi personalizzati in apprendistato

Finalità

Attuare specifici percorsi di formazione personalizzati in apprendistato a favore dei giovani in difficoltà di inserimento professionale seguiti dai Servizi socio-assistenziali territoriali o dai Centri per l’Impiego.

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro organizza e finanzia percorsi di formazione personalizzati in apprendistato, mediante l’erogazione di un contributo al datore di lavoro per sostenere fino a 120 ore formative formali annue, erogate da un docente interno, per la durata dell’apprendistato. Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono definite nei limiti imposti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006). Non è finanziabile il costo del lavoro dei destinatari. Qualora il compito di supportare il processo di inserimento lavorativo sia affidato a tutori aziendali o a maestri artigiani, l’Agenzia del Lavoro, può sostenere il costo del lavoro per la partecipazione ad un percorso formativo in preparazione al compito, di ulteriori 12 ore rispetto a quanto già previsto dalla normativa sull’obbligo formativo del tutore aziendale e del maestro artigiano. Il contributo è erogato ai sensi del Regolamento (CE) 1998/2006 ( de minimis) L’apprendistato può essere preceduto da tirocini formativi personalizzati (di cui al punto 1.D.1 del presente Documento).

Soggetto richiedente/attuatore

Richiedente: Datore di lavoro.

Attuatore: Agenzia del Lavoro, anche su segnalazione dei Servizi socio-assistenziali territoriali, scuole, datori di lavoro.

Destinatari

Apprendisti in difficoltà di inserimento professionale seguiti dai Servizi socio-assistenziali territoriali o dai Centri per l’Impiego.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di domanda e progetto formativo, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative. L’avvio del percorso formativo può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Riferimenti normativi

Decreto legislativo 276/2003

L.P. n° 6/2006 e relativo Regolamento di cui al D.P.P. n° 37-144/2008

Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006

4.12 Interventi formativi per tutori aziendali dell’apprendista

Finalità

Promuovere competenze e strategie operative per l’inserimento e la preparazione di nuovo personale nonché per lo sviluppo della formazione continua, mediante percorsi formativi per i tutori aziendali dell’apprendista.

Contenuti

Attivazione di percorsi formativi minimi di 16 ore per la comprensione dei compiti del tutore aziendale, per la predisposizione dei Piani Formativi Individuali, per una corretta gestione dell’approccio alla sicurezza e alla formazione degli apprendisti.

Ai sensi del D. Lgs 276/2003 e della L.P. 6/2006 e del relativo regolamento DPP 37-144/2008, i corsi sono obbligatori.

L’Agenzia del Lavoro, al fine di meglio promuovere una cultura della formazione continua ed il miglioramento della propria offerta formativa, propone, anche in collaborazione con gli Enti bilaterali e le Associazioni dei datori di lavoro, opportune azioni informative, ulteriori corsi ed incontri per lo sviluppo delle competenze di ruolo.

Soggetti richiedenti/attuatori

Richiedente: datori di lavoro in vista della nomina di tutori aziendali dell’apprendista.

Attuatore: ente formativo convenzionato per la formazione di apprendisti.

Destinatari

Dipendenti che ricoprono o intendono ricoprire il ruolo di tutori aziendali dell’apprendista.

Modalità di accesso

Su domanda datoriale o su chiamata dell’ente formativo.

Riferimenti normativi

Decreto Legislativo 276/2003

L.P. n° 6/2006 e relativo Regolamento D.P.P. n° 37-144/2008

4.13 Interventi formativi per maestri artigiani

Finalità

Sviluppo delle competenze necessarie per formare nuovi lavoratori nella professione esercitata dai maestri artigiani.

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro può organizzare, per gli artigiani che chiedono di poter operare come “maestri”, percorsi formativi di preparazione al ruolo di durata non inferiore a 48 ore.

I contenuti dei corsi proposti approfondiscono, rispetto al compito dell’insegnamento della professione, l’analisi dei bisogni, la progettazione della formazione, le tecniche attuative, la personalizzazione dei processi di apprendimento e la valutazione degli esiti ed altri aspetti delle competenze formative. Per meglio realizzare gli interventi formativi, l’Agenzia del lavoro collabora con gli Enti bilaterali e le associazioni dei datori di lavoro di riferimento.

Soggetti richiedenti/attuatori

Richiedente: artigiani interessati, previa istruttoria dell’Ufficio Artigianato del Servizio Industria e Artigianato della Provincia Autonoma di Trento.

Attuatore: Agenzia del Lavoro.

Destinatari

Artigiani in possesso dei requisiti per il conseguimento del titolo di maestro artigiano.

Riferimenti normativi

L.P. 16 giugno 1983, n° 19

L.P. 1 agosto 2002, n° 11

4.14 Interventi formativi per contratto d’inserimento

Finalità

Aumentare le competenze professionali di persone con difficoltà occupazionali, indicate nel progetto individuale di inserimento lavorativo.

Contenuti

Ammissione dei lavoratori destinatari ai corsi organizzati per apprendisti, per la formazione di lavoratori del settore turismo o ad iniziative di formazione continua aziendale.

Sono previste almeno 16 ore di formazione formale a carico del datore di lavoro sui temi del rapporto di lavoro, prevenzione e sicurezza e definizione del ruolo lavorativo.

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro che hanno assunto lavoratori con contratto di inserimento. I datori di lavoro predispongono il progetto individuale di inserimento finalizzato a garantire l'adeguamento delle competenze professionali del lavoratore al contesto lavorativo.

Destinatari

Lavoratori assunti con contratto di inserimento di cui all’art 54 del Decreto Legislativo n. 276/2003, ovvero:

  1. soggetti di età compresa tra i 18 ed i 29 anni;
  2. disoccupati di lunga durata da 29 fino a 32 anni;
  3. lavoratori con più di 50 anni di età che siano privi di occupazione;
  4. lavoratori che desiderino riprendere un’attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno 2 anni;
  5. donne di qualsiasi età residenti in un’area geografica in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20% di quello maschile, o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10% quello maschile (vedi decreto del Ministero del Lavoro);
  6. persone riconosciute affette, ai sensi della normativa vigente, da un grave handicap fisico, mentale o psichico.

Modalità di accesso

Su domanda datoriale.

Riferimenti normativi

Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276

CCNL che ne hanno regolamentato l’utilizzo

III) INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE

5. INCENTIVI ALL’ASSUNZIONE DI LAVORATORI ED ALLA DIFFUSIONE DEL TEMPO PARZIALE PER MOTIVI DI CURA

Finalità

Favorire l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà occupazionale e la diffusione di contratti a tempo parziale per permettere al beneficiario di assolvere compiti di cura ed assistenza.

Contenuti

Concessione di contributi ai sensi del Regolamento (CE) 1998/2006 (de minimis), e, secondo le Disposizioni Generali, nei limiti delle disponibilità finanziarie.

Nelle tabelle sotto indicate sono riportate le tipologie di persone che possono essere incentivate, l’entità del contributo concesso, il tipo di rapporto di lavoro ammesso ad incentivo e la durata del medesimo.

Il possesso dei requisiti richiesti è valutato alla data in cui si verifica l’evento incentivato, ovvero, a seconda dei casi, alla data di assunzione del lavoratore, della trasformazione del rapporto di lavoro o della assunzione mediante trasferimento presso una nuova azienda.

Limitatamente agli interventi rivolti alle fasce deboli, nel caso in cui il datore di lavoro abbia la possibilità di accedere ad altre agevolazioni all’assunzione previste a livello comunitario, nazionale, regionale, provinciale per il medesimo lavoratore, il richiedente dovrà optare tra l’intervento dell’ iniziativa richiesta e gli altri benefici.

Limitatamente agli interventi rivolti ai disabili e svantaggiati è prevista la possibilità di cumulo con altri incentivi all’assunzione, purché le agevolazioni non superino il limite rispettivamente del 75% e del 50% del costo del lavoro.

Gli incentivi per l’assunzione o per la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale per compiti di cura e assistenza, sono ammessi esclusivamente oltre alla quota di part-time eventualmente prescritta dal contratto collettivo di lavoro applicato dal datore di lavoro e comunque solo per contratti a tempo parziale aggiuntivi rispetto al numero di contratti con il medesimo regime di orario in essere nell’anno solare precedente ed entro il limite massimo di 10 interventi nell’anno solare.

Tabella I

Incentivi alle assunzioni di deboli, svantaggiati e disabili

  tip. soggetti destinatari agevolazione prevista durata dell'agevolazione tipo di rapporto di lavoro
DEBOLI a a1 persone iscritte nella lista di premobilità provinciale maschio 2.000 + 4.000 femmina 3.000 + 5.000 2 anni dalla data di assunzione Tempo indeterminato.
a2 persone uscite dalla lista di mobilità ed ancora disoccupate maschio 3.000 + 5.000 femmina 4.000 + 6.000
a3 persone in cassa integrazione guadagni in deroga dichiarate in esubero maschio 2.000 + 4.000 femmina 3.000 + 5.000
a4 persone beneficiarie di mobilità in deroga maschio 2.000 + 4.000 femmina 3.000 + 5.000
b b1 uomini con più di 30 anni disoccupati da più di 12 mesi 3.000 + 4.000
c c1 donne con più di 30 anni disoccupate da più di 6 mesi 4.000 + 6.000
c2 donne con più di 30 anni inattive da più di 24 mesi 4.000 + 6.000
d d1 persone disoccupate da più di 3 mesi con più di 50 anni 5.000 + 6.000
d2 persone disoccupate da più di 3 mesi con famiglia monoparentale, con uno o più figli minori conviventi 4.000 + 6.000
d3 persone disoccupate da più di 3 mesi, prive di diploma di scuola media superiore o professionale 4.000 + 6.000
d4 persone disoccupate da più di 3 mesi "beneficiarie di reddito di garanzia" 4.000 + 6.000
e e1 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni disoccupati da più di 6 mesi maschio 2.000 + 4.000 femmina 3.000 + 5.000
e2 giovani assunti con contratto di apprendistato diritto - dovere il cui contratto venga trasformato a tempo indeterminato 2.000 + 4.000 2 anni dalla data di trasformazione trasformazione a tempo indeterminato
e3 giovani assunti con contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere che abbiano subito, senza responsabilità propria, l'interruzione di un precedente rapporto di apprendistato. 1.000 + 1.000 2 anni dalla data di assunzione assunzione con contratto di apprendistato professionalizzante di almeno 24 mesi
e4 giovani assunti con contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere in aggiunta agli apprendisti già in forza 1.000 + 1.000 2 anni dalla data di assunzione assunzione con contratto di apprendistato professionalizzante di almeno 24 mesi
e5 giovani genitori, disoccupati da più di tre mesi, di età fino ai 30 anni maschio 1.500 + 2.500 femmina 2.000 + 3.000 2 anni dalla data di assunzione o trasformazione trasformazione o assunzione a tempo indeterminato
e6 giovani genitori, disoccupati da più di tre mesi, di età dai 31 anni ai 35 anni compiuti maschio 3.000 + 5.000 femmina 4.000 + 6.000
e7 donne disoccupate fino ai 35 anni, assunte per coprire differenziali di orario a seguito della concessione di una flessibilizzazione o di una riduzione di orario per motivi di cura del figlio minore o per assistere familiari anziani o bisognosi di cura. 500 € al mese 6 mesi dalla data di assunzione Tempo determinato
f f1 persone provenienti da inserimento lavorativo in cooperative sociali del presente Documento (intervento n 18 e 18 bis) maschio 6.000 + 7.000 femmina 7.000 + 8.000 2 anni dalla data di assunzione Tempo indeterminato.
f2 persone provenienti dagli Interventi di accompagnamento all'occupabilità del presente Documento (intervento n 19 e 20.2) maschio 6.000 + 7.000 femmina 7.000 + 8.000
f3 persone provenienti dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale (L.P. 32/90 - Progettone) maschio 6.000 + 7.000 femmina 7.000 + 8.000
g g1 lavoratorie in cassa integrazione assunti ai sensi della L. 160/88 art. 8 c. 5 in caso di trasformazione a tempo indeterminato maschio 2.000 + 4.000 femmina 3.000 + 5.000 2 anni dalla data di trasformazione trasformazione a tempo indeterminato
g2 donne con più di 30 anni il cui contratto di inserimento venga trasformato a tempo indeterminato 4.000 + 6.000
g3 persone con più di 50 anni il cui contratto di inserimento venga trasformato a tempo indeterminato 5.000 + 6000
g4 persone dai 20 ai 30 anni, che abbiano svolto attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro/committente con contratto di lavoro a progetto, collaborazione coordinata e continuativa, contratto di somministrazione, a chiamata, di inserimento o contratto a tempo determinato, per almeno 15 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 3 anni maschio 1.500 + 2.500 femmina 2.000 + 3.000 2 anni dalla data di assunzione o trasformazione trasformazione o assunzione a tempo indeterminato
g5 persone con età superiore ai 30 anni che abbiano svolto attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro/committente con contratto di lavoro a progetto, collaborazione coordinata e continuativa, contratto di somministrazione, a chiamata, di inserimento o contratto a tempo determinato, per almeno 15 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 3 anni maschio 3.000 + 5.000 femmina 4.000 + 6.000
g6 persone che cessano il rapporto di lavoro per ragioni riconducibili a crisi di mercato e beneficiarie di azioni di sostegno al reddito per affrontare l’emergenza occupazionale conseguente alla crisi economica quota di sostegno al reddito provinciale non ancora goduta dal lavoratore 2 anni dalla data di assunzione Tempo indeterminato e pieno
h h1 persone provenienti dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale. (L.P. 32/90 - Progettone) maschio 6.000 femmina 7.000 1 anno dalla data di assunzione Tempo determinato di almeno 12 mesi
h2 persone disoccupate da più di 3 mesi con più di 50 anni maschio 6.000 femmina 7.000
h3 persone disoccupate da più di 3 mesi "beneficiarie di reddito di garanzia" maschio 6.000 femmina 7.000
h4 persone provenienti da inserimento lavorativo in cooperative sociali del presente Documento (intervento 18 e 18 bis maschio 6.000 femmina 7.000
h5 persone dai 20 ai 30 anni, che abbiano svolto attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro/committente con contratto di lavoro a progetto, collaborazione coordinata e continuativa, contratto di somministrazione, a chiamata, di inserimento o contratto a tempo determinato, per almeno 15 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 3 anni maschio 1.000 + 1.000 femmina 1.500 + 1.500 2 anni dalla data di assunzione Tempo determinato di almeno 24 mesi
h6 persone con età superiore ai 30 anni che abbiano svolto attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro/committente con contratto di lavoro a progetto, collaborazione coordinata e continuativa, contratto di somministrazione, a chiamata, di inserimento o contratto a tempo determinato, per almeno 15 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 3 anni maschio 2.000 + 2.000 femmina 3.000 + 3.000
h7 giovani genitori, disoccupati da più di tre mesi,di età fino ai 30 anni maschio 1.000 + 1.000 femmina 1.500 + 1.500 2 anni dalla data di assunzione Tempo determinato di almeno 24 mesi
h8 giovani genitori, disoccupati da più di tre mesi, di età dai 31 anni ai 35 anni maschio 2.000 + 2.000 femmina 3.000 + 3.000
h9 donne disoccupate fino ai 35 anni assunte per sostituzioni di lavoratori assenti per necessità di assistenza ai familiari (anziani e non autosufficienti) da 3.000 per contratti di almeno 6 mesi € a 5.000 per contratti di almeno 18 mesi da un minimo di 6 ad un massimo di 18 mesi dalla data di assunzione Tempo determinato di almeno 6 mesi
  tip. soggetti destinatari agevolazione prevista durata dell'agevolazione Tip di rapporto di lavoro
SVANTAGGIATI i i1 persone svantaggiate, disoccupate e oggetto di processi di esclusione o emarginazione sociale e seguite dai competenti servizi socio sanitari e dall'ufficio esecuzione penale esterna 7.500 + 7.500 2 anni dalla data di assunzione o trasformazione Tempo indeterminato.
i2 persone svantaggiate, disoccupate e oggetto di processi di esclusione o emarginazione sociale e seguite dai competenti servizi socio sanitari e dall'ufficio esecuzione penale esterna 3.500 1 anno dalla data di assunzione o riproporzionato in riferimento alla durata del contratto Tempo determinato.
DISABILI l l1 Disabili con invalidità pari o sup. all'80% o con minorazioni ascritte alla 1°, 2° o 3° categoria, se invalidi di cui alla lett. d) comma 1 dell'art. 1 L. 68/99 e iscritti all' elenco provinciale di cui alla L. 68/99, assunti da: Datori di lavoro soggetti agli obblighi della legge 68/99. 8.000 + 8.000 2 anni dalla data di assunzione o trasformazione Tempo indeterminato.
l2 Datori di lavoro non soggetti agli obblighi della legge 68/99 8.000 + 8.000 + 8.000 3 anni dalla data di assunzione o trasformazione Tempo indeterminato.
m m1 Disabili psichici anche di tipo intelettivo e iscritti all' elenco provinciale di cui alla L. 68/99, assunti da: Datori di lavoro soggetti agli obblighi della legge 68/99. 8.000 + 8.000 2 anni dalla data di assunzione o trasformazione
m2 Datori di lavoro privati non soggetti agli obblighi della legge 68/99. 8.000 + 8.000 + 8.000 3 anni dalla data di assunzione o trasformazione
n n1 Disabili con grado di invalidità compreso tra il 67% e il 79% o con minorazioni ascritte alla 4°, 5° o 6° categoria, se invalidi di cui alla lett. d) comma 1 dell'art. 1 L.68/99 e iscritti all' elenco provinciale di cui alla L. 68/99, assunti da: Datori di lavoro soggetti agli obblighi della legge 68/99. 5.000 + 5.000 2 anni dalla data di assunzione o trasformazione
n2 Datori di lavoro non soggetti agli obblighi della legge 68/99 5.000 + 5.000 + 5.000 3 anni dalla data di assunzione o trasformazione
o o1 Disabili iscritti all' elenco provinciale di cui alla L. 68/99 e con invalidità civile tra il 46% e il 66% o con minorazioni ascritte alla 7° o 8°, se invalidi di cui alla lett. d) comma 1 dell'art. 1 L 68/99 o con invalidità del lavoro tra il 34% e il 66%, assunti da: Datori di lavoro non soggetti agli obblighi della legge 68/99 5.000 + 5.000 2 anni dalla data di assunzione o trasformazione
p p1 Disabili iscritti all' elenco provinciale di cui alla L. 68/99, assunti da: Datori di lavoro non soggetti agli obblighi della legge 68/99 5.000 1 anno dalla data di assunzione o riproporzionato in riferimento alla durata del contratto Tempo determinato.

Tabella II

Incentivi alla diffusione del tempo parziale per motivi di cura

  tip. soggetti destinatari agevolazione prevista durata dell'agevolazione tipo di rapporto di lavoro
CURA q q1 Lavoratori alle dipendenze con contratto a tempo indeterminato che chiedono una riduzione tra il 40 e il 70% dell'orario contrattuale a tempo pieno, per necessità di cura o di assistenza ad una delle categorie di persone di seguito indicate a) figli: per far valere la motivazione della cura devono fare parte del nucleo familiare, deve trattarsi di figlio minore, con priorità per bambini fino a 12 anni e fino a 15 anni in caso di affidamento e adozione; 1.500 + 1.500 2 anni dalla data di trasformazione a tempo parziale Tempo indeterminato
b) anziano oltre 75 anni d'età che fa parte del nucleo familiare o se non appartenente al nucleo familiare, parente di 1° o 2° grado o affine di 1° grado;
c) soggetti con bisogno di assistenza accertata ai sensi della L.p. 6/98 (Criteri per la valutazione della non autosufficienza) appartenenti al nucleo familiare o, se non appartenente al nucleo familiare, parente di 1° o 2° grado o affine di 1° grado;
q2 Soggetti che vengono assunti con un contratto a tempo indeterminato e a tempo parziale (con orario compreso tra il 40 e il 70% dell'orario contrattualea tempo pieno) per necessità di cura o di assistenza ad una delle categorie di persone indicate di seguito a) figli: per far valere la motivazione della cura devono fare parte del nucleo familiare, deve trattarsi di figlio minore, con priorità per bambini fino a 12 anni e fino a 15 anni in caso di affidamento e adozione; 3.000 + 3.000 2 anni dalla data di assunzione a tempo parziale
b) anziano oltre 75 anni d'età che fa parte del nucleo familiare o, se non appartenente al nucleo familiare, parente di 1 o 2 grado o affine di 1 grado;
c) soggetti con bisogno di assistenza accertata ai sensi della L.p. 6/98 (Criteri per la valutazione della non autosufficienza) appartenenti al nucleo familiare o, se non appartenente al nucleo familiare, parente di 1° o 2° grado o affine di 1° grado;

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro con le seguenti esclusioni:

  • per tutti gli incentivi, le società controllate da enti pubblici; società di qualunque tipo che assumono lavoratori il cui ultimo rapporto di lavoro sia stato oggetto di finanziamento da parte dell’Agenzia del Lavoro e sia stato istituito presso una società con la quale la richiedente abbia in corso, al momento della richiesta, rapporti di partecipazione o controllo; società di persone e società a responsabilità limitata che assumono lavoratori il cui ultimo rapporto di lavoro sia stato oggetto di finanziamento da parte dell’Agenzia del Lavoro e che sia stato istituito presso una società ove uno o più soci, al momento della richiesta, sono i medesimi della società richiedente;
  • limitatamente alle iniziative volte a favorire la diffusione di lavoro a tempo parziale per compiti di cura ed assistenza, le imprese che svolgono attività di servizi di pulizia.
  • limitatamente agli interventi rivolti alle fasce deboli, i datori di lavoro che abbiano effettuato in provincia di Trento licenziamenti, salvo che per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, nel periodo decorrente tra i 6 mesi precedenti l’assunzione oggetto del finanziamento e la scadenza delle rate del contributo.

Destinatari

Ferme restando le caratteristiche individuate nelle Tabelle Incentivi, sono destinatarie le persone residenti in provincia di Trento al momento dell’assunzione o della trasformazione del rapporto di lavoro.

Nel caso di incentivi a favore di disabili, sono destinatari gli iscritti nell’apposito elenco provinciale di Trento.

Sono esclusi dall’intervento:

  • soci, ad eccezione dei soci lavoratori delle cooperative;
  • titolari o coloro che hanno maturato i requisiti per la pensione di anzianità o di vecchiaia;
  • lavoratori a domicilio o addetti ai lavori domestici;
  • dipendenti assunti con contratto di lavoro intermittente;
  • lavoratori in cassa integrazione, disoccupati per i quali siano previsti incentivi all’assunzione ai sensi della normativa statale. La presente esclusione non opera per i disabili e svantaggiati;
  • beneficiari di contributi per la flessibilità dell’orario di lavoro, nel caso di iniziative volte a favorire la diffusione di lavoro a tempo parziale per compiti di cura ed assistenza (art. 9 L. 53/2000 e s.m);
  • destinatari per i quali lo stesso datore di lavoro abbia già beneficiato di finanziamento all’occupazione da parte dell’Agenzia del Lavoro nell’ultimo quinquennio. La presente esclusione non opera per gli incentivi per motivi di cura;
  • destinatari il cui precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con il medesimo datore di lavoro, sia cessato da meno di 6 mesi;
  • destinatari assunti nell’ambito dei Progetti per l’ accompagnamento all’occupabilità’ attraverso lavori socialmente utili (intervento n. 19 ) e Finanziamento a progetto per cooperative sociali (intervento n. 18).
  • destinatari assunti nell’ambito degli interventi promossi dal Servizio conservazione della natura e valorizzazione ambientale (L.P. n. 32/1990 – Progettone).

Modalità di accesso

Presentazione della domanda da parte del richiedente entro 60 giorni dalla data di assunzione o trasformazione del rapporto di lavoro oggetto dell’intervento.

La maturazione del contributo durante il primo anno avviene al termine del medesimo o, in caso di durata più breve (tip. e7, h9, i2, p1, q1), al termine del periodo previsto; durante il secondo anno avviene trimestralmente. Nel caso di dimissioni durante il primo anno, il contributo matura trimestralmente. Non è riconosciuta la trimestralità in via di maturazione.

In ogni caso il contributo viene liquidato in rate annuali posticipate a partire dalla data di assunzione o di trasformazione o successivamente all’eventuale cessazione del rapporto di lavoro.

Nel caso di lavoro a tempo parziale, l’importo viene ridotto in proporzione alla riduzione di orario; quest’ultima disposizione non si applica, in considerazione della finalità dell’intervento, nel caso di intervento per l’assunzione o la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale per compiti di cura e assistenza.

Qualora il lavoratore abbia i requisiti per rientrare in più tipologie, il datore di lavoro deve scegliere un unico contributo a cui accedere; quest’ultima disposizione non si applica all’incentivo per l’assunzione o la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale per compiti di cura e assistenza.

Gli incentivi concessi ad un datore di lavoro che effettui passaggi di dipendenti a seguito di fusione, cessione, trasformazione e trasferimento d’azienda sono trasferiti al nuovo datore di lavoro rapportandoli proporzionalmente al periodo lavorativo maturato presso lo stesso. Il trasferimento del finanziamento avverrà su richiesta del nuovo datore di lavoro, presentata entro 60 giorni dal trasferimento del lavoratore oggetto del finanziamento e completa di idonea documentazione che comprovi gli accordi con il precedente datore di lavoro.

Riferimenti normativi

L.P.16 giugno 1983, n.19 Reg CE 1998/2006 (de minimis) Art. 2359 c.c.

6. INCENTIVI ALLA CONSERVAZIONE DELL’OCCUPAZIONE

Finalità

Favorire il mantenimento dei posti di lavoro di persone occupate presso imprese che si trovino in situazione di crisi.

Contenuti

6A Conservazione dell’occupazione mediante trasferimento d’azienda

Concessione di contributi fino al massimo annuo di € 3.000 per ogni assunzione effettuata a seguito di trasferimento d’azienda e per un periodo massimo di due anni.

La maturazione del contributo durante il primo anno avviene al termine del medesimo; durante il secondo anno avviene trimestralmente. Nel caso di dimissioni durante il primo anno, il contributo matura trimestralmente. Non è riconosciuta la trimestralità in via di maturazione.

Il contributo viene liquidato in rate annuali posticipate a partire dalla data del trasferimento d’azienda o dalla data indicata dal Consiglio di Amministrazione.

6B Conservazione dell’occupazione mediante accordi collettivi o contratti di solidarietà difensivi

Concessione di contributi fino al massimo annuo di € 3.000 per ogni posto di lavoro conservato attraverso l’attivazione di accordi collettivi (L. 863/84) o contratti di solidarietà difensivi (L. 236/93). Il contributo è concesso per un periodo massimo di due anni. Il contributo è quantificato sulla base del numero dei posti di lavoro e dell’entità della riduzione di orario di lavoro effettiva che l’azienda ha conservato rispetto all’entità di personale dichiarato in esubero, così come quantificato e motivato nell’accordo o nel contratto di solidarietà.

Il contributo matura e viene liquidato al termine dell’accordo o del contratto di solidarietà, verificando se nel periodo di vigenza dell’accordo sono avvenuti dei licenziamenti in numero superiore rispetto a quello concordato Il numero dei licenziamenti eventualmente effettuati in eccedenza andrà a ridurre proporzionalmente il contributo.

Per quanto non espressamente previsto si applicano, qualora compatibili sia per l’intervento 6A, che per l’intervento 6B, le disposizioni relative all’intervento n. 5 “Incentivi all’assunzione di lavoratori ed alla diffusione del tempo parziale per motivi di cura”. Il contributo è concesso ai sensi del Regolamento CE 1998/2006 (de minimis).

Soggetti richiedenti

Per l’intervento 6A: datori di lavoro che:

  1. abbiano assunto lavoratori in seguito a trasferimento d’azienda in crisi, in cui sono complessivamente occupati più di 15 dipendenti, in base a quanto previsto dall’art. 47, co. 5 della L. 428/1990;
  2. abbiano assunto, previo accordo sindacale, lavoratori in seguito a trasferimento d’azienda in crisi, con un organico di non più di 15 dipendenti nell’ambito comunale; si considera in crisi l’azienda in cui ricorrano situazioni analoghe a quelle di cui al punto a), previa valutazione del Consiglio di Amministrazione.

Per l’intervento 6B datori di lavoro che abbiano attivato accordi collettivi o contratti di solidarietà difensivi.

Sono esclusi:

  • limitatamente all’intervento 6A, datori di lavoro che abbiano effettuato in provincia di Trento licenziamenti, salvo che per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, nel periodo che decorre dai 6 mesi precedenti l’assunzione mediante trasferimento oggetto del finanziamento o da diversa data indicata dal Consiglio di Amministrazione e fino alla maturazione di ogni rata del contributo;
  • limitatamente all’intervento 6B, datori di lavoro che siano beneficiari del contributo straordinario provinciale per progetti di riorganizzazione aziendale finalizzati alla stabilizzazione dei livelli occupazionali ai sensi della L.P. n. 2/2009 art. 2 co. 3.

Destinatari

Per l’intervento 6A lavoratori dipendenti a tempo indeterminato di imprese in crisi o in cassa integrazione guadagni straordinaria; per l’intervento 6B lavoratori dipendenti sospesi con riduzione di orario per contratto di solidarietà.

Modalità di accesso.

Per l’ intervento 6A: domanda presentata dal nuovo datore di lavoro entro 60 giorni dalla data delle assunzioni connesse al trasferimento di azienda medesimo. In base a quanto previsto dall’art. 47, co. 5 della legge 428/1990, devono inoltre essere rispettate le seguenti ulteriori condizioni:

· impegno del nuovo datore di lavoro attraverso la presentazione di un piano aziendale, di continuare l’attività produttiva per almeno 12 mesi oltre la durata prevista per la fruizione delle agevolazioni (il calcolo decorre dalla data del trasferimento o in caso di assunzioni effettuate in date diverse e successive alla data del trasferimento, dalla data dell’ultima assunzione effettuata);

· presentazione, all’atto della richiesta di intervento, di garanzia fideiussoria a favore della Agenzia del Lavoro, di importo corrispondente al valore dei contributi richiesti;

· dichiarazione di non rientrare nelle previsioni di cui all’art. 8 comma 4 bis della L. 223/1991 (mancanza di collegamento e controllo societario nei confronti del precedente datore di lavoro);

· impegno a non porre in essere, per tutto il periodo considerato ai fini del presente contributo, operazioni societarie che comportino l’instaurazione con il precedente datore di lavoro di rapporti di collegamento o controllo societario rilevanti ai sensi dell’art. 2359 del codice civile.

Per l’ intervento 6B: presentazione di domanda entro 60 giorni dalla data di decorrenza dell’applicazione del regime di solidarietà. La concessione del contributo è subordinata alla pubblicazione del Decreto ministeriale di autorizzazione dell’ accordo collettivo o del contratto di solidarietà difensivo.

Riferimenti normativi

L.P.16 giugno 1983, n.19

L.P. n. 2/2009 art. 2 co. 3.

Regolamento CE n. 1998/2006, (de minimis).

Legge 428/1990, art. 47, co. 5;

Art. 2359 c.c.

Art. 2112 c.c

Art. 1 co.1 del D.L. 30 ottobre 1984, n. 726 così come convertito dalla L. 19 dicembre 1984, n. 863;

Art. 5, co. 5 del D.L. 20 maggio 1993, n. 148, così come convertito dalla L. 19 luglio 1993, n. 236.

7. ADEGUAMENTO DEL LUOGO DI LAVORO A FAVORE DEI DISABILI

Finalità Favorire l’inserimento lavorativo o la conservazione del posto di lavoro di disabili, prevedendo il rimborso delle spese necessarie all’adeguamento del posto di lavoro alle possibilità operative del lavoratore.

Contenuti L’Agenzia del Lavoro rimborsa, per lo stesso lavoratore e datore di lavoro, i costi sostenuti per modifiche organizzative, tecniche, materiali e acquisizione di strumenti e attrezzature particolari fino ad un massimo di € 6.000. Il contributo è concesso ai sensi del Regolamento (CE) 1998/2006 (de minimis) e per spese complessive di almeno € 300. Non sono ammessi costi finanziati o sostenuti da altri soggetti pubblici.

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro.

Destinatari Lavoratori disabili obbligatoriamente assunti secondo le norme che disciplinano il collocamento mirato, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata pari almeno a 12 mesi.

Modalità di accesso Presentazione della domanda da parte del datore di lavoro, preventivamente alla realizzazione delle modifiche organizzative, tecniche, materiali e acquisizione di strumenti e attrezzature particolari. Il contributo è erogato previa presentazione di idonea documentazione contabile comprovante le spese effettivamente sostenute.

Riferimenti normativi Legge n. 223/1991 Legge n. 407/1990 Legge n. 68/1999 Legge n. 428/1990

IV) PROGETTI PER L’OCCUPAZIONE

8. AUTOIMPIEGO

Finalità

Favorire il rientro nel sistema produttivo dei lavoratori espulsi dai processi produttivi o in difficoltà occupazionale, mediante il sostegno economico ad iniziative di autoimpiego.

Contenuti

E’ concesso un contributo ai soggetti che intendano avviare una nuova attività sotto forma di micro o piccola impresa, in qualsiasi settore economico, o acquisire o subentrare al 100% in imprese già esistenti, anche tramite affitto d’azienda. Nel caso di affitto d’azienda la durata del contratto non deve essere inferiore a 3 anni.

Nel caso in cui più persone in possesso dei requisiti previsti partecipino alla medesima impresa, il contributo può essere concesso per ciascun imprenditore.

Il contributo è cumulabile con analoghe agevolazioni previste dalla normativa provinciale, nazionale o comunitaria, ad eccezione del contributo al "Sostegno allo sviluppo di un’idea imprenditoriale" previsto nell’intervento n. 9 del presente Documento.

Non possono accedere al presente intervento i soggetti che ne abbiano già beneficiato in anni precedenti.

Nel caso di beneficiari di sostegni al reddito previsti da questo Documento nell’ intervento 24 A, il contributo è aumentato degli importi concessi a titolo di sostegno al reddito, ma non ancora erogati.

Il contributo è concesso, ai sensi del Regolamento CE n. 1998/2006 (de minimis).

Nella tabella sotto indicata sono riportate le tipologie di soggetti che sono incentivate e l’entità del contributo concesso.

Tabella dei contributi per autoimpiego

tip. soggetti destinatari agevolazione prevista durata
a a0 persone licenziate ed iscritte alla lista di mobilità in base alla L. 236/93 maschio 5.000 una tantum trascorsi 6 mesi dalla data di avvio dell' attività
femmina 6.000
a1 persone iscritte nella lista di premobilità provinciale maschio 4.000
femmina 5.000
a2 persone uscite dalla lista di mobilità ed ancora disoccupate maschio 5.000
femmina 6.000
a3 persone in cassa integrazione guadagni in deroga dichiarate in esubero maschio 4.000
femmina 5.000
a4 persone beneficiarie di mobilità in deroga maschio 4.000
femmina 5.000
b b1 uomini con più di 30 anni disoccupati da più di 12 mesi 5.000
c c1 donne con più di 30 anni disoccupate da più di 6 mesi 5.000
c2 donne con più di 30 anni inattive da 24 mesi 5.500
d d1 persone disoccupate da più di 3 mesi con più di 50 anni maschio 6.000
femmina 7.000
d2 persone disoccupate da più di 3 mesi con famiglia monoparentale, con uno o più figli minori conviventi 5.500
d3 persone disoccupate da più di 3 mesi prive di diploma di scuola media superiore o professionale 5.500
d4 persone disoccupate da più di 3 mesi "beneficiarie di reddito di garanzia" 7.000
e e1 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni disoccupati da più di 6 mesi 5.500
f f1 persone provenienti da inserimento lavorativo in cooperative sociali del presente Documento (intervento 18 e 18 bis) 7.000
f2 persone provenienti dagli Interventi di accompagnamento all'occupabilità del presente Documento (intervento 19 e 20.2) 7.000
f3 persone provenienti dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale. (L.P. 32/90 - Progettone) 7.000
g g4 persone con meno di 30 anni che abbiano svolto attività lavorativa come lavoro a progetto e/o collaborazione coordinata e continuativa e/o contratto di inserimento e/o contratto a tempo determinato, per almeno 18 mesi negli ultimi 3 anni, anche non continuativi

maschio 4.000

femmina 5.000

g5 persone con età uguale o superiore ai 30 anni che abbiano svolto attività lavorativa come lavoro a progetto e/o collaborazione coordinata e continuativa e/o contratto di inserimento e/o contratto a tempo determinato, per almeno, 18 mesi negli ultimi 3 anni anche non continuativi

maschio 5.000

femmina 6.000

g6 persone che cessano il rapporto di lavoro per ragioni riconducibili a crisi di mercato e beneficiarie di azioni di sostegno al reddito per affrontare l’emergenza occupazionale conseguente alla crisi economica quota di sostegno al reddito provinciale non ancora goduta dal lavoratore
h h0 Disabili disoccupati iscritti all'elenco provinciale di cui alla L. 68/99 secondo le norme stabilite dalle legislazioni vigenti per l'inserimento lavorativo 7.000

Soggetti richiedenti

Imprenditori individuali o soci di società di persone. Nel caso di franchising, il richiedente deve assumere la qualità di franchisee o franchisor. Il richiedente, alla data di avvio dell’attività e fino alla data di erogazione dell’intervento finanziario, deve possedere i seguenti requisiti:

  1. essere residente in provincia di Trento ininterrottamente da almeno tre anni;
  2. non aver svolto, nei tre anni precedenti, attività autonoma con partita I.V.A. o attività di impresa, anche a titolo di collaboratore familiare;
  3. non essere stato socio di impresa a qualsiasi titolo nell’ultimo anno ad eccezione di società quotate in borsa e di società cooperative;
  4. non aver ricoperto, nell’ultimo anno, cariche amministrative in organi di società;
  5. lavorare a tempo pieno all’interno dell’impresa costituita;
  6. essere iscritto alle competenti gestioni previdenziali;
  7. non avere in corso procedure concorsuali;
  8. essere munito delle prescritte autorizzazioni e licenze per l’esercizio dell’attività.

Non sono ammessi a contributo:

  • attività d’impresa a carattere stagionale;
  • associazioni in partecipazione o subentro o acquisizione di quote in società già esistenti;
  • attività derivanti da acquisizione della proprietà o da subentro al 100% in attività nelle quali siano presenti al momento del subentro, in qualità di titolari o soci, conviventi o coniugi, parenti ed affini entro il 2° grado;
  • attività di libera professione, i procacciatori d’affari e agenti di commercio;
  • collaboratori familiari, soci accomandanti.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro della domanda trascorsi almeno 60 giorni dalla data di avvio dell’attività, ma non oltre i 240 giorni.

Per data di avvio attività si intende quella risultante dal registro imprese della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Trento.

Il contributo viene erogato all’impresa, in un’unica soluzione, trascorsi sei mesi dalla data di avvio dell'attività.

Riferimenti normativi

Regolamento CE n. 1998/2006

Legge n. 236/93

9. SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DI UN’IDEA IMPRENDITORIALE

Finalità

Favorire l’avvio di un’attività d’impresa da parte di persone in difficoltà occupazionale, attraverso un sostegno economico ed un servizio orientativo e formativo in fase di “start-up”.

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro fornisce ai potenziali imprenditori un sostegno alla realizzazione di un’idea imprenditoriale. Sono ammesse le idee imprenditoriali che prevedano:

  • investimenti per un ammontare massimo di € 200.000;
  • forma giuridica dell’impresa come individuale, società di persone o piccola cooperativa;
  • sede operativa e sede legale nel territorio della provincia.

Non sono ammesse le idee imprenditoriali che prevedano forme di avvio d’impresa con contratto di affitto o subentro d’azienda, di affiliazione, di franchising, le attività di procacciatori d’affari e di agenti di commercio. L’Agenzia del Lavoro fornisce:

  • un percorso di orientamento e formazione, della durata massima di quattro settimane, durante il quale viene verificata la fattibilità dell’idea progettuale e vengono trasferite le principali conoscenze in materia di gestione di un’impresa. Alla conclusione del percorso formativo è espressa una valutazione complessiva di fattibilità di ciascun progetto d’impresa, che costituisce elemento essenziale per l’ammissione alle ulteriori agevolazioni di natura finanziaria e di assistenza tecnica allo start up;
  • un contributo massimo di € 38.000, di cui fino ad € 32.500, per le spese relative ai beni di investimento e fino ad € 5.500, per le spese di gestione. Il contributo per le spese di investimento è composto fino ad un massimo di € 20.000, a fondo perduto e fino ad un massimo di € 12.500, con prestito agevolato. Il contributo è cumulabile, purché non sugli stessi beni, con analoghe agevolazioni previste dalla normativa provinciale, nazionale e comunitaria ad eccezione del contributo all’autoimpiego previsto nell’intervento n. 8 del presente Documento;
  • l’assistenza personalizzata nella fase di start-up dell’azienda.

L’Agenzia del lavoro attiva una rete di coordinamento tra i soggetti che a vario titolo si occupano di imprenditorialità in provincia di Trento per valorizzare il lavoro autonomo in particolare dei giovani.

Soggetti richiedenti

Persone che, alla data della domanda, possiedano i seguenti requisiti soggettivi:

  1. essere disoccupati;
  2. essere residenti in provincia di Trento ininterrottamente da almeno tre anni;
  3. non aver svolto attività autonoma con partita I.V.A o attività di impresa, anche a titolo di collaboratore familiare, negli ultimi tre anni;
  4. non essere stato socio di impresa a qualsiasi titolo nell’ultimo anno ad eccezione di società quotate in borsa e di società cooperative;
  5. non aver ricoperto, nell’ultimo anno, cariche amministrative in organi di società;
  6. non aver subito protesti per assegni o cambiale negli ultimi 5 anni;
  7. non essere coinvolto in procedure concorsuali in corso, anche in qualità di garante o fideiussore;
  8. non aver riportato condanne penali, anche se non passate in giudicato, per delitti dolosi negli ultimi 5 anni;
  9. non essere sottoposto a misure preventive di sicurezza;
  10. non essere interdetto o inabilitato.

Nel caso di beneficiari di sostegni al reddito previsti da questo Documento nell’intervento 24, il contributo è aumentato degli importi concessi a titolo di sostegno al reddito, ma non ancora erogati. Il contributo è concesso, ai sensi del Regolamento CE n. 1998/2006, (de minimis).

Modalità di accesso

Partecipazione a bando indetto dall’Agenzia del Lavoro.

Riferimenti normativi

Legge provinciale 16 giugno 1983 n. 19

Regolamento CE n. 1998/2006, (de minimis).

10. CONVENZIONI PER L’INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE DISABILI

Finalità

Favorire l’inserimento lavorativo di persone disabili e sostenere la permanenza del rapporto di lavoro nel tempo. Sostenere, in particolare, quelle situazioni in cui si manifestano difficoltà e vi sia la necessità di supportare il percorso di tirocinio, l’instaurazione del rapporto di lavoro o il mantenimento del posto di lavoro.

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro può stipulare i seguenti tipi di convenzione:

  1. con cooperative sociali, con i loro consorzi nonché con organizzazioni di volontariato o con altri soggetti sia pubblici che privati, al fine di sostenere percorsi di tirocinio di orientamento e formativi o l’inserimento lavorativo attraverso attività di tutoraggio, accompagnamento e monitoraggio all’apprendimento o ogni altra iniziativa utile al perseguimento della finalità del presente intervento. Le convenzioni definiscono i servizi, il numero di ore massimo, la durata complessiva di erogazione dei medesimi e l’importo e le modalità di erogazione del corrispettivo riconosciuto dall’Agenzia del lavoro. La durata delle convenzioni viene stabilita secondo le esigenze e le caratteristiche delle attività in esse disciplinate;
  2. per la determinazione di un programma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali, ai sensi dell’art. 11, co.1, L.68/1999;
  3. individuali per l’avviamento al lavoro di disabili psichici o che presentino particolari caratteristiche o difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario ai sensi dell’art. 11, co.4, L.68/1999;
  4. di inserimento lavorativo, anche temporaneo e con finalità formativa, secondo le modalità ed i criteri disciplinati dalla legge sul collocamento mirato (ai sensi degli artt. 12 e 12 bis L. 68/1999);
  5. convenzioni-quadro con le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale e con le associazioni di rappresentanza, assistenza e tutela della cooperative sociali di tipo b) e con i loro consorzi, al fine di disciplinare il conferimento di commesse di lavoro alle cooperative sociali medesime da parte delle imprese associate o aderenti, in attuazione dell’art.14 del D. Lgs 276/2003.

Soggetti richiedenti/attuatori

Richiedenti: datori di lavoro anche pubblici, per le convenzioni di cui alle lettere b) e c). Attuatori: l’Agenzia del Lavoro in collaborazione con cooperative sociali, loro consorzi nonché organizzazioni di volontariato o altri soggetti sia pubblici che privati che organizzano servizi a favore di disabili disoccupati o lavoratori, ed ai loro datori di lavoro.

Destinatari

Disabili iscritti al relativo elenco oppure obbligatoriamente assunti secondo le norme che disciplinano il collocamento mirato, ed i loro datori di lavoro, sia pubblici che privati.

Modalità di accesso

L’Agenzia del Lavoro propone, definisce ed approva le convenzioni, anche su valutazione e proposta degli operatori di riferimento per il collocamento mirato, che segnalano gli utenti ed i datori di lavoro da sostenere.

Riferimenti normativi

Legge 68/1999.

Decreto legislativo 276/2003.

11. PROGETTI SUI REGIMI DI ORARIO CON FINALITÀ CONCILIATIVE

Finalità

Sostenere la sperimentazione di interventi di riorganizzazione e di rimodulazione degli orari in relazione agli impegni di cura e di assistenza tramite progetti, anche utilizzando il telelavoro, che si propongano una migliore conciliazione famiglia lavoro.

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro può concedere contributi fino a € 25.000 per ciascun progetto:

  • per consulenze in materia di organizzazione aziendale riguardanti l’elaborazione e l’attuazione del progetto. Si dà atto che sono incluse in questa voce, anche le attività del personale interno riguardanti l’elaborazione e l’attuazione del progetto;
  • spese per l’attuazione e la realizzazione del progetto;
  • per corsi di formazione professionale che si rendessero necessari nell’ambito del processo riorganizzativo;
  • per ogni lavoratore a tempo indeterminato coinvolto in forme di flessibilità temporale legate ad esigenze di cura ed assistenza, un contributo fino a € 2.600 all’anno per due anni;
  • per ogni posto di lavoro aggiuntivo con contratto a tempo indeterminato creato grazie al progetto, concede un contributo annuo fino a € 2.600 per due anni. I contratti aggiuntivi sono calcolati rispetto al numero dei contratti a tempo indeterminato in essere nell’anno solare precedente.

I contributi non sono cumulabili con agevolazioni previste dalla normativa nazionale e provinciale, per il medesimo progetto.

I contributi sono erogati ai sensi ai sensi del Regolamento CE n.1998/2006 (de minimis).

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro.

Destinatari

Disoccupati e lavoratori subordinati che debbano assolvere ad impegni di cura e di assistenza nei confronti di:

  • figli minori conviventi;
  • persone che abbiano compiuto 75 anni d’età che siano conviventi o, se non conviventi, che siano parenti di I o II grado o affini di I grado;
  • persone non autosufficienti ai sensi della L.P. 6/98 conviventi o, se non conviventi, parenti di I e II grado o affini di I grado.

Per la sola parte formativa, sono destinatari anche collaboratori (anche a progetto) del richiedente purché prestino la loro opera all’interno dell’impresa medesima.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di domanda e progetto e approvazione del medesimo. I progetti con finalità di cura vengono presentati all’Agenzia del Lavoro previo accordo sindacale; per i progetti predisposti da datori di lavoro privi di rappresentanza sindacale che si attengono alle Linee guida del Family-Audit, l’accordo sindacale è sostituito da un passaggio consultivo presso i dipendenti dell’azienda a garanzia dell’adesione ai contenuti del progetto e dall'invio del progetto medesimo alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. L’avvio del progetto può avvenire solo dopo la sua approvazione che, per quelli predisposti attenendosi alle Linee guida del Family-Audit, è subordinata alla presentazione della Certificazione Base (delibera GP 1364/2010). Il contributo viene erogato nei seguenti modi:

  • per consulenze in materia di organizzazione aziendale riguardanti l’elaborazione e l’attuazione del progetto, erogazione in due rate: il 70% all’atto della approvazione del progetto ovvero, per i progetti aziendali predisposti attenendosi alle Linee guida del Family-Audit, all’atto della acquisizione della Certificazione Base; il 30% a conclusione del progetto, previa presentazione di idonea documentazione ovvero, per i progetti aziendali predisposti attenendosi alle Linee guida del processo Family-Audit, all’ottenimento del Certificato Finale (delibera GP 1364/2010);
  • per i corsi di formazione professionale per lavoratori, si seguono criteri e modalità indicate nel presente Documento nell’ambito degli interventi per la formazione per lavoratori al punto 4.3 “Interventi formativi individuali extra aziendali di aggiornamento e 4.5 “Interventi formativi collettivi di aggiornamento”;
  • per le forme di flessibilità temporale, anche temporanee e reversibili, legate ad esigenze di cura ed assistenza, in rate annuali posticipate calcolate a partire dalla data di trasformazione dell’orario di lavoro o dall’eventuale avvio del rapporto di lavoro, previa verifica della permanenza dei requisiti necessari. La maturazione del contributo durante il primo anno avviene al termine del medesimo o, in caso di durata più breve, al termine del periodo previsto; durante il secondo anno avviene trimestralmente. Nel caso di dimissioni durante il primo anno, il contributo matura trimestralmente. Non è riconosciuta la trimestralità in via di maturazione
  • per ogni posto di lavoro aggiuntivo con contratto a tempo indeterminato creato grazie al progetto, in rate annuali posticipate calcolate a partire dalla data di avvio del rapporto di lavoro, previa verifica della permanenza dei requisiti necessari. La maturazione del contributo durante il primo anno avviene al termine del medesimo; durante il secondo anno avviene trimestralmente. Nel caso di dimissioni durante il primo anno, il contributo matura trimestralmente. Non è riconosciuta la trimestralità in via di maturazione

Riferimenti normativi

L.P. 16 giugno 1983 n. 19

L.P. 02 marzo 2011 n. 1

12. INIZIATIVE PER FAVORIRE L’INSERIMENTO DELLE DONNE IN MANSIONI O LIVELLI DOVE RISULTANO SOTTORAPPRESENTATE

Finalità

Promuovere progetti che favoriscano l’inserimento delle donne in mansioni di elevato contenuto professionale o in livelli di responsabilità dove risultano sottorappresentate.

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro può:

  1. concedere contributi per ogni assunzione con contratto a tempo indeterminato, o, in caso di qualifiche dirigenziali, a tempo determinato per almeno 8 mesi se a tempo pieno, e per almeno 12 mesi se part-time (minimo 20 ore settimanali), di disoccupate in:
    • mansioni di elevato contenuto professionale, individuate con riferimento ai primi 3 gruppi professionali della codifica ISTAT delle professioni, per un importo annuo fino a € 2.600 per due anni;
    • livelli di responsabilità in cui le donne sono sottorappresentate individuati in base al contratto collettivo di riferimento e calcolate rispetto alla distribuzione dell’organico aziendale per un importo annuo fino a € 4.000 per due anni;
  2. attivare tirocini a carattere formativo della durata massima di 6 mesi a supporto del punto 1);
  3. concedere contributi per un importo fino a € 2.600 euro per due anni, per la progressione di carriera del personale femminile dipendente con contratto a tempo indeterminato in livelli in cui le donne risultano sottorappresentate;
  4. attivare corsi di formazione professionale che si rendessero necessari per attuare il processo riorganizzativo, o finalizzati alla progressione di carriera del personale femminile.

I contributi sono erogati ai sensi ai sensi del Regolamento CE n.1998/2006 (de minimis) e non possono essere superiori a € 25.000 per il medesimo progetto.

I contributi non sono cumulabili con agevolazioni previste dalla normativa nazionale e provinciale per il medesimo progetto.

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro.

Destinatari

Lavoratrici subordinate. Disoccupate residenti in provincia di Trento al momento della domanda. Per la sola parte formativa (punto 4), collaboratrici (anche a progetto) dell’ impresa richiedente, purchè prestino la loro opera all’interno dell’impresa.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di domanda, progetto e approvazione del medesimo. L’avvio del progetto può avvenire solo dopo la sua approvazione. L’elevato contenuto professionale o di responsabilità è valutato attraverso la declaratoria della classificazione del personale ed i corrispondenti livelli di inquadramento con riferimento a competenze che riconoscono un certo grado di autonomia decisionale nello svolgimento degli incarichi, anche associati ad un'attivita' di coordinamento. La sottorappresentazione è valutata verificando se, per la specifica posizione, la distribuzione dell'occupazione tra maschi e femmine presso l’azienda richiedente e' superiore o inferiore al 50%.

Il contributo viene erogato nei seguenti modi:

· per l’assunzione di disoccupate in rate annuali posticipate calcolate a partire dalla data di avvio del rapporto di lavoro previa verifica della permanenza dei requisiti necessari. La maturazione del contributo durante il primo anno avviene al termine del medesimo o, in caso di durata più breve, al termine del periodo previsto; durante il secondo anno avviene trimestralmente. Nel caso di dimissioni durante il primo anno, il contributo matura trimestralmente. Non è riconosciuta la trimestralità in via di maturazione;

· per i tirocini a carattere formativo si seguono modalità e criteri indicati nel presente Documento nell’ambito degli interventi per i “Tirocini formativi e di orientamento per disoccupati, disabili o svantaggiati (1.D.1 b);

· per la progressione di carriera delle lavoratrici in rate annuali posticipate calcolate a partire dalla data di avvio del rapporto di lavoro previa verifica della permanenza dei requisiti necessari. La maturazione del contributo durante il primo anno avviene al termine del medesimo; durante il secondo anno avviene trimestralmente. Nel caso di dimissioni durante il primo anno, il contributo matura trimestralmente. Non è riconosciuta la trimestralità in via di maturazione.

· per i corsi di formazione professionale si seguono criteri e modalità indicati nel presente Documento nell’ambito degli interventi per la formazione per disoccupati, inoccupati e a rischio di disoccupazione di cui ai punti 3.7 “Interventi formativi individuali di inserimento su domanda aziendale” e 3.8 “Interventi formativi collettivi di inserimento su domanda aziendale” e per lavoratori di cui ai punti 4.3 “Interventi formativi individuali extra aziendali di aggiornamento” e 4.5 “Interventi formativi collettivi di aggiornamento.

Riferimenti normativi

L.P. 16 giugno 1983, n.19

13 PROGETTI DI INSERIMENTO OCCUPAZIONALE PER GIOVANI DONNE IN POSSESSO DI TITOLI DI STUDIO DEBOLI

Finalità

Favorire l’occupazione delle giovani donne in possesso di titoli di studio deboli rispetto alle opportunità offerte dal mercato del lavoro locale.

Contenuti

Attivazione di progetti di inserimento occupazionale mediante:

  • iniziative di orientamento e di sostegno consulenziale a supporto della costruzione di un progetto professionale;
  • attivazione di tirocini a carattere orientativo di cui alla tipologia 1D1a) per disoccupate che hanno partecipato ai corsi di orientamento;
  • attivazione di tirocini a carattere formativo di cui alla tipologia 1D1b) per disoccupate con precedenti esperienze lavorative che hanno partecipato ai corsi di orientamento;
  • attivazione di corsi di formazione anche individuali per la riqualificazione e l’aggiornamento professionale delle competenze delle disoccupate;
  • concessione di contributi per ogni assunzione con contratto a tempo indeterminato (€ 3.000 il primo anno e € 5.000 il secondo anno) o a tempo determinato per almeno 24 mesi (€ 4.000).

Il contributo viene erogato in rate annuali posticipate calcolate a partire dalla data di avvio del rapporto di lavoro, previa verifica della permanenza dei requisiti necessari. La maturazione del contributo durante il primo anno avviene al termine del medesimo; durante il secondo anno avviene trimestralmente. Nel caso di dimissioni durante il primo anno, il contributo matura trimestralmente. Non è riconosciuta la trimestralità in via di maturazione. I contributi sono erogati ai sensi ai sensi del Regolamento CE n.1998/2006 (de minimis). I contributi non sono cumulabili con agevolazioni previste dalla normativa nazionale e provinciale per il medesimo progetto.

Soggetti richiedenti

Datori di lavoro, per quanto riguarda i contributi.

Le destinatarie per quanto riguarda i progetti.

Destinatarie

Disoccupate residenti in provincia di Trento al momento della domanda, di età fino a 35 anni, in possesso di titoli di studio deboli rispetto alle opportunità offerte dal mercato del lavoro locale, individuati secondo criteri specificati dal Consiglio d’Amministrazione.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di domanda, progetto e approvazione del medesimo. L’avvio del progetto può avvenire solo dopo la sua approvazione.

Riferimenti normativi

L.P. 16 giugno 1983, n. 19

14 INIZIATIVE PER FAVORIRE L’OCCUPAZIONE DELLE DISOCCUPATE MADRI E DELLE LAVORATRICI AL RIENTRO DAL CONGEDO

Finalità

Promuovere iniziative che favoriscano l’inserimento o il reinserimento delle madri disoccupate o la permanenza nell’occupazione dopo il periodo di congedo di maternità o parentale delle lavoratrici.

Contenuti

  1. attivazione di iniziative di orientamento e di sostegno consulenziale a supporto della costruzione di un progetto professionale;
  2. attivazione di tirocini a carattere orientativo di cui alla tipologia 1D1a) per inoccupate madri che hanno partecipato ai corsi di orientamento;
  3. attivazione di tirocini a carattere formativo di cui alla tipologia 1D1b) per disoccupate madri con precedenti esperienze lavorative che hanno partecipato ai corsi di orientamento;
  4. attivazione di corsi di formazione, anche individuali, per la riqualificazione e l’aggiornamento professionale delle competenze delle disoccupate e delle lavoratrici in rientro dal congedo di maternità o parentale.

Alle donne, per la partecipazione ai tirocini, è concessa una borsa di tirocinio di € 70,00 settimanali, erogata secondo le modalità indicate nel presente Documento nell’ambito degli Interventi 1.D.1 “Tirocini formativi e di orientamento per disoccupati, disabili o svantaggiati”.

Ai datori di lavoro, per i corsi di formazione per le disoccupate madri, sono concessi contributi secondo le modalità indicate nel presente Documento nell’ambito degli interventi per la formazione per disoccupati, inoccupati e a rischio di disoccupazione, di cui ai punti 3.7 “Interventi formativi individuali di inserimento su domanda aziendale” e 3.8 “Interventi formativi collettivi di inserimento su domanda aziendale”; per i corsi di formazione per le lavoratrici in rientro dopo il periodo di congedo di maternità o di quello parentale sono concessi contributi secondo le modalità indicate nel presente Documento nell’ambito degli interventi per la formazione dei lavoratori di cui ai punti 4.3 “Interventi formativi individuali extra aziendali di aggiornamento” e 4.5 “Interventi formativi collettivi di aggiornamento”.

I contributi sono erogati ai sensi ai sensi del Regolamento CE n.1998/2006 (de minimis)

I contributi non sono cumulabili con agevolazioni previste dalla normativa nazionale e provinciale, fatta salva la possibilità, per le lavoratrici con figli di età fino a 16 anni compiuti o 18 nel caso di minori portatori di handicap certificati ex legge 104/92 o con difficoltà di apprendimento o situazioni di particolare disagio attestate da personale di competenza, di usufruire dei buoni di servizio e di accompagnamento riconosciuti dalla Provincia.

Soggetti attuatori

Agenzia del lavoro.

Soggetti richiedenti

Disoccupate, lavoratrici/Datori di Lavoro.

Destinatarie

Madri disoccupate residenti in provincia di Trento al momento della domanda, con esigenze di cura nei confronti di figli minori conviventi.

Lavoratrici in rientro dopo il congedo di maternità o parentale con esigenze di cura nei confronti di figli minori conviventi.

Modalità di accesso

Per le iniziative di cui al punto1, presentazione all’Agenzia del Lavoro e per le iniziative di cui ai punti 2, 3 e 4, presentazione del progetto e approvazione del medesimo. L’avvio del progetto può avvenire solo dopo la sua approvazione.

Riferimenti normativi

L.P. 16 giugno 1983, n.19

L.08 marzo 2000 n. 53 art.9, comma 1, lettera b)

15 INTERVENTI PER FAVORIRE IL COINVOLGIMENTO DEI PAPÀ NELL’ ATTIVITÀ DI CURA

Finalità

Ridurre lo sbilanciamento del carico di cura che attualmente grava sulla componente femminile, favorendo un maggiore coinvolgimento dei padri grazie ad un più diffuso utilizzo del congedo parentale.

Favorire l’occupazione femminile poichè, da un lato, la scarsa occupazione delle donne deriva molto spesso dalla necessità di cura dei figli e, dall’altro, i datori di lavoro possono considerare l’assunzione delle donne più onerosa (costi di non parità).

Contenuti

Ai padri che chiedono il congedo parentale, in alternativa alla madre lavoratrice, è riconosciuto il sostegno economico pari al 30% della retribuzione entro il massimale di € 900 per un massimo di quattro mesi; il sostegno economico è aumentato al 40% nel caso di richiesta del congedo parentale a partire dal 7° mese.

I contributi non sono cumulabili con agevolazioni analoghe previste dalla normativa provinciale.

Soggetti richiedenti e destinatari

Padri lavoratori subordinati con figli minori di 8 anni dipendenti presso datori di lavoro privati, occupati in unità produttive avente sede nella provincia di Trento.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di una domanda, corredata da documentazione che comprovi i requisiti previsti dalla presente iniziativa, entro 60 giorni dall’inizio della fruizione.

Riferimenti normativi

  1. 8 marzo 2000 n. 53 art.3 co. 2

16. INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE SULLE AZIONI POSITIVE

Finalità

Favorire la diffusione e la conoscenza delle tematiche inerenti le azioni positive.

Contenuti

Sono concessi contributi fino all’80% del costo complessivo del progetto, comunque nella misura massima di € 4.200 per:

  1. costituire reti sul territorio provinciale promosse da enti e da associazioni impegnate nello sviluppo dell’imprenditorialità femminile (in particolare in forma di piccola impresa), anche finalizzate allo scambio di esperienze relative all’organizzazione del lavoro, al processo produttivo, nonché alla formazione;
  2. realizzare sul territorio provinciale “buone prassi” in materia di lavoro per uomini e donne.

I contributi non sono cumulabili con agevolazioni previste dalla normativa nazionale e provinciale per la medesima iniziativa.

Soggetti richiedenti

Enti pubblici; datori di lavoro; imprese; persone giuridiche, quali associazioni, fondazioni.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di domanda e progetto

L’avvio del progetto può avvenire solo dopo la sua approvazione.

Il contributo è erogato in due rate: il 70% all’atto della approvazione del progetto; il 30% a conclusione del progetto, previa presentazione di idonea documentazione contabile comprovante le spese effettivamente sostenute.

Riferimenti normativi

  1. Lgs 11 aprile 2006, n. 198 art. 42

17. PROGETTI CON FINALITÀ CONCILIATIVE RIVOLTI ALLE LAVORATRICI AUTONOME

Finalità

Offrire alle imprenditrici, nei momenti in cui si rende necessaria una sospensione dell’attività lavorativa per motivi legati a gravidanza, maternità o assistenza ai familiari, la possibilità di essere sostituite pro tempore in azienda da una persona con esperienza e professionalità nella gestione d’impresa, iscritta nel Registro provinciale Co-manager e disponibile a sostituire le imprenditrici.

Consolidare, attraverso percorsi formativi, la preparazione professionale delle/degli aspiranti Co-manager che non presentino un percorso professionale sufficientemente solido e duraturo e che pertanto non siano iscrivibili direttamente nel Registro provinciale.

Contenuti

Finanziamento di progetti previsti dall’art. 9 L. 53/2000, comma 3, nel caso di mancata attuazione della disposizione o nel caso di esclusione dal bando per carenza di risorse finanziarie.

Per la realizzazione del progetto l’imprenditrice e la/il Co-manager sottoscrivono un contratto che definisce, tra l’altro, il programma operativo, ovvero un programma che evidenzi la necessità di ricorrere alla/al Co-manager e pianifichi nel dettaglio le aree dove deve inserirsi la sostituzione e ne quantifichi l’apporto collaborativo o lavorativo richiesto.

L’Agenzia del Lavoro può concedere contributi fino a € 25.000 per sostenere l’attuazione del programma operativo.

I contributi sono erogati ai sensi ai sensi del Regolamento CE n. 1998/2006 (de minimis).

I contributi non sono cumulabili con agevolazioni previste dalla normativa nazionale e provinciale, che si propongano la medesima finalità.

L’Agenzia del Lavoro può organizzare ed attivare percorsi formativi volti a consolidare la preparazione professionale delle/degli aspiranti Co-manager.

Soggetti richiedenti e destinatari

Lavoratrici autonome residenti in provincia di Trento alla data della domanda o imprenditrici di aziende con sede legale o operativa in provincia di Trento, che debbano assolvere ad impegni di cura ed assistenza nei confronti di figli minori conviventi o di anziani oltre i 75 anni di età o soggetti con bisogno di assistenza accertata ai sensi della LP 6/1998; negli ultimi due casi le persone devono far parte del nucleo familiare o se non appartenenti al nucleo familiare devono essere parenti di 1 o 2 grado o affini di primo grado.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di domanda e progetto e approvazione del medesimo.

La domanda per la richiesta di sostituzione deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto e deve essere corredata del programma operativo che evidenzi la necessità di ricorrere alla/al Co-manager e pianifichi nel dettaglio le aree dove deve inserirsi la sostituzione e ne quantifichi l’apporto collaborativo o lavorativo richiesto.

Nel caso di esclusione dal bando nazionale per carenza di risorse finanziarie, la domanda viene approvata subordinatamente alla dimostrazione dell’esclusione per i suddetti motivi.

Riferimenti normativi

L 08 marzo 2000 n. 53 art. 9, co. 3

18. FINANZIAMENTO A PROGETTO PER COOPERATIVE SOCIALI

Finalità

Sostenere lo sviluppo delle cooperative sociali di inserimento lavorativo o loro consorzi al fine di promuovere l’inserimento lavorativo, in forma stabile e qualificata, di persone disabili o svantaggiate.

Contenuti L’Agenzia del Lavoro può intervenire a sostegno delle cooperative sociali di inserimento lavorativo attraverso le seguenti misure:

  1. nuove cooperative: concessione di contributi a cooperative o loro consorzi a sostegno di studi di fattibilità e ad iniziative di formazione ed assistenza relative a progetti di costituzione di nuove cooperative sociali di inserimento lavorativo nella misura massima del 90% dei costi sostenuti ed entro il limite di €. 25.000 per ciascun progetto;

  2. formazione del personale: attuazione diretta da parte dell’Agenzia o concessione di contributi a cooperative o loro consorzi per attività di formazione professionale del personale delle cooperative coinvolte, nel rispetto degli standard e dei parametri stabiliti per le Azioni formative di cui al punto 4.1.“Interventi di formazione continua promossi dalle imprese o da consorzi di imprese, loro associazioni o enti bilaterali”;

  3. consulenze: concessione di contributi a cooperative e loro consorzi per consulenze aventi ad oggetto l’organizzazione e lo sviluppo aziendale, ivi comprese collaborazioni con consorzi che operano nell’area sociale, nonché per iniziative di marketing sociale, nella misura massima del 90% dei costi sostenuti ed entro il limite di €. 25.000 per ciascuna consulenza;

  4. sostegno all’assunzione di disabili e svantaggiati:

    1. concessione di contributi della durata massima di 36 mesi, a cooperative, per progetti di assunzione a tempo indeterminato di persone disabili o svantaggiate così determinati:
      • fino al 60% del costo del lavoro per il primo anno;
      • fino al 40% del costo del lavoro per il secondo e terzo anno;
    2. concessione di contributi a cooperative, della durata massima di 36 mesi e fino al 40% del costo del lavoro, per progetti di assunzione a tempo determinato di persone appartenenti alle seguenti tipologie di persone disabili o svantaggiate:
      • persone condannate o internate ammesse alle misure alternative alla detenzione;
      • persone detenute o internate negli istituti penitenziari;
      • persone con problemi di tossicodipendenza inserite in un progetto di collaborazione con il Servizio per le Tossicodipendenze (Ser.T);
      • persone in trattamento psichiatrico o con deficit intellettivo;
  5. sostegno prolungato o ripetuto:

    concessione di contributi a cooperative, fino al 30% del costo del lavoro e per un periodo massimo di ulteriori 6 anni, per progetti di inserimento lavorativo di persone in trattamento psichiatrico o con deficit intellettivo che rimangono o ritornano in carico alle cooperative oltre i 3 anni previsti nella precedente lettera d) in quanto non collocabili all’esterno. In questo caso i progetti possono riguardare anche:

    • persone il cui rapporto di lavoro venga trasformato da tempo determinato a tempo indeterminato;
    • persone il cui rapporto di lavoro con la cooperativa ora beneficiaria è stato precedentemente interrotto per un periodo non inferiore a 12 mesi oppure non è stato mai attivato;
  6. sostegno per tutor: concessione di contributi a cooperative, finalizzati alla parziale copertura del costo del lavoro del personale in possesso di specifiche capacità professionali coerenti con le attività sociali e produttive svolte, comprovate dal possesso di idonei titoli di studio o da esperienze professionali, che operi in veste di tutor aziendale per progetti riguardanti contemporaneamente almeno due persone disabili o svantaggiate. L’intervento è limitato al numero di persone necessario per consentire il sostegno al corretto inserimento lavorativo o al mantenimento in cooperativa delle persone disabili o svantaggiate. Per il sostegno delle persone indicate alla lettera e) può essere autorizzato l’affiancamento di un tutor, anche per un solo lavoratore. Il contributo non può superare il 35% del costo del lavoro dei tutor aziendali ammessi al sostegno per il periodo di durata del progetto e viene commisurato all’impegno effettivamente richiesto;

  7. sostegno per responsabile sociale: concessione di contributi a cooperative, nella misura massima del 60% del costo del lavoro del responsabile sociale, misura comunque commisurata all’impegno effettivamente richiesto;

  8. sostegno per inserimento nel mercato del lavoro ordinario: contributi per favorire interventi di inserimento di persone disabili o svantaggiate in contesti produttivi ordinari, entro il limite di € 4.000 all’anno per ogni cooperativa. Tali interventi possono concretizzarsi anche in azioni di ricerca di opportunità occupazionali, se la cooperativa è appositamente autorizzata o accreditata o in azioni di affiancamento dei destinatari durante il periodo di inserimento nel mercato del lavoro ordinario.

I contributi concessi nell’ambito del presente intervento non sono cumulabili con altri contributi concessi per iniziative della medesima natura rivolte ai medesimi destinatari da parte della Provincia o di altri Enti pubblici.

Soggetti richiedenti

Cooperative sociali di cui all’art. 1, co. 1, lett. B della Legge n. 381 dell' 8 novembre 1991, recante “Disciplina delle cooperative sociali che svolgono attività finalizzate all’inserimento lavorativo di disabili o svantaggiati.”

Destinatari

Persone disabili (anche se non iscritte agli elenchi di cui alla L.68/1999), gli ex degenti di istituti psichiatrici, le persone in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, i condannati o gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione come previsto dall’art. 4 della Legge n. 381/91 (Disciplina delle cooperative sociali), nonché le persone detenute o internate negli istituti penitenziari come previsto dall’art. 1 comma 1 Legge 22 giugno 2000, n. 193.

Sono inoltre equiparati alle suddette persone:

  • le persone considerate in stato di bisogno ai sensi della L.P. 27 Luglio 2007, n. 13 (Politiche sociali nella Provincia di Trento) ed i cittadini stranieri sottoposti a situazione di violenza o grave sfruttamento come individuati dall’art. 18 del D.Lgs n. 286/98 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero);
  • le persone disoccupate a seguito di rapporto di lavoro a termine nell’ambito delle attività del Servizio Conservazione della natura e valorizzazione ambientale o le persone coinvolte negli interventi di accompagnamento all’occupabilità (Azione 10 del Documento degli interventi di politica del lavoro 2008-2010 ed interventi n. 19 e 20 di questo Documento) che, nonostante l’esperienza ivi maturata, non sono in grado di entrare nel mercato del lavoro oppure risultino segnalate dai servizi sociali.

I destinatari devono essere residenti in provincia di Trento al momento dell’assunzione, ad eccezione dei seguenti casi:

  • persone detenute o internate negli istituti penitenziari;
  • condannati ed internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno.

Modalità di accesso

Per gli interventi di cui alle lettere a), b) e c) del paragrafo “Contenuti”, le cooperative sociali o i loro consorzi presentano all’Agenzia del Lavoro un progetto corredato da tutte le indicazioni e la documentazione necessarie per permetterne la valutazione ai fini dell’ammissibilità. Per poter accedere ai contributi indicati nelle rimanenti lettere, le cooperative sociali di inserimento lavorativo presentano annualmente all’Agenzia del Lavoro un progetto completo di tutte le indicazioni e la documentazione necessaria per permetterne la valutazione ai fini dell’ammissibilità. In particolare devono essere presentati i seguenti documenti:

  • il piano di impresa, contenente tutte le informazioni utili alla valutazione del piano stesso ed in particolare contenente notizie in merito al patrimonio, alla organizzazione produttiva, alle attività, alle commesse ed al grado di autonomia economica della cooperativa richiedente;
  • la relazione sulla strategia perseguita dalla cooperativa per assicurare la coerenza tra l’attività produttiva della stessa e gli inserimenti lavorativi prospettati;
  • l’indicazione del rapporto tra persone disabili o svantaggiate e non, impiegate (o che si intendono impiegare) nell’impresa;
  • relazione sulle metodologie dell’inserimento lavorativo per i disabili o svantaggiati, indicando:
    1. modalità e strumenti di attuazione e valutazione dell’inserimento lavorativo;
    2. eventuali attività formative connesse;
    3. caratteristiche e modalità di intervento dei tutori aziendali;
    4. strategie e strumenti per l’inserimento lavorativo a tempo indeterminato nel mercato ordinario.

I Progetti sono inoltrati al Comitato tecnico di valutazione di cui all’intervento n. 31 per osservazioni. L’ intervento è finanziato prevalentemente con risorse FSE.

I contributi sono erogati ai sensi del Regolamento CE 1998/2006 (de minimis).

Riferimenti normativi

Legge n. 381/91 (Disciplina delle cooperative sociali)

Legge n. 193/2000 (Norme per favorire l’attività lavorativa dei detenuti)

L.P. 27 Luglio 2007, n. 13 (Politiche sociali nella Provincia di Trento)

D.Lgs n. 286/98 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero)

L.P.n. 32/90 (Interventi provinciali per il ripristino e valorizzazione ambientale)

Legge 12 marzo 1999 n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili)

L.R. n. 15/93 (Modifiche alle leggi vigenti e nuove norme in materia di vigilanza sulle cooperative)

Regolamento (CE) 1998/2006

18 BIS. ATTUAZIONE SPERIMENTALE DI PROGETTI INDIVIDUALIZZATI DESTINATI ALLO SVILUPPO DELL’OCCUPABILITA’ DI PERSONE SVANTAGGIATE ATTRAVERSO L’ASSEGNAZIONE DI TITOLI DI ACQUISTO DI SERVIZI.

Finalità

Sperimentazione, di una nuova metodologia e strumentazione di intervento pubblico destinata a promuovere la definizione e l’attuazione di progetti personalizzati destinati al recupero delle competenze per la cittadinanza e per il lavoro di soggetti posti in condizione di disabilità o di svantaggio.

L’esperienza sarà sottoposta a continuo ed attento monitoraggio, al fine di poter trarre delle indicazioni valutative a supporto dei decisori istituzionali.

Particolare attenzione verrà riservata alla verifica di profili essenziali della metodologia proposta:

  • accettazione e gradimento da parte dei destinatari e delle loro famiglie;
  • semplificazione delle procedure gestionali ed amministrative di accompagnamento;
  • grado di “permeabilità” nei confronti della proposta da parte degli attori del sistema e dei Servizi pubblici coinvolti;
  • efficacia nel raggiungimento dei risultati in termini di miglioramento delle attitudini ed abilità personali dei soggetti coinvolti.

Al termine della sperimentazione, sulla base dei risultati ottenuti, potrà essere proposta una eventuale stabilizzazione dell’intervento, previa eventuale razionalizzazione dello stesso.

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro sostiene l’attuazione di progetti individualizzati di azioni integrate di accompagnamento e di apprendimento lavorativo contestualizzato, tutoraggio e crescita sociale e relazionale dei soggetti disabili o svantaggiati, di cui al successivo paragrafo, assegnando loro un titolo di acquisto di servizi commisurato alla complessità del progetto da attuare ed alle caratteristiche del soggetto richiedente. Tali progetti devono essere definiti e sottoscritti dal beneficiario (con l’eventuale partecipazione della famiglia), dai Servizi pubblici competenti e dal datore di lavoro che cura o ha curato l’inserimento lavorativo, purchè accreditato ai sensi dell’art. 17 bis della LP 19/1983 per l’erogazione dei servizi previsti.

Nel caso in cui il beneficiario sia persona seguita da operatori di riferimento della Legge 68/99 o da orientatori, il progetto prevede anche la collaborazione dei medesimi operatori. I progetti individualizzati hanno durata ordinaria massima di 36 mesi. Tale durata, comunque definita e limitata, può essere prolungata in ragione delle specifiche caratteristiche del soggetto coinvolto. Per il perseguimento delle finalità del presente intervento, i progetti individualizzati devono prevedere l’esistenza di un rapporto di lavoro in capo al soggetto richiedente. Tale rapporto, instaurato o da instaurare, assume carattere strumentale, ma necessario. Il contratto di lavoro deve avere durata non inferiore a quella del progetto. I titoli di acquisto di servizi sono spendibili dal dipendente beneficiario delle azioni previste dal progetto, che operi presso unità produttive situate in provincia di Trento, del proprio datore di lavoro accreditato. Fino all’adozione della deliberazione di attuazione dell’art. 17 bis della LP 19/1983, si considerano provvisoriamente accreditati oltre alle cooperative sociali ai sensi dell’art. 1 quinquies della LP 19/83, i soggetti che dimostrino di possedere i seguenti requisiti:

  1. comprovata specializzazione nell’occupazione e nell’inserimento lavorativo di persone disabili o svantaggiate;
  2. previsione dell’attività di occupazione e di inserimento lavorativo di persone disabili o svantaggiate nell’oggetto dell’impresa dichiarato all’atto dell’iscrizione nel registro delle imprese o previsione nello statuto;
  3. disponibilità, per l’attuazione del progetto, di almeno una figura professionale di tutor con comprovata esperienza nel sostegno all’apprendimento di soggetti svantaggiati;
  4. disponibilità, per l’attuazione del progetto, di almeno una figura professionale con comprovata esperienza nella gestione di relazioni con i servizi territoriali, in particolare quelli socio sanitari, e con il sistema delle imprese locali volto a garantire opportunità di passaggio a contesti occupazionali non protetti;
  5. dimostrazione della effettiva realizzabilità dell’intero progetto mediante la presentazione di:
    • un piano di impresa, contenente tutte le informazioni utili alla valutazione del piano stesso ed in particolare contenente notizie in merito al patrimonio, alla organizzazione produttiva, alle attività, alle commesse ed al grado di autonomia economica del datore di lavoro che sostiene l’attuazione del progetto individuale;
    • una relazione sulla strategia perseguita dal datore di lavoro per assicurare la coerenza tra l’attività produttiva e gli inserimenti lavorativi prospettati;
    • l’indicazione del rapporto tra persone disabili o svantaggiate e non, impiegate (o che si intendono impiegare) dal datore di lavoro;
    • una relazione sulle metodologie dell’inserimento lavorativo per i disabili o svantaggiati, indicando:
      1. modalità e strumenti di attuazione e valutazione dell’inserimento lavorativo;
      2. eventuali attività formative connesse;
      3. caratteristiche e modalità di intervento dei tutori aziendali;
      4. strategie e strumenti per l’inserimento lavorativo a tempo indeterminato nel mercato ordinario.

I requisiti per l’accreditamento provvisorio sopra richiamati devono essere comprovati con certificazioni, attestazioni e relazioni, a norma di legge, da presentare all’Agenzia del Lavoro prima dell’adozione dei Progetti individuali. L’accreditamento provvisorio viene concesso con Determinazione dell’Agenzia del Lavoro. I medesimi Progetti sono inoltrati al Comitato tecnico di valutazione di cui all’intervento n.31 per osservazioni. I titoli di acquisto di servizi hanno validità annuale ed hanno un valore nominale definito sulla base di una analisi storica dei costi connessi all’inserimento assistito di lavoratori disabili o svantaggiati, con adeguati profili di qualità per la cittadinanza attiva e di competenze per la vita e per il lavoro. Il valore dei titoli di acquisto dei servizi corrisponde quindi ai “Costi fissi calcolati applicando tabelle standard di costi unitari” pro capite ai sensi e per tutti gli effetti definiti dall’art. 11, paragrafo 3, lettera b, numero ii), del Regolamento (CE) n. 1081/2006, così come modificato dal Regolamento (CE) n. 396/2009. Tale valore ed i criteri di verifica del raggiungimento dei traguardi progettuali, sono definiti con determinazione dirigenziale al compimento dell’analisi storica di cui sopra. Il beneficiario, anche con il coinvolgimento delle propria famiglia e con l’assistenza dei servizi pubblici competenti, sceglie il datore di lavoro che provvederà a collaborare nella definizione del progetto individuale e ad erogare i connessi servizi. Il soggetto potrà richiedere l’assegnazione di un titolo di acquisto di servizi in qualsiasi momento dell’anno. Nel caso in cui il periodo che residua alla fine dell’anno solare sia inferiore ai 12 mesi, il valore del buono sarà determinato in proporzione. I corrispettivi concessi nell’ambito del presente intervento non sono cumulabili con contributi concessi per iniziative della medesima natura rivolte ai medesimi destinatari da parte della Provincia o di altri Enti pubblici. I datori di lavoro chiamati ad erogare i servizi di cui al presente intervento non potranno contestualmente beneficiare di contributi ai sensi dell’intervento 18 di cui al presente Documento.

Soggetti richiedenti

Possono richiedere titoli di acquisto di servizi le persone disabili (anche se non iscritti agli elenchi di cui alla L.68/1999), gli ex degenti di istituti psichiatrici, le persone in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, i condannati o internati ammessi alle misure alternative alla detenzione come previsto dall’art. 4 della Legge n. 381/91 (Disciplina delle cooperative sociali) nonché le persone detenute o internate negli istituti penitenziari come previsto dall’art. 1 comma 1 Legge 22 giugno 2000, n. 193. Possono inoltre richiedere questo intervento pubblico anche le persone considerate in stato di bisogno ai sensi della L.P. 27 Luglio 2007, n. 13 (Politiche sociali nella Provincia di Trento) ed i cittadini stranieri sottoposti a situazione di violenza o grave sfruttamento come individuati dall’art. 18 del D.Lgs n. 286/98 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero). I soggetti richiedenti l’intervento devono presentare istanza all’Agenzia del Lavoro, anche tramite i servizi sociali o i CPI di riferimento del lavoratore richiedente, corredata dalla documentazione giustificativa il proprio stato di svantaggio soggettivo e dal progetto individuale di azioni integrate di accompagnamento, apprendimento lavorativo contestualizzato, tutoraggio e crescita sociale e relazionale da realizzare in contesto lavorativo garantito da datore di lavoro accreditato.

Modalità di utilizzo dei titoli di acquisto di servizi

L’Agenzia del Lavoro comunica al soggetto richiedente, ai Servizi pubblici competenti ed al datore di lavoro che hanno sottoscritto il progetto di intervento gli esiti dell’istanza valutata e l’eventuale concessione di titoli di acquisto di servizi. L’Agenzia del Lavoro comunica al soggetto erogatore del servizio il controvalore del titolo concesso; ricevuta la comunicazione, la cooperativa è tenuta ad erogare i servizi previsti dal progetto approvato. Nel caso di rigetto motivato dell’istanza, l’Agenzia del Lavoro ne dà comunicazione ai sottoscrittori del progetto di intervento, chiedendo una sua eventuale riformulazione. Durante l’erogazione dei servizi previsti dal progetto, l’Agenzia del Lavoro svolge tutte le valutazioni e le verifiche, anche in loco, in ordine alla correttezza, alla qualità e alla completezza delle azioni eseguite. In caso di verifica della sussistenza di non corrette o non complete prestazioni, l’importo del titolo è motivatamente rideterminato o azzerato dall’Agenzia del Lavoro. L’agenzia del lavoro liquida al soggetto erogatore dei servizi il controvalore dei titoli di acquisto di servizi assegnati ai lavoratori beneficiari, con cadenza semestrale, sulla base di una relazione sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dal beneficiario del titolo. L’intervento è finanziato prevalentemente con risorse FSE.

Riferimenti normativi

Legge n. 381/91 (Disciplina delle cooperative sociali);

Legge n. 193/2000 (Norme per favorire l’attività lavorativa dei detenuti);

L.P. 27 Luglio 2007, n. 13 (Politiche sociali nella Provincia di Trento);

D.Lgs n. 286/98 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero);

Legge 12 marzo 1999 n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili;

Regolamento (CE) 1081/2006;

Regolamento (CE) n. 396/006;

Articolo 1 quinquies e art. 4 della Legge provinciale n. 19/83.

19 PROGETTI PER L’ ACCOMPAGNAMENTO ALL’ OCCUPABILITÀ ATTRAVERSO LAVORI SOCIALMENTE UTILI

Finalità

Agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro di persone deboli e favorire quindi il recupero sociale e lavorativo di persone in situazione di svantaggio sociale. Il principio che permea la presente area di interventi è la centralità del lavoro per valorizzare la persona: le attività lavorative svolte rappresentano l’occasione per valorizzare la persona e devono essere quindi, nel limite dello strumento a disposizione, coerenti e compatibili con gli obiettivi che si intendono perseguire. I percorsi lavorativi devono perseguire uno dei seguenti macro obiettivi:

  1. mantenimento delle capacità lavorative: vi rientrano i lavoratori per i quali l’intervento rappresenta un punto di arrivo; la tenuta lavorativa può considerarsi un successo perché per situazione psico-fisica o familiare-sociale non è pensabile un’evoluzione ulteriore rispetto al ruolo ed all’impegno lavorativo;
  2. crescita e formazione delle competenze base in ambito lavorativo (pre-requisiti): per questi lavoratori l’intervento diventa un ponte per il mercato del lavoro ordinario. E’ previsto un percorso secondo quanto stabilito dall’intervento 20.1 del presente Documento;
  3. conoscenza e osservazione sul lavoro: per questa categoria di lavoratori sconosciuti o poco conosciuti dal punto di vista lavorativo, l’azione rappresenta un punto di aggancio, per l’avvio di una progettualità lavorativa concreta e spendibile.

Contenuti

  1. I progetti

I progetti rientrano in programmi territoriali e sono definiti in relazione alla consistenza di apposite liste di soggetti in condizione di debolezza occupazionale. I progetti devono avere per oggetto “servizi d’interesse generale” ai sensi della Decisione della Commissione Europea C(2011) 9380 definitivo del 20 dicembre 2011 riguardante l’applicazione delle disposizioni dell’art. 106, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale. Per applicare tali necessarie disposizioni, devono sussistere le seguenti imprescindibili condizioni:

  1. l’Ente pubblico che propone l’azione finanziata ed assegna i lavori ai soggetti attuatori deve formalizzare un incarico che conferisca esclusivamente alle medesime la piena responsabilità dell’esecuzione del progetto; quest’ultimo deve essere inequivocabilmente individuato “di utilità collettiva” e dare luogo ad un finanziamento a cui si applica la Decisione richiamata, articolo 2, paragrafo 1, lettera a);
  2. il conferimento dell’incarico deve fare riferimento ad un servizio d’interesse economico generale, cioè sostenere e valorizzare l’occupabilità di soggetti svantaggiati, nonché specificare il territorio interessato all’azione;
  3. il conferimento dell’incarico deve far emergere i parametri di calcolo del corrispettivo ed evidenziare che il finanziamento pubblico risulta indispensabile per procedere all’inserimento professionale di soggetti svantaggiati, altrimenti economicamente non vantaggioso. Nei casi in cui non si applichi una procedura di appalto pubblico o confronto concorrenziale, la commessa attribuita alla cooperativa non deve comportare una maggiorazione di compensi eccessiva (superiore a circa il 15%) rispetto al valore storico praticato per affidamenti di analoghi servizi, rivalutato in ragione degli adeguamenti contrattuali e dell’indice ISTAT dell’inflazione programmata.

I progetti devono essere a termine, con durata di norma da un minimo di 4 mesi ad un massimo di 10 mesi e devono indicare i nominativi delle persone componenti le squadre di lavoro. I progetti devono avere prevalente contenuto di manodopera e riguardare i settori di attività di seguito elencati:

  • abbellimento urbano e rurale, ivi compresa l’attività di manutenzione;
  • valorizzazione di beni culturali ed artistici anche mediante l’attività di salvaguardia, promozione, allestimento e custodia di mostre relative a prodotti, oggetti ed attrezzature del territorio nonché riordino o recupero e valorizzazione di testi e/o documenti di interesse storico o culturale;
  • riordino di archivi e/o recupero di lavori arretrati di tipo tecnico o amministrativo, non rientranti nelle attività di ordinaria amministrazione dell’Ente;
  • servizi di custodia e vigilanza finalizzati alla migliore fruibilità degli impianti e attrezzature sportive, di centri sociali, di centri socio-assistenziali educativi e/o culturali gestiti dagli Enti promotori;
  • particolari servizi ausiliari di tipo sociale a carattere temporaneo, compatibili con il grado di debolezza o svantaggio del lavoratore o particolari servizi necessari per il recupero del lavoratore (purché non in sostituzione di quanto già attuato sul territorio).

Per i progetti riguardanti i lavori di abbellimento urbano e rurale, ivi compresa l’attività di manutenzione, la squadra di lavoro deve essere composta da almeno due soggetti ed almeno il 50% dei componenti, capo squadra escluso, deve appartenere alle categorie indicate alle lettere c) o d) del paragrafo destinatari, salvo indisponibilità negli elenchi comprensoriali o delle Comunità di Valle, a progetto approvato, di persone “segnalate” o invalide (nel caso di dimissioni o licenziamenti).

  1. Contratto di lavoro e articolazione dell’orario

I rapporti di lavoro sono a termine e sono disciplinati dall’apposito contratto collettivo provinciale di lavoro. Il normale orario di lavoro va distribuito sull’intera giornata prevedendo non più di cinque ore consecutive al mattino e il rimanente, per completare l’orario di lavoro giornaliero previsto dal contratto collettivo, al pomeriggio con almeno un’ora di interruzione per la pausa del pranzo. Il rapporto di lavoro può essere attivato anche a tempo parziale, di tipo orizzontale (riduzione dell’orario giornaliero per la durata del periodo di lavoro a tempo determinato). Orari di lavoro particolari, modifiche dell’orario di lavoro e composizione di gruppi di lavoratori dettata da particolari condizioni contingenti dovranno essere preventivamente autorizzati dall’Agenzia del Lavoro.

  1. Contributo per costo del lavoro

I progetti approvati sono sostenuti tramite un contributo economico pari al 70% del solo costo del lavoro, più IVA, prendendo a riferimento il salario definito dall’apposito Contratto Collettivo provinciale di lavoro. Per i lavoratori rientranti nelle 40 ulteriori opportunità occupazionali nei confronti di lavoratori disabili inseriti negli elenchi previsti dalla normativa sugli invalidi, con invalidità di tipo psichico/intellettivo pari o superiore all’80%, l’Agenzia interviene con un contributo pari al 100% del costo lavoro più IVA. Il contributo dell’Agenzia del Lavoro è erogato secondo le modalità ed i termini stabiliti annualmente dal Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia del Lavoro; per l’anno 2012, in considerazione delle risorse finanziarie disponibili, il contributo viene erogato in 3 rate: la prima entro 30 giorni dall’inizio dei lavori in misura massima pari al 20% del finanziamento approvato, la seconda, in misura massima pari al 60% del finanziamento concesso all’inizio dell’esercizio 2013, il saldo, a fine lavori, dietro presentazione, da parte delle Amministrazioni locali o APSP di rendicontazione relativa agli oneri per il costo lavoro effettivamente sostenuti”.

  1. Caposquadra e Coordinatore di cantiere

Il caposquadra deve essere in possesso di esperienza e professionalità utili allo svolgimento del proprio ruolo e deve partecipare ai corsi di formazione organizzati allo scopo dall’Agenzia del Lavoro. Al fine di creare un gruppo stabile di persone con idonea professionalità, tale da assicurare una continuità gestionale, il caposquadra deve essere individuato dall’Ente titolare del progetto in accordo, ove possibile, con il datore di lavoro affidatario dei progetti. Il Coordinatore di cantiere viene messo a disposizione dall’affidatario dei lavori e deve possedere specifici titoli di studio o aver acquisito una professionalità idonea derivante da una comprovata esperienza lavorativa in campi coerenti con le attività svolte. Il coordinatore medesimo ha l’obbligo di monitorare costantemente le squadre di lavoro seguendo i singoli lavoratori impiegati, visitando direttamente i cantieri di lavoro almeno due volte la settimana, svolgendo la dovuta attività di supporto e coordinamento complessivo sia dal punto di vista tecnico che socio-relazionale. Il Coordinatore di cantiere garantisce tutti gli spazi di verifica utili, allo scopo di fornire gli aiuti necessari al lavoratore, visitando i cantieri di lavoro, intrattenendo i contatti con l’Ente promotore del progetto, con i Servizi socio-sanitari territoriali di riferimento, con la Cooperativa/azienda datore di lavoro e con l’Agenzia del Lavoro.

4.1 Contributo per Caposquadra

Per progetti che coinvolgano gruppi di lavoro composti da almeno 3,5 opportunità occupazionali in possesso dei requisiti richiesti, l’Agenzia del Lavoro sostiene finanziariamente l’impiego di un caposquadra. Tale sostegno prevede la copertura totale del costo lavoro del caposquadra, più IVA, calcolato sulla base della retribuzione prevista dal contratto collettivo provinciale di lavoro applicato per la corrispondente figura professionale. Qualora il caposquadra sia individuato tra i dipendenti delle cooperative con incarichi rientranti nel Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale, il relativo costo lavoro rimane a carico di detto Servizio.

4.2 Contributo per Coordinatore di cantiere

Per il Coordinatore di cantiere, figura prevista per tutti i progetti, l’Agenzia del Lavoro riconosce un finanziamento pari al 13% del contributo concesso.

  1. Attività di supporto

Allo scopo consolidare l’azione di costruzione di un sistema di relazioni tra i vari interlocutori interessati, l’Agenzia del Lavoro organizza incontri con:

  • gli Enti promotori dei progetti, le loro associazioni e le imprese affidatarie dei lavori, per promuovere consapevolezza e condivisione sulle finalità dell’intervento, sulla garanzia dell’autonomia operativa dei progetti nonché sul raccordo operativo sia a livello programmatico che gestionale con i Servizi Socio Sanitari segnalanti;
  • le Strutture organizzative dei Servizi Socio Sanitari, per definire protocolli operativi.

Soggetti richiedenti

Comuni, Consorzi tra Comuni, Comprensori, Comunità di Valle e APSP. Ogni anno la Giunta Provinciale, su proposta della Commissione Provinciale per l’Impiego, stabilisce il numero massimo di opportunità occupazionali sostenibili nel corso dell’anno successivo. Sono inoltre messe a disposizione 40 ulteriori opportunità occupazionali nei confronti di lavoratori disabili con invalidità di tipo psichico/intellettivo pari o superiore all’80%. Tali opportunità occupazionali sono ripartite dal Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia del Lavoro tra le diverse aree territoriali, tenuto conto del reale stato di bisogno risultante dalle liste approvate dall'Agenzia del lavoro. In particolare il Consiglio seguirà due criteri, graduati in ordine di importanza:

  1. la capacità storica dei territori di proporre progetti di inserimento;
  2. l’evoluzione delle richieste di intervento, attestate dal numero di iscrizioni alle liste.

Nell’assegnazione delle opportunità occupazionali saranno seguite le seguenti priorità:

  • consistenza del numero di iscritti nelle liste in ambito comunale;
  • progetti sovracomunali con caposquadra;
  • squadre di lavoro con caposquadra;
  • presenza di manodopera femminile nelle squadre.

In particolare, per migliorare la qualità degli interventi, verrà data priorità ai progetti “sovra-comunali” per riuscire a comporre gruppi di lavoro più numerosi (che consentono la presenza di un capo-squadra) e meglio equilibrati (possibilità di attingere quindi da liste sovra-comunali). Qualora i lavoratori siano assunti a tempo parziale, essi incidono sul numero delle opportunità occupazionali in proporzione alle ore di lavoro svolte. Nel caso di accertate difficoltà di formazione e di gestione dei gruppi, potrà essere superato il vincolo della residenzialità nel comune del lavoratore. L’Ente deve comunicare all’Agenzia del Lavoro i criteri adottati per la scelta dei componenti la squadra. Tali criteri devono essere oggettivi e determinati in via preventiva alla loro applicazione.

Soggetti attuatori

Sono soggetti attuatori le cooperative sociali di tipo b) o di produzione lavoro; l’ Azienda Speciale Consorziale di Trento – Sopramonte; la Magnifica Comunità di Fiemme. I Soggetti attuatori devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • sede amministrativa autonoma che assicuri adeguata accessibilità da parte dei destinatari;
  • dotazione di macchinari ed attrezzature adeguati per la gestione delle attività oggetto dell’assegnazione dell’incarico di gestione;
  • possesso di una struttura tecnico/organizzativa adeguata allo svolgimento dei lavori da eseguire e consona alle necessità di supporto nei confronti dei soggetti inseriti nel progetto.

La valutazione della squadra e dei singoli lavoratori è di competenza della cooperativa affidataria tramite la figura del Coordinatore di cantiere, il quale, nel corso del progetto, potrà confrontarsi anche con altri soggetti interni o esterni alla cooperativa (principalmente capi-squadra, servizi sociali e sanitari, referenti del soggetto promotore). Il processo e l’esito di tale valutazione (che prevede una tappa intermedia ed una finale) sono formalizzati dal Coordinatore di cantiere attraverso la “Scheda di Rilevazione” che, a fine progetto, deve essere consegnata, con la dovuta riservatezza, ai referenti sociali del soggetto promotore, agli eventuali Servizi segnalanti, oltrechè all’Agenzia del Lavoro. L’obiettivo è quello di garantire una “restituzione finale” di informazioni ad Enti e Servizi segnalanti che consenta agli stessi un’adeguata progettazione futura relativamente ai propri lavoratori segnalati. E’ prevista, inoltre, la stesura da parte del Coordinatore di cantiere della “relazione tecnica finale” dei lavori svolti. Possono essere realizzati interventi formativi a sostegno dell’inserimento lavorativo delle persone coinvolte. Per i capisquadra sono previste attività formative specifiche, da attuarsi preferibilmente prima dell’avvio dei cantieri. Per gli altri lavoratori, oltre a quanto obbligatoriamente previsto in ambito di sicurezza sul lavoro possono essere realizzate, anche su iniziativa del datore di lavoro, una o più giornate di informazione in merito alle finalità dell’iniziativa, alle modalità di attuazione, agli aspetti contrattuali, alla sicurezza sul lavoro nonché l’attività di formazione che si rende opportuna in merito alla tipologia di intervento prevista ed alle categorie specifiche dei lavoratori coinvolti. Le giornate di formazione/informazione vengono considerate lavorative a tutti gli effetti. Al fine di mantenere monitorati i lavoratori coinvolti anche nel periodo di non attivazione dei progetti, l’Agenzia del Lavoro può organizzare, con la collaborazione degli Enti affidatari, corsi informativi/formativi anche in materie specifiche inerenti le attività oggetto dei lavori con il preciso scopo di fornire conoscenze utili a migliorare la prestazione lavorativa ed al mantenimento/miglioramento delle modalità lavorative. L’Agenzia del Lavoro sollecita e promuove con i soggetti promotori e attuatori di progetti anche in collaborazione con i Servizi Socio-sanitari, attività di monitoraggio e sostegno invernale (per esempio tramite incontri o visite in cooperativa, percorsi formativi o di socializzazione, esperienze di tirocinio in laboratori gestiti da organizzazioni di terzo settore, ecc.).

Destinatari

Disoccupati residenti in via continuativa da almeno tre anni in provincia di Trento alla data di presentazione della domanda oppure iscrizione all’AIRE da almeno tre anni da parte di emigrati trentini. Disabili con invalidità di tipo psichico/intellettivo pari o superiore all’80%, individuati dagli operatori di riferimento della Legge 68/99 dell’Agenzia del Lavoro. I soggetti, iscritti alle liste di cui al presente intervento approvate dall’Agenzia del Lavoro, devono appartenere alle seguenti categorie:

  1. disoccupati da più di 12 mesi, con più di 35 anni;
  2. disoccupati da più di tre mesi, con più di 50 anni;
  3. disoccupati invalidi ai sensi della legge n. 68/99;
  4. disoccupati in difficoltà occupazionale in quanto soggetti a processi di emarginazione sociale o portatori di handicap fisici, psichici o sensoriali segnalati dai servizi sociali e/o sanitari attraverso apposita certificazione; disoccupati appartenenti ad un nucleo familiare che percepisce il reddito di garanzia, segnalati dai servizi sociali e/o sanitari attraverso apposita certificazione.

Non sono ammessi disoccupati iscritti in lista di mobilità o beneficiari della relativa indennità, né destinatari che abbiano maturato i requisiti minimi per fruire della pensione di anzianità o di vecchiaia. Possono essere comunque ammessi i lavoratori destinatari appartenenti alle categorie di cui sopra beneficiari del reddito di garanzia o appartenenti ad un nucleo familiare che lo percepisce. Ferma restando l’applicazione della normativa in materia di decadenza dallo stato di disoccupazione e di perdita degli ammortizzatori sociali, il rifiuto da parte del lavoratore all’impiego nell’ambito della presente operazione, nonché la mancata partecipazione ai corsi di formazione, in assenza di giustificato motivo comportano la cancellazione del lavoratore dalle liste e l’esclusione dalla possibilità di iscrizione alle stesse per l’anno successivo. È sufficiente la residenza in provincia di Trento oppure l’iscrizione all’AIRE da parte di emigrati trentini al momento della presentazione della domanda nei seguenti casi:

  • soggetti rientranti nella categoria di cui alla lettera d). In tal caso sarà compito del servizio segnalante di riferimento fornire, oltre al consueto modello di segnalazione, una dettagliata relazione che evidenzi la necessità di iscrizione, considerando l’eventuale inserimento lavorativo come parte integrante del più ampio progetto terapeutico-riabilitativo che il servizio medesimo ha predisposto con la persona interessata;
  • soggetti rientranti nella categoria di cui alla lettera c), segnalati dall’Ufficio inserimento lavorativo soggetti svantaggiati dell’Agenzia del Lavoro.

Si precisa che i servizi socio-sanitari titolati a segnalare tramite apposita certificazione i lavoratori appartenenti alla categoria di cui alla lettera d) sono:

  • il Servizio Socio-assistenziale;
  • il Servizio di Salute Mentale (U.O. Psichiatria/U.O. Psicologia);
  • il Ser.T (Servizio per le tossicodipendenze);
  • il Servizio di Alcologia;
  • l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE) del Ministero di Grazia e Giustizia;
  • altri Servizi titolati alla segnalazione individuati a norma di legge.

L’Agenzia del Lavoro, in particolare l’Ufficio inserimento lavorativo soggetti svantaggiati, segnala i casi riferibili alla fattispecie “c”. Il Servizio segnalante dichiara altresì la disponibilità ad operare come referente sia nei confronti degli Enti (promotori dei progetti) che delle Cooperative (datori di lavoro), al fine di assicurare il perseguimento delle finalità indicate nel presente Documento, in particolare per garantire una positiva progettazione, gestione e valutazione dei percorsi lavorativi, anche al fine di delineare, ove possibile, alternative occupazionali.

Tavolo permanente

E’ istituito presso l’Agenzia del Lavoro un tavolo permanente con finalità informative e consultive, composto da rappresentanti degli Enti titolari dei progetti e/o loro consorzi e degli enti attuatori, dai Servizi Sociali territoriali, dal Movimento Cooperativo e dall’Agenzia del Lavoro. Il tavolo si riunisce periodicamente per monitorare l’andamento complessivo delle operazioni, per analizzare e proporre eventuali soluzioni alle problematiche operative che si presentano di volta in volta.

Sostegno alla transizione

L’Agenzia del Lavoro, in coerenza con le finalità di recupero sociale e lavorativo, attua interventi volti a favorire e sostenere l’inserimento o il rientro nel normale mercato del lavoro dei lavoratori coinvolti. A tale proposito l’Agenzia del Lavoro:

  • attua azioni di monitoraggio presso le imprese del Trentino, mirate alla ricerca di possibili sbocchi occupazionali;
  • organizza corsi di formazione, all’interno o fuori dall’orario di lavoro compatibilmente con le disposizioni del contratto di categoria, mirati all’acquisizione di competenze lavorative coerenti con le figure professionali effettivamente richieste sul mercato del lavoro;
  • programma specifici corsi di formazione per i lavoratori interessati che prevedano anche stages aziendali, volti all’inserimento lavorativo, presso le imprese che si dichiarano disponibili e sostiene l’inserimento attraverso le incentivazioni previste dall’intervento n. 5 (incentivi all’assunzione di lavoratori ed alla diffusione del tempo parziale per motivi di cura) del presente Documento;
  • sostiene ed accompagna la ricerca di idonei sbocchi occupazionali per i lavoratori ed i disoccupati che abbiano acquisito potenzialità e capacità spendibili.

Modalità di finanziamento

L’intervento è finanziato prevalentemente con risorse FSE.

Modalità di accesso

I destinatari interessati devono presentare domanda presso i Centri per l’Impiego, secondo modelli predisposti allo scopo dall'Agenzia del lavoro. I requisiti soggettivi richiesti devono essere posseduti dal lavoratore all’atto della presentazione della domanda e all’atto dell’assunzione.

Riferimenti normativi

Decisione della Commissione Europea C(2011) 9380 definitivo del 20 dicembre 2011, riguardante l’applicazione delle disposizioni dell’art. 106, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale.

20. PROGETTI SPERIMENTALI PER L’ACCOMPAGNAMENTO ALL’OCCUPABILITÀ

Finalità

Promuovere progetti sperimentali, anche a carattere pluriennale, volti a favorire il rientro nel normale mercato del lavoro dei disoccupati.

Un primo ambito (20.1) di sperimentazione riguarda la transizione verso percorsi di inserimento lavorativo a tempo indeterminato per persone appartenenti alle categorie c) e d) dei destinatari dell’intervento n. 19, ovvero, disoccupati invalidi ai sensi della legge n. 68/99; disoccupati in difficoltà occupazionale in quanto soggetti a processi di emarginazione sociale, o portatori di handicap fisici, psichici o sensoriali segnalati dai servizi sociali e/o sanitari attraverso apposita certificazione; disoccupati appartenenti ad un nucleo familiare che percepisce il reddito di garanzia segnalati dai servizi sociali e/o sanitari attraverso apposita certificazione.

Il percorso dovrebbe portare questi disoccupati verso cooperative sociali di tipo B che hanno in essere agevolazioni a valere sull’Intervento “Sostegno allo sviluppo di cooperative sociali di inserimento lavorativo di persone disabili o svantaggiate” (ex Azione 9 del Documento degli interventi di politica del lavoro 2008/2010 ed intervento 18 di questo Documento)

Il secondo intervento (20.2) ha lo scopo di rafforzare l’occupabilità di persone che necessitano di una maggiore continuità del rapporto di lavoro.

Il terzo (20.3) intende favorire l’inserimento lavorativo temporaneo di disabili che presentano particolari caratteristiche e difficoltà di impiego nel ciclo lavorativo ordinario.

Gli interventi sono finanziati prevalentemente con risorse FSE.

20.1 Progetti per la transizione in cooperative sociali

Contenuti I lavoratori appartenenti alle categorie c) e d) dei destinatari dell’intervento n. 19, che abbiano dimostrato, a completamento di un progetto nell’intervento 19, potenzialità, motivazione e capacità spendibili anche in contesti lavorativi esterni, sono segnalati dal Coordinatore di Cantiere direttamente alle potenziali cooperative interessate ad un inserimento più stabile, evidenziando l’esistenza in capo al lavoratore di potenzialità lavorative spendibili efficacemente in cooperative sociali di tipo B. Il passaggio dettagliato di informazioni e conoscenze tra il Coordinatore di Cantiere coinvolto ed i

Responsabili sociali delle cooperative sociali interessate, può anche essere promosso e favorito dall’Agenzia del lavoro.

Nel caso di sviluppo favorevole di detto percorso di conoscenza, la cooperativa può chiedere l’inserimento del lavoratore nell’ambito dell’Intervento 18 “Sostegno allo sviluppo di cooperative sociali di inserimento lavorativo di persone disabili o svantaggiate”. Tali progetti potrebbero anche consentire di aumentare il turn over attuale dell’intervento in argomento, favorendo l’ingresso di nuove persone.

Soggetti richiedenti

Cooperative sociali di tipo B).

Soggetti destinatari

Persone già destinatarie di interventi di cui al precedente Intervento 19 appartenenti alle categorie c) e d).

20.2. Progetti pluriennali nei lavori socialmente utili

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro, considerata la peculiarità di alcuni servizi previsti nell’ambito dell’Intervento 19 e limitatamente ai medesimi, intende rafforzare l’occupabilità delle persone inserite. Ci si riferisce, nel merito, ai “particolari servizi ausiliari di tipo sociale a carattere temporaneo, compatibili con il grado di debolezza o svantaggio del lavoratore o particolari servizi necessari per il recupero del lavoratore”.

L’obiettivo è quello di garantire continuità al rapporto di lavoro ed al servizio offerto, per un periodo di due anni consecutivi. In prima applicazione, la sperimentazione riguarda servizi domiciliari a persone anziane in territori dove è maggiormente espresso il bisogno e dove la qualità del lavoro di rete tra Enti promotori e servizi socio-sanitari territoriali risulti elevata; e preferibilmente deve prevedere il coinvolgimento di cooperative sociali di tipo A.

L’Agenzia del Lavoro assegna fino a 10 opportunità occupazionali annue.

Il Soggetto promotore presenta il progetto sperimentale pluriennale all’Agenzia del lavoro che ne valuta l’ammissibilità all’agevolazione. Il progetto approvato è sostenuto tramite le medesime agevolazioni previste dall’Intervento 19.

L’andamento e l’esito di detti progetti sperimentali sono monitorati costantemente da parte dell’Agenzia del Lavoro, in accordo con gli Enti titolari dei progetti e i servizi socio sanitari territoriali.

L’attivazione di detti progetti presuppone una fase preliminare di studio che consenta di effettuare tutti i necessari approfondimenti atti a prefigurare l’effettiva fattibilità dei percorsi proposti. In ogni caso, qualora il lavoratore, a compimento del percorso sperimentale, rifiutasse lo sbocco occupazionale eventualmente programmato, ferma restando l’applicazione della normativa in materia di decadenza dallo stato di disoccupazione e di perdita degli ammortizzatori sociali, il suddetto rifiuto da parte del lavoratore, nonché la mancata partecipazione ai corsi di formazione in assenza di giustificato motivo, comportano la cancellazione del lavoratore dalle liste e l’esclusione dalla possibilità di iscrizione alle stesse per l’anno successivo.

Per quanto non diversamente disciplinato, si applicano le modalità ed i contenuti indicati nell’intervento n. 19.

Soggetti richiedenti

Comuni, Consorzi tra Comuni, Comprensori, Comunità di Valle e APSP, purché in regola con gli obblighi previsti dalla legge 68/99.

Destinatari

Persone già destinatarie di interventi di cui al precedente intervento 19.

Riferimenti normativi

Decisione della Commissione Europea C(2011) 9380 definitivo del 20 dicembre 2011, riguardante l’applicazione delle disposizioni dell’art. 106, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale.

20.3. Progetto sperimentale di inserimento occupazionale di persone disabili nell’ambito di enti pubblici

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro può finanziare, nell’arco di ogni anno solare, progetti di inserimento occupazionale di disabili per un massimo di 30 opportunità occupazionali. I progetti devono avere per oggetto “servizi d’interesse generale” ai sensi della decisione della Commissione Europea C(2011) 9380 definitivo del 20 dicembre 2011, riguardante l’applicazione delle disposizioni dell’art. 106, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale.

Il finanziamento può essere concesso nella misura massima del:

  • costo salariale del lavoratore disabile, comprensivo eventualmente di IVA;
  • costo dell’attività di tutoraggio, se prevista nel progetto di inserimento lavorativo.

Il rapporto di lavoro instaurato deve essere a tempo determinato e avere una durata massima di 12 mesi. La proroga è prevista solo in casi particolari ed in seguito a valutazione da parte dell’Agenzia del Lavoro.

Il contributo viene liquidato al termine del rapporto di lavoro.

Soggetti richiedenti

Comuni, Consorzi tra Comuni, Comprensori, Comunità di Valle e APSP ed altri Enti pubblici, purché in regola con gli obblighi previsti dalla legge 68/99.

Destinatari

Disabili che presentino particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario, iscritti nell’elenco provinciale della legge 68/99 da più di 12 mesi e privi di occupazione. Queste persone devono avere la cittadinanza italiana o in uno dei paesi appartenenti alla comunità europea e rientrare in una delle seguenti categorie:

  • invalidi civili con disabilità fisica pari o superiore al 74%;
  • invalidi civili con disabilità psichica;
  • invalidi del lavoro con percentuale uguale o superiore al 60%;
  • invalidi di servizio, con minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria;
  • ciechi civili e sordomuti.

Soggetti attuatori

Le cooperative sociali.

Modalità d’accesso

L’Agenzia del Lavoro, tramite l’operatore di riferimento della L 68/99, segnala al soggetto proponente l’intervento, le persone più idonee all’inserimento, compatibilmente con la disponibilità dell’ ente stesso.

L’ente proponente predispone un progetto d’inserimento lavorativo in collaborazione con l’operatore di riferimento del collocamento mirato e individua, nel rispetto della normativa vigente in materia, la cooperativa sociale che procederà all’assunzione del lavoratore e svolgerà l’eventuale attività di tutoraggio. L’ente proponente richiede in via preventiva all’Agenzia del Lavoro l’approvazione del progetto ed il relativo finanziamento.

Riferimenti normativi

Legge 12 marzo 1999, n. 68

Legge 8 novembre 1991, n. 381

21. INTERVENTI INTEGRATI PER LA RICOLLOCAZIONE PROFESSIONALE DI ESPULSI DA SETTORI ECONOMICI IN GRAVE CRISI OCCUPAZIONALE (INTERVENTI FEG)

Finalità

Consentire la ricollocazione professionale di persone espulse dai processi produttivi in conseguenza della crisi economica, mediante un progetto approvato a valere sul Fondo Europeo di Adeguamento alla Globalizzazione (FEG).

Il programma di interventi può costituire un’importante esperienza per una progressiva messa a regime di raccordi positivi fra politiche di sostegno al reddito e politiche attive.

Lo strumento di finanziamento è un fondo europeo di Solidarietà.

Contenuti

Attuazione, dopo la relativa approvazione da parte degli organismi europei competenti, di progetti presentati al Fondo tramite il competente Ministero.

Le azioni possono avere valenza interprovinciale ovvero interregionale.

Il progetto può riguardare un insieme coordinato di servizi personalizzati per la rioccupazione aventi natura formativa, orientativa, di accompagnamento e di supporto che, nel rispetto di bisogni e propensioni personali dei disoccupati in mobilità, li renda attivi e capaci di una nuova occupabilità.

I servizi possono essere di natura diversa ancorché riferibili in generale alle due tipologie dell’orientamento e della formazione.

Soggetti richiedenti/attuatori

Agenzia del Lavoro, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, altre Province o Regioni limitrofe, l’INPS od altri Enti, ciascuno per la parte di propria competenza.

Destinatari

Disoccupati in mobilità.

Nella prima fase attuativa, disoccupati in mobilità del settore delle costruzioni, espulsi dal 1 marzo 2010 al 1 dicembre 2010.

Riferimenti normativi

Regolamento (CE) n. 1927/2006 (Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 2 luglio 2008, intitolata “La solidarietà di fronte al cambiamento: il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) nel 2007 – bilancio e prospettive” - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale

Regolamento (CE) N. 546/2009 che modifica il regolamento (CE) n. 1927/2006

Regolamento 1083 (CE) 2006, per quanto applicabile in sede di integrazione ed interpretazione per analogia

22. PIANI INDIVIDUALI DI INSERIMENTO LAVORATIVO

Finalità

Sperimentare, in collaborazione con Agenzie per il lavoro, nuove forme di sostegno all’occupazione e rioccupazione di persone deboli sul mercato del lavoro mediante interventi integrati di servizi per l’ impiego, collegate a fasi di inserimento lavorativo mediante contratti di somministrazione.

Contenuti

In via sperimentale, l’Agenzia del Lavoro può stipulare convenzioni con Agenzie per il lavoro autorizzate a svolgere attività di somministrazione sul territorio provinciale, finalizzate a realizzare piani individuali di inserimento/reinserimento di persone deboli sul mercato del lavoro. I piani devono prevedere servizi integrati di orientamento, formazione, tutoraggio ed inserimento lavorativo mediante uno o più contratti di somministrazione della durata non inferiore a 4 mesi. A fronte dei servizi realizzati, l’Agenzia può riconoscere un corrispettivo coerente con l’entità dei servizi resi e nei limiti di un tetto massimo di € 3.000,00 per lavoratore preso in carico; l’Agenzia determina in sede di stipula della convenzione entità e termini per l’erogazione del corrispettivo a fronte dei servizi resi. Nel caso in cui vi sia anche l’inserimento lavorativo, l’Agenzia può riconoscere un contributo/corrispettivo fino ad un massimo del 30% del costo del lavoro relativo ai contratti di somministrazione, per una durata massima di 12 mesi. I contributi sono erogati ai sensi del Regolamento (CE) 1998/2006 (de minimis) o ai sensi del Reg CE 800/2008. L’intervento è alternativo a quello previsto dall’art 13 D. Lgs 276/2003.

Soggetti richiedenti/attuatori

Agenzie per il Lavoro convenzionate con l’Agenzia del Lavoro.

Tali servizi sono affidati mediante le seguenti modalità:

  1. direttamente, secondo modalità non discriminatorie, a tutti i soggetti autorizzati che ne facciano richiesta;
  2. secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di contratti, a uno o più tra i soggetti autorizzati.

Destinatari

Persone deboli, svantaggiate o disabili, secondo la classificazione riportata nell’intervento 5 (Incentivi all’assunzione), residenti in provincia di Trento al momento della segnalazione alle Agenzie per il Lavoro.

Modalità di accesso

L’Agenzia del Lavoro segnala alle Agenzie per il Lavoro convenzionate le persone da prendere in carico.

Riferimenti normativi

Legge provinciale 19/1983

23. PROGETTI INTEGRATI DI OUTPLACEMENT

Finalità

Prevenire gli effetti sul piano sociale delle difficoltà aziendali mediante progetti di reinserimento a favore di lavoratori in esubero.

Contenuti

Finanziamento di progetti che prevedano l’attuazione di programmi aziendali, della durata massima di 24 mesi, volti a prevenire gli effetti sul piano sociale di difficoltà aziendali.

L’Agenzia del Lavoro può sostenere i programmi aziendali mediante la messa a disposizione di tutte le forme di servizi all’impiego e di sostegno alla ricollocazione previsti dal presente Documento e dalla legislazione vigente nonché mediante la concessione di contributi volti a coprire i costi di attuazione in misura non superiore al 50% dei costi ammissibili e comunque per un importo non superiore a € 2.600 per ciascun lavoratore interessato.

Sono escluse dall’intervento dell’Agenzia forme dirette o indirette di incentivi economici ai lavoratori da parte dell’azienda per favorirne l’esodo.

Le voci ammissibili e le percentuali di contribuzione sono definite nei limiti imposti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato (Regolamento (CE) 800/2008 e Regolamento (CE) 1998/2006). Il costo del lavoro dei dipendenti in formazione non è finanziabile.

Soggetti richiedenti/attuatori

Datori di lavoro con almeno cinque lavoratori in CIGS, premobilità o comunque dichiarati in esubero.

Destinatari

Lavoratori collocati in CIGS, premobilità o comunque dichiarati in esubero, inseriti in un progetto di ricollocazione presso altri datori di lavoro nell’ambito di un programma aziendale di gestione delle eccedenze di personale.

Modalità di accesso

Presentazione all’Agenzia del Lavoro di un progetto, previo accordo sindacale, approvazione del medesimo e firma di apposita convenzione regolante le modalità operative.

L’avvio del progetto può avvenire solo dopo la sottoscrizione della convenzione.

Riferimenti normativi Legge provinciale 16 giugno 1983, n. 19

V) SOSTEGNI AL REDDITO

24. SOSTEGNO AL REDDITO PROVINCIALE

Ai sensi dell’art. 1 ter della LP 19/1983 e ss.mm.ii. l'Agenzia del lavoro eroga ai lavoratori disoccupati o sospesi dal lavoro forme di sostegno al reddito collegate a percorsi di politica attiva del lavoro, secondo quanto previsto da questo Documento degli Interventi di politica del lavoro, tenuto conto della normativa regionale vigente in materia di sostegno al reddito e del Protocollo d'intesa tra la Provincia e le parti economiche e sociali relativo alle "Nuove azioni per promuovere la produttività e la competitività del Trentino” sottoscritto in data 5 dicembre 2012. I seguenti interventi di sostegno al reddito operano fino alla piena operatività di quanto previsto nella legge di attuazione della delega in materia di ammortizzatori sociali di cui all’art. 2, co. 124, Legge 191/2009.

24.A interventi a tutela dei disoccupati che cessano il rapporto di lavoro per ragioni riconducibili a crisi di mercato

Finalità

Assicurare a favore di determinate categorie di disoccupati (individuate nel paragrafo destinatari), non sufficientemente tutelati dal sistema di ammortizzatori statali, che cessano il rapporto di lavoro per ragioni riconducibili a crisi di mercato, un sostegno al reddito provinciale. Il sostegno è collegato ad interventi di politiche attive volte al mantenimento e all’incremento delle competenze professionali, definiti in relazione alle specifiche situazioni e compatibilmente con le politiche del lavoro attivabili, anche sotto il profilo organizzativo. Ciò al fine di consentire un più agevole riassorbimento occupazionale e l’aumento della loro occupabilità e adattabilità alle trasformazioni di mercato e della produzione.

Destinatari

  1. disoccupati beneficiari dell’ indennità di mobilità nazionale ai sensi della Legge 223/1991;
  2. apprendisti licenziati o non confermati al termine del periodo di apprendistato;
  3. soci lavoratori di cooperativa, che abbiano stabilito con la propria adesione o successivamente all’instaurazione al rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata;
  4. collaboratori a progetto o coordinati e continuativi della Pubblica Amministrazione del territorio provinciale che hanno perso il lavoro;
  5. associati in partecipazione con esclusivo apporto di manodopera che hanno perso il lavoro;
  6. disoccupati a seguito di rapporto di lavoro a tempo indeterminato, licenziati per inidoneità sopravvenuta alla prestazione o per superamento del periodo di comporto;

7. beneficiari di indennità di mobilità in deroga, categorie a), b), c) , di cui al protocollo di intesa per il 2012 tra la Provincia Autonoma di Trento e le parti sociali avente ad oggetto “estensione all’anno 2012 delle azioni per affrontare l’emergenza occupazionale conseguente alla crisi economica e degli ammortizzatori sociali in deroga”.

Sono esclusi dagli interventi:

  1. i disoccupati provenienti da rapporti di lavoro domestico;
  2. i disoccupati provenienti da rapporti di lavoro in attività stagionali dei settori turistico e agricolo;
  3. i disoccupati provenienti da rapporti di lavoro costituiti in occasione di un’intensificazione ricorrente dell’attività produttiva;
  4. i titolari di pensione di anzianità o di vecchiaia;
  5. i disoccupati provenienti da rapporti di lavoro costituiti nelle attività previste dall’Intervento 19 di questo Documento degli Interventi di politica del lavoro e nelle attività di cui alla legge provinciale n. 32 del 1990;
  6. i disoccupati provenienti da rapporti di lavoro costituiti per sostituire lavoratori assenti per i quali sussiste il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Requisiti

Requisiti comuni a tutte le categorie:

  1. essere domiciliati e residenti in provincia di Trento al momento della cessazione dell’attività lavorativa;
  2. aver cessato la propria attività lavorativa dal 01/01/2013, per motivi riconducibili a crisi di mercato (ad eccezione di coloro che sono stati licenziati per inidoneità sopravvenuta alla prestazione o per superamento del periodo di comporto). I collaboratori coordinati e continuativi presso una pubblica amministrazione del territorio provinciale devono aver perso il lavoro per effetto di misure di contenimento della spesa pubblica; la data di cessazione dell’attività lavorativa decorre dal 01/07/2012;
  3. essere in stato di disoccupazione ed essere privo di occupazione per almeno 30 giorni di calendario anche non continuativi;
  4. aver sottoscritto il Patto di servizio, svolgere regolarmente le attività ivi previste, nonché le attività formative, di inserimento lavorativo ed ogni altra attività proposta dai servizi competenti secondo le disposizioni provinciali;
  5. essere disponibili ad accettare ogni offerta di un lavoro proposta dai servizi competenti mobilità secondo le disposizioni provinciali.

Requisiti specifici per alcune categorie di destinatari:

I destinatari di cui al punto 2 (apprendisti) e 3 (soci lavoratori di cooperativa) devono possedere i seguenti ulteriori requisiti:

  • essere stati licenziati o non confermati al termine del periodo di apprendistato per giustificato motivo oggettivo riconducibile a crisi di mercato; essere privi dei requisiti per ottenere una delle indennità statali di disoccupazione (ASPI o mini ASPI); avere un’anzianità aziendale di almeno 90 giorni.

I destinatari di cui ai punti 4 e 5 (collaboratori a progetto, collaboratori coordinati e continuativi della p.a. e associati in partecipazione) devono possedere i seguenti ulteriori requisiti:

  • aver svolto, in via esclusiva, attività di collaborazione per almeno 6 mesi nei 24 precedenti la cessazione dell’attività lavorativa, di cui almeno 3 consecutivi nel periodo immediatamente antecedente la cessazione dell’attività suddetta;
  • aver operato in regime di monocommittenza;
  • aver percepito un reddito dall’ultimo contratto pari ad almeno € 600 lordi mensili e non superiori ad € 3.000 lordi mensili;

I destinatari di cui al punto 6 (licenziati per inidoneità sopravvenuta o per superamento del periodo di comporto) devono avere un’età inferiore ai 50 anni, avere un’anzianità aziendale di almeno 180 giorni e una certificazione ai sensi di legge che attesti l’inidoneità sopravvenuta alla prestazione.

I destinatari di cui al punto 7 (beneficiari di mobilità in deroga) devono aver goduto di un periodo massimo di trattamento di mobilità in deroga inferiore agli 8 mesi. Nel caso in cui il lavoratore sia in possesso dei requisiti per attivare l’intervento previsto dalla normativa statale, deve obbligatoriamente presentare domanda all’INPS.

Misura degli interventi

Per i destinatari di cui al punto 1 (mobilità nazionale) è previsto il sostegno al reddito di euro 6,66 per ogni giorno in cui il soggetto è privo di occupazione, ad integrazione dell’indennità di mobilità nazionale spettante.

Per i destinatari di cui ai punti 2 e 3 (apprendisti e soci lavoratori di cooperativa) è previsto il sostegno al reddito di euro 20,00 per ogni giorno in cui il soggetto è privo di occupazione.

Per i destinatari di cui ai punti 4 e 5 (collaboratori a progetto, collaboratori coordinati e continuativi e associati in partecipazione) è previsto il sostegno al reddito di euro 20,00 per ogni giorno. in cui il soggetto è privo di occupazione. L’importo è cumulabile con l’indennità prevista al comma 51 – art. 2 – della legge n. 92/2012, fino al’importo sopra previsto.

Per i destinatari di cui al punto 6 e 7 (licenziati per inidoneità sopravvenuta o per superamento del periodo di comporto e beneficiari di mobilità in deroga), è previsto il sostegno al reddito di euro 20 per ogni giorno in cui il soggetto è privo di occupazione.

Per i disoccupati provenienti da un contratto di lavoro a tempo parziale, tutti gli importi sopra indicati, sono decurtati di una percentuale pari a quella di riduzione dell’orario di lavoro svolto.

Durata del sostegno al reddito

1. Il sostegno è erogato, a far data dal primo giorno in cui il soggetto è privo di occupazione, per un massimo di 180 giorni e comunque non superiore all’anzianità aziendale maturata. Per i destinatari di cui al punto 6, beneficiari di mini ASPI, non viene erogato il sostegno al reddito per i giorni nei quali è stata percepita la mini ASPI.Per i destinatari di cui al punto 6 beneficiari di ASPI, il sostegno al reddito è erogato dal giorno successivo la fine del trattamento di ASPI per una durata massima di 120 giorni.L’erogazione del sostegno viene sospesa nel caso in cui il disoccupato trovi altra occupazione che dia titolo alla sospensione dello stato di disoccupazione, ai sensi del regolamento provinciale in materia di collocamento ed avviamento al lavoro e riprende automaticamente alla conclusione della stessa. Nel caso di perdita dello stato di disoccupazione, il sostegno al reddito cessa con la medesima decorrenza.

  1. Per i disoccupati in mobilità nazionale, beneficiari della relativa indennità, il sostegno al reddito è erogato per un periodo massimo di 180 giorni ad integrazione dell’importo dell’indennità di mobilità. L’erogazione, la sospensione e l’eventuale decadenza dal sostegno seguono le regole previste dalla Legge n. 223/1991.
  2. Per i beneficiari di mobilità in deroga di cui al punto 7, il sostegno al reddito è erogato per un periodo massimo di 180 giorni fermo restando che il cumulo tra la durata del sostegno al reddito e la mobilità in deroga non può comunque superare gli 8 mesi.

Modalità di accesso e di erogazione

Il sostegno al reddito viene concesso a seguito di domanda da presentarsi all’Agenzia del Lavoro entro 60 giorni dalla data del licenziamento. I collaboratori coordinati e continuativi della Pubblica Amministrazione che hanno perso il lavoro nel periodo antecedente, presentano la domanda di sostegno al reddito entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente intervento. I beneficiari di mobilità in deroga sono autorizzati d’ufficio.

Il sostegno al reddito provinciale viene concesso subordinatamente alla sottoscrizione del Patto di servizio ed alla verifica della sussistenza di tutti i requisiti previsti.

L’erogazione avviene con cadenza non inferiore al mese, secondo le modalità definite dall’Agenzia.

Norma transitoria

I soggetti beneficiari del sostegno al reddito secondo la disciplina previgente, percepiscono l’importo residuo spettante fino alla completa conclusione del procedimento.

24.B interventi a tutela dei lavoratori sospesi dal rapporto di lavoro per ragioni riconducibili a crisi di mercato

Finalità

Favorire l’integrazione del reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro mediante l’erogazione di un sussidio aggiuntivo a quello assegnato dallo Stato per i periodi di sospensione.

24.B.1 Interventi straordinari di integrazione al reddito

Contenuti

La misura dell’importo orario di integrazione salariale è fissata in due soglie, calibrate sull’importo massimo dell’assegno di cassa integrazione guadagni o di disoccupazione erogabile:

  1. a favore dei lavoratori percettori di indennità fino all’importo relativo al primo scaglione di reddito previsto annualmente a livello nazionale sono corrisposti euro 1,5 per ogni ora di sospensione dal lavoro;
  2. a favore dei lavoratori percettori di indennità fino all’importo relativo al secondo scaglione di reddito previsto a livello nazionale, sono corrisposti euro 1 per ogni ora di sospensione dal lavoro. Per ciascun semestre l’indennità è riconosciuta al singolo lavoratore solo a fronte di almeno 300 ore di sospensione.

Destinatari

Lavoratori sospesi per cassa integrazione guadagni o ai sensi dell’art. 19 del DL 185/2008, convertito con modificazioni, dalla legge n. 2/2009. Sono inclusi i lavoratori coinvolti nei contratti di solidarietà qualora non venga prorogata per il 2013 l’integrazione salariale pari all’80% della retribuzione persa.

Sono esclusi i lavoratori sospesi per evento meteorologico.

Modalità di accesso

Per la maturazione del diritto all’integrazione del reddito è richiesta la partecipazione ad azioni di politica attiva del lavoro, secondo le procedure definite dall’Agenzia del lavoro. Il computo delle ore di sospensione per i rapporti di lavoro a tempo parziale avviene applicando la percentuale di riduzione dell’orario di lavoro effettuato rispetto all’orario contrattuale.

24.B.2 Sostegno al reddito tramite l’intervento degli enti bilaterali

Contenuti

Nell’ipotesi in cui gli enti bilaterali garantiscano ai lavoratori dipendenti sospesi dal lavoro un sostegno al reddito integrativo di quello statale o riferito a soggetti non aventi titolo, l’Agenzia del Lavoro eroga sostegni al reddito nella misura e secondo le modalità di seguito determinate:

· metà dell’ultima indennità percepita dallo Stato; · per i soggetti esclusi dall’indennità statale, metà dell’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti.

La durata massima del trattamento non può superare novanta giornate di indennità nell’anno solare.

Destinatari

Lavoratori dipendenti da datori di lavoro esclusi dall’ambito di applicazione della cassa integrazione guadagni, in particolare i lavoratori sospesi, beneficiari dell’indennità statale di disoccupazione ordinaria o con requisiti ridotti, al termine del periodo di erogazione della stessa ovvero i lavoratori sospesi esclusi dalle medesime indennità, con un’anzianità presso l’azienda interessata dal trattamento di almeno tre mesi di lavoro effettivo.

Modalità di accesso

L’erogazione del sostegno al reddito è subordinata:

  1. ad un intervento integrativo pari almeno alla misura del cinquanta per cento a carico degli enti bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva provinciale, compresi quelli di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modificazioni;
  2. all’adozione di un regolamento secondo la normativa statale, la contrattazione collettiva e le disposizioni di questo intervento;
  3. alla gestione dell’intervento da parte dell’ente bilaterale, con oneri a proprio carico;
  4. all’offerta da parte dell’ente bilaterale di percorsi formativi a carattere specifico;
  5. alla presentazione all’Agenzia del lavoro dell'atto costitutivo e dello statuto degli enti bilaterali, dai quali risultino, tra le finalità degli enti medesimi, l'attuazione di iniziative di sostegno al reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro in conseguenza di crisi di mercato;
  6. alla preventiva presentazione alla Provincia del regolamento degli interventi, che dovrà risultare conforme alla normativa statale, alla contrattazione collettiva ed a questo programma.

Condizioni per l’intervento.

L’intervento sarà attivato subordinatamente all’esaurimento delle risorse statali stanziate per gli ammortizzatori in deroga.

VI) ATTIVITA’ DI SISTEMA

25. OSSERVAZIONE, MONITORAGGIO ED ANALISI DEL MERCATO DEL LAVORO

L’osservazione, il monitoraggio e l’analisi del mercato del lavoro è presidiata a due livelli: l’implementazione e il costante aggiornamento di un sistema informativo statistico di base e la realizzazione di analisi del mercato del lavoro articolate per area tematica. Di queste attività è dato conto attraverso la pubblicazione di un Rapporto sull’occupazione a cadenza annuale, tramite ricerche di carattere tematico e con il rilascio di report a contenuto congiunturale.

25.1 Sistema informativo statistico di base sul mercato del lavoro

Per cogliere le correlazioni esistenti fra attività produttive-lavoro-lavoratori, l’Osservatorio del mercato del lavoro presso l’Agenzia del Lavoro, implementa un sistema informativo statistico di base che aggiorna a cadenza regolare. Gli indicatori tematici vengono predisposti direttamente dall’Osservatorio del mercato del lavoro o acquisiti da altre fonti di dati. Gli indicatori sono costruiti utilizzando prioritariamente le informazioni in capo a: Agenzia del Lavoro - Centri per l’Impiego (assunzioni, cessazioni, trasformazioni dei rapporti di lavoro, iscrizioni, gestione delle liste di mobilità), Istat (con particolare riferimento a RCFL), Inps (principalmente CIG), Camera di Commercio (demografia delle imprese e indicatori congiunturali), competenti Servizi della Provincia, Commissione provinciale per l’Impiego, Organizzazioni sindacali dei lavoratori e Associazioni dei datori di lavoro.

25.2. Analisi del mercato del lavoro. Indagini, ricerche e sottosistemi dell’Osservatorio del mercato del lavoro

Il mercato del lavoro è analizzato predisponendo indagini ricorrenti o ricerche tematiche, per approfondire caratteristiche soprattutto di tipo qualitativo, relative sia all’offerta che alla domanda di lavoro. Allo scopo sono attivati i seguenti sottosistemi per acquisire informazioni e modelli interpretativi capaci di evidenziare la complessità e la segmentazione del mercato del lavoro:

  1. Osservatorio dell’offerta di lavoro:
    • offerta di lavoro giovanile. Le analisi e le ricerche sui giovani sono incentrate sulla fase della transizione scuola-lavoro seguendo i flussi in uscita dai diversi livelli formativi: formazione professionale, scuola secondaria superiore e università (rilevazione Almalaurea); è data attenzione anche ai percorsi di inserimento occupazionale dei giovani che non proseguono gli studi dopo l’obbligo scolastico o che hanno interrotto il corso di studi delle scuole medie superiori o della formazione professionale;
    • offerta di lavoro femminile. Le analisi e le ricerche sono effettuate per dar conto dell’evoluzione della presenza femminile nel mercato del lavoro locale: in termini di partecipazione alla vita attiva; sul versante dell’occupazione femminile anche approfondendo le tematiche relative al tema della conciliazione vita lavoro; relativamente alla persistente maggiore disoccupazione che grava su questa componente della forza lavoro, il tutto al fine di fornire adeguato supporto conoscitivo per l’individuazione di idonee politiche del lavoro;
    • lavoratori in fase di espulsione o espulsi dai processi produttivi e disoccupati. Le analisi e le ricerche sono effettuate con l’obiettivo di una costante osservazione di questo segmento di offerta di lavoro al fine di rendere maggiormente efficaci le politiche del lavoro implementate per la gestione della loro condizione;
    • offerta di lavoro immigrata. L’intento conoscitivo è volto ad una quantificazione del fenomeno e all’individuazione delle caratteristiche socio-anagrafiche di questi soggetti, per identificare le richieste e le disponibilità che pongono sul versante occupazionale e formativo, tenuto conto che a livello locale si registra una carenza di offerta di lavoro per diverse figure professionali;
    • offerta di lavoro emarginata e portatrice di handicap. E’ effettuato un monitoraggio permanente di questi soggetti e delle loro caratteristiche quali-quantitative al fine di meglio definire gli interventi di politica del lavoro nei loro confronti; questo monitoraggio è accompagnato da un’analisi costante relativa ai flussi di entrata-uscita dall’occupazione.
  2. Osservatorio della domanda di lavoro:
    • evoluzione della domanda di lavoro alle dipendenze, con particolare attenzione alla dinamica contrattuale delle assunzioni, e quella del lavoro autonomo;
    • monitoraggio sulle forme di rapporto di lavoro parasubordinato, al fine di coglierne l’evoluzione e gli intrecci con l’area del tradizionale lavoro alle dipendenze;
    • monitoraggio sul pubblico impiego realizzato dal Servizio statistica e presentato a cadenza annuale per conoscere la struttura occupazionale per ente nonché i bisogni occupazionali ed il turn-over, in modo da poter disporre di un quadro che evidenzi la situazione e le necessità qualitative e quantitative in termini di occupazione nel settore pubblico;
    • monitoraggio della natimortalità d’impresa, presentato a cadenza annuale
  3. Osservatorio delle professionalità e dei fabbisogni

Garantire un quadro conoscitivo sempre aggiornato delle figure professionali necessarie al territorio, sia in chiave statica che in chiave dinamica, risulta di importanza strategica per contribuire ad adeguare la struttura professionale dell’offerta di lavoro alle esigenze del mondo delle imprese. L’analisi dei fabbisogni del mercato del lavoro e delle professionalità è un utile elemento di conoscenza anche per i singoli e le famiglie in materia di orientamento scolastico e professionale. Esso viene realizzato con gli strumenti di seguito riportati:

  • il fabbisogno professionale delle imprese è analizzato sul versante delle previsioni di assunzione dichiarate in sede di indagine Excelsior, fornendo il quadro previsivo delle figure professionali ricercate, dell’evoluzione delle professionalità ichiamate dalle aziende in sede di previsione di assunzione e dei fabbisogni formativi dichiarati dalle imprese;
  • il fabbisogno reale dei datori di lavoro è monitorato guardando alle caratteristiche delle assunzioni effettivamente realizzate che vengono comunicate ai Centri per l’impiego. E’ fornito il quadro delle assunzioni comunicate per figura professionale e l’evoluzione della domanda di professionalità guardando alle dinamiche di crescita delle singole professioni;
  • è predisposto un monitoraggio degli andamenti occupazionali di massima per ogni professione, valorizzando a consuntivo la dinamica delle assunzioni, anche per i contesti territoriali subprovinciali delle comunità di valle;
  • viene garantito un supporto alle esigenze conoscitive degli enti bilaterali convenzionati.
  1. Osservatorio sugli squilibri territoriali

Il mercato del lavoro risulta segmentato anche a livello territoriale. Per una più efficace articolazione degli interventi di politica del lavoro sul territorio provinciale è necessario predisporre una mappa delle aree locali del mercato del lavoro sub provinciale, a livello delle comunità di valle e conoscerne le caratteristiche, le specificità e l’evoluzione nel tempo. La contiguità tra interventi di politica del lavoro e politiche territoriali finalizzate a ridurre i divari e gli squilibri settoriali e territoriali, impone di evidenziare le peculiarità e le specificità di un singolo bacino di manodopera locale, cogliendone la vocazione produttiva, le aree di crisi, i punti di debolezza e le potenzialità di sviluppo.

  1. Osservatorio comparativo sull’evoluzione dei mercati del lavoro locali

Attività di ricognizione comparata sul funzionamento dei mercati del lavoro limitrofi con particolare attenzione alle realtà che per caratteristiche strutturali risultano analoghe alla nostra, in stretta collaborazione con vari soggetti, Ministero del lavoro delle Politiche sociali, livelli regionali, OCSE,ecc.

  1. Osservatorio della contrattazione collettiva

    Il sottosistema si propone la lettura e l’archiviazione della contrattazione collettiva e intergrativa, monitorando:

    • la mappa della contrattazione per contenuti e modalità (es. investimenti, salario, ambiente di lavoro, ecc.);
    • le caratteristiche distintive della negoziazione, cioè quale rilevanza assumono i vari istituti contrattuali nell’evoluzione dei rapporti tra le parti sociali;
    • i livelli retributivi in atto e delle dinamiche salariali relative a vari settori produttivi.

26. MONITORAGGIO ED ANALISI DELLE POLITICHE DEL LAVORO

Al fine di supportare le decisioni degli organi responsabili della Provincia in materia di politiche del lavoro (Assessorato provinciale al lavoro, Giunta Provinciale, Commissione provinciale per l’Impiego, ecc.), sono effettuate sistematiche attività di monitoraggio e analisi dei risultati raggiunti a seguito dell’applicazione delle politiche del lavoro.

Le attività sono realizzate, di norma, sulla base di un piano di attività annuale sottoposto a valutazione da parte del Comitato scientifico per l’Osservatorio ed il monitoraggio del mercato del lavoro e delle politiche del lavoro, previsto nell’Intervento n. 31 di questo Documento ed approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Le attività di monitoraggio e il coordinamento delle fasi di analisi e di verifica sono in capo all’Osservatorio del mercato del lavoro dell’Agenzia del Lavoro, ma le metodologie utilizzate per l’effettuazione di analisi e per la realizzazione di attività di valutazione degli impatti prevedono di norma il ricorso a soggetti esterni (Università, società, consulenti) ed eventuali fasi di autovalutazione possono essere realizzate dalle diverse aree della struttura in sede di controllo di gestione.

Le azioni riguardano i seguenti aspetti prioritari:

  • per garantire una puntuale verifica della gestione e dello sviluppo delle attività previste dal presente Documento e dalle politiche provinciali del lavoro più in generale, a fini di monitoraggio quali/quantitativo, sono costruite e implementate banche di micro-dati sui lavoratori e sulle imprese coinvolti negli interventi;
  • sono gestite attività di analisi e di valutazione microeconomica dei risultati ottenuti dall’implementazione di programmi e progetti realizzati a livello locale in applicazione delle disposizioni di politica del lavoro statali e provinciali. Tali interventi possono ricomprendere anche iniziative sistematiche di valutazione ex-ante, in itinere ed ex-post sulle iniziative formative per orientare, monitorare nonché rilevare l’efficienza e l’efficacia dei vari segmenti di interventi;
  • è verificato l’impatto economico e sociale degli interventi, con l’evidenza delle differenze prodotte nel tessuto socio-economico locale, dei benefici netti per la popolazione locale e la pertinenza degli effetti sulle effettive necessità del mercato del lavoro, tenendo conto dei problemi di interrelazione e/o sovrapposizione che possono porsi in ragione della duplice fonte degli interventi (statale e provinciale).

27. PUBBLICAZIONI E CONVEGNI

Al fine di dare divulgazione dell’attività e di supportare gli organi competenti a definire le politiche del lavoro, l’Agenzia del Lavoro provvede inoltre a promuovere o realizzare pubblicazioni nonché ad organizzare convegni e seminari nel campo delle politiche del lavoro.

28. IL SISTEMA PROVINCIALE INFORMATIVO LAVORO (SPIL)

L’Agenzia del Lavoro progetta, sviluppa e gestisce, anche in raccordo con il progetto di informatizzazione predisposto dalla Giunta Provinciale, il Sistema Provinciale Informativo Lavoro (SPIL), costituito dall’insieme delle risorse organizzative, hardware, software e di rete relative alle funzioni informative automatizzate attinenti alle attività previste dal presente Documento. Il SPIL è realizzato in armonia con il Sistema informativo lavoro di cui all’art. 11 del Decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469.

L’Agenzia del Lavoro può comunicare e diffondere a datori di lavoro privati e a enti pubblici economici che siano interessati all’assunzione, i dati personali relativi ai soggetti presenti nelle banche dati senza che sia necessario il consenso degli interessati, al fine di promuovere l’occupazione, favorire l’inserimento al lavoro e l’accesso ad attività di orientamento e formazione professionale, nonché agevolare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro.

Il SPIL è messo a disposizione, limitatamente alle informazioni di competenza, del Servizio Lavoro della Provincia Autonoma di Trento e, a richiesta, degli uffici INPS provinciali e può inoltre essere collegato con sistemi informatici di altri Servizi della Provincia Autonoma di Trento, secondo modalità da definire da parte del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia; esso può essere inoltre connesso per scambio dati con altri Enti pubblici e soggetti privati in base a convenzioni, anche a titolo oneroso.

29 INIZIATIVE A SOSTEGNO DEI SOGGETTI DEL SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI

29.1. Assistenza tecnica alle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori

Su richiesta delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori presenti nella Commissione provinciale per l’Impiego, l’Agenzia del Lavoro svolge attività consulenziali e servizi di assistenza in materia di politica attiva del lavoro, allo scopo di favorire la stipulazione e promuovere l’esecuzione di accordi tra sindacati e organizzazioni imprenditoriali o singole imprese, contenenti programmi finalizzati all’occupazione od al miglioramento delle condizioni di lavoro. L’Agenzia offre inoltre servizi di documentazione legislativa, contrattuale e giurisprudenziale, anche attraverso appositi bollettini o schede informative.

29.2. Enti Bilaterali e Fondi Interprofessionali

L’Agenzia del Lavoro può stipulare convenzioni con Enti bilaterali promossi dalle organizzazioni provinciali dei datori di lavoro e dei lavoratori e Fondi Interprofessionali, per realizzare, nei limiti delle competenze di ciascuno, particolari iniziative di formazione professionale, servizi per l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro ed analisi settoriali dell’andamento del mercato del lavoro

29.3 Formazione e relazioni industriali

L'Agenzia del Lavoro realizza iniziative formative e seminari per l'aggiornamento degli operatori del sistema di relazioni industriali su tematiche relative alla legislazione del lavoro, alla politica del lavoro, alle innovazioni tecnologiche ed organizzative del sistema produttivo.

30 AZIONI DI APPRENDIMENTO MEDIANTE BENCHMARKING, PARTENARIATI E SCAMBI DI ESPERIENZE CON ALTRE REALTÀ

Finalità

Rafforzamento delle potenzialità d’azione dell’Agenzia del Lavoro, mediante il confronto, lo scambio, l’apprendimento reciproco, la costruzione di prototipi di intervento, realizzati in l’interazione con altre realtà nazionali, europee ed extraeuropee.

Contenuti

L’Agenzia del Lavoro può promuovere o partecipare all’attuazione di azioni progettuali destinate all’apprendimento di sistema, che coinvolga le sensibilità e le professionalità degli stakeholders delle politiche del lavoro e formative. I progetti di apprendimento devono riguardare gli strumenti, i dispositivi o le metodologie di intervento nell’ambito delle politiche del lavoro e della formazione professionale per il lavoro. I finanziamenti utilizzati per l’attuazione delle azioni riconducibili al presente intervento sono di volta in volta individuati mediante la partecipazione, con apposite proposte progettuali, alle call for proposal emanate dalla Commissione europea ovvero dalle sue Agenzie, sia a livello nazionale che europeo.

Soggetti richiedenti/attuatori

Agenzia del Lavoro in qualità di capofila ovvero in qualità di partner.

Destinatari

L’Agenzia del Lavoro, decisori istituzionali delle politiche provinciali del lavoro e della formazione.

Riferimenti normativi

Sono le disposizioni normative che regolano, nei diversi possibili contesti di riferimento, l’attivazione di azioni quali quelle a cui l’operazione in esame si riferisce.

31 GRUPPI DI LAVORO

Per la supervisione degli studi e delle indagini effettuate per l’osservazione, il monitoraggio e le attività di analisi del mercato del lavoro e delle politiche del lavoro, l’Agenzia del Lavoro può istituire al suo interno un Comitato scientifico per l’Osservatorio ed il monitoraggio del mercato del lavoro e delle politiche del lavoro, composto dal Presidente dell’Agenzia del Lavoro o suo delegato, con funzioni di presidente, e da esperti in materie di economia del lavoro, statistica, legislazione del lavoro e sociologia fino ad un numero massimo di cinque esperti. Al fine della valutazione dei progetti relativi all’Intervento 18, “Finanziamenti a progetto per cooperative sociali” e 18 bis “Attuazione sperimentale di progetti individualizzati destinati allo sviluppo dell’occupabilità di persone svantaggiate attraverso l’assegnazione di titoli di acquisto di servizi” l’Agenzia del Lavoro può istituire un Comitato tecnico di valutazione composto dal Presidente dell’Agenzia del Lavoro o suo delegato, con funzioni di presidente e da esperti in materia di cooperative sociali per l’ inserimento lavorativo di persone deboli, nel numero massimo di tre esperti. Il Comitato esprime osservazioni sui progetti presentati. Con deliberazione del Consiglio di Amministrazione sono stabilite le modalità di costituzione e di funzionamento dei comitati sopra citati.

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